
Questo mese si preannuncia un mese imperdibile per gli amanti della lettura. Tra grandi ritorni attesissimi, esordi sorprendenti e nuove uscite da non perdere, le novità in libreria di ottobre 2026 promettono di conquistare ogni genere di lettore. In questo articolo ho selezionato i nuovi libri in uscita a ottobre 2026, dai romanzi ai saggi storici, con i miei consigli di lettura per aiutarti a scegliere il tuo prossimo libro del cuore.
Vediamali insieme!

Il nuovo romanzo di Giordano Meacci è un viaggio immaginifico nel potere della parola. Una storia ai confini del mondo sulla memoria (anche del futuro) e sull’impossibilità di separare la vita dalla sua ombra.
Una Signora oscura si trova a viaggiare nell’estremo Sud del Sud del mondo. Cammina e intanto ricorda come sa (come può) tutte le vite che è stata. Mentre un uomo che si fa chiamare Vasco Natal Montero la aspetta, pieno di memorie e di vaghe malinconie, nella sua Casa di Sassi di Fiume; un’anomala Locanda, costruita a sua immagine e somiglianza, dove vive tra rovine, libri, quadri e ricordi. Il luogo che, dopo eternità su eternità di terre non trovate, s’è inventato, alla fine; quasi già presagisse quest’attesa. Ma chi è la notissima e mai nominata Signora in cammino? Chi è, per Lei, Vasco Natal Montero? E che cosa avranno da dirsi mentre tutto, forse, è già finito? E ancora, alla fine della fine: chi è veramente Balthazar Páramo? Il poeta argentino ribelle e romantico che – sembra – ha già raccontato questa storia in un sogno sospeso, e lontano, negli anni Trenta del secolo scorso. Come se Anarchica la morte fosse stato scritto altrove e poi trasportato in questa lingua e in questo tempo, per raccontare i giorni che stiamo vivendo.

Ci sono grandi autrici che dominano le classifiche e che, ogni anno, tornano dai loro lettori con una nuova storia. E ci sono libri importanti che portano avanti memorie ormai dimenticate. Tutto questo accade nella Curatrice di libri antichi. Tra le affascinanti vie di Verona, una giovane protagonista ridà voce a scrittrici che l’hanno persa. Perché questo è lo scopo della letteratura: non dimenticare.
«Un libro è una voce.» Manon ricorda bene le parole di suo padre. È stato lui, nei pochi anni che hanno trascorso insieme, a insegnarle tutto quello che sa sui libri. È la sua voce che cerca nella biblioteca che le è stato chiesto di catalogare e valutare in qualità di esperta. Manon, però, va oltre: in quelle pagine, cerca la storia, il passato impresso nell’inchiostro. E per la prima volta non riesce a trovarne l’anima. Sta per arrendersi, quando si accorge che si tratta di una collezione interamente al femminile. Scrittrici come Christine de Pizan, Isotta Nogarola, Rosvita di Gandersheim: rare, spesso dimenticate, non tramandate perché ritenute scomode. Donne forti, ribelli, in un mondo che non dà loro spazio. E per questo temute. Mentre legge le loro opere, qualcosa, in Manon, cambia: la biblioteca sembra parlare proprio a lei. Sembra avere legami con la sua famiglia. Anche se è impossibile. Anche se vuol dire mettere in discussione tutto quello che le è stato raccontato. Con accanto Rafael, un giovane libraio antiquario, Manon scava nei segreti di quella affascinante raccolta per scoprire la verità. Per scoprire chi se ne sia preso cura, salvandola dall’oblio. E capisce che ora tocca a lei continuare quella magia.

Dallo splendore del Liberty fino al sacco di Palermo. Milena Palminteri celebra la sua città con un grande romanzo pieno di eleganza e d’amore.
«Tutto il dolore che hai attraversato e ancora attraverserai, tutto il disagio che hai vissuto e ancora vivrai ti hanno donato la trasparenza di ogni emozione e un’anima limpida che al tempo giusto sarà vento per ogni tuo volo.»
Palermo, 1914. Nella cornice di una città piena di profumi, in cui il fervore del Liberty sta spazzando via la polvere del tempo e negli alberghi approdano viaggiatori da tutto il mondo, si incrociano le ambizioni di Giulio Jacona e Irene Scordato. Brillante architetto, Giulio rifiuta di lavorare nello studio del grande Ernesto Basile per dedicarsi al suo sogno: trasformare il piccolo albergo Kemonia ereditato dal padre in un gioiello di splendore e modernità. A un passo dal cielo, un giardino pensile ospiterà gli uccelli multicolori scelti da Irene, che con essi condivide la capacità di alzarsi fin dove il giudizio degli uomini non conta più e si è liberi di spiegare le ali. Ma il volo di Giulio e Irene subisce un brusco arresto quando la Prima guerra mondiale squarcia l’orizzonte. E, dopo la guerra, un altro dramma: il virus della poliomielite entra in casa loro e lascia il suo terribile marchio. Palermo, 1950. Anche la Seconda guerra è passata, lasciando ferite profonde negli animi e nei luoghi. Tra le macerie di Palermo un nuovo virus allunga i suoi tentacoli: quello della mafia, che si nutre dell’euforia della ricostruzione per mettere le mani sulla città. Dopo aver ospitato le truppe degli occupanti e dei liberatori, anche l’Hotel Kemonia avrebbe bisogno di una ristrutturazione, ma trovare le risorse sembra impossibile. Fino a che in casa Jacona non entra una giovane donna animata da una fierezza capace di cambiare ancora una volta il destino. Alla sua seconda prova dopo lo straordinario esordio con Come l’arancio amaro, Milena Palminteri compie un commosso omaggio letterario alla città dove è nata e conferma la capacità di mettere in scena personaggi vivissimi, che di Palermo interpretano lo spirito più alto e generoso. Attraverso queste donne e questi uomini, che nessuna malattia o corruzione può piegare perché sanno che “non sono necessarie ali grandi per un volo lontano e felice”, scrive un romanzo sui sentimenti taciuti che portiamo nel cuore e sulla bellezza che è sempre possibile salvare.

Nella città dei misteri il passato torna a uccidere.
«Una storia che incatena e incuriosisce. Un connubio vivido di passione, mestiere e fuoco.» – Corriere della Sera – La Lettura
«Intrighi, arte, sangue. La Venezia di Strukul.» – Corriere del Veneto
«Un dinamico romanzo intriso di congiure e battaglie.» – Il Mattino di Padova
Venezia, 1630. Sono trascorsi dodici anni dalla fine della guerra della Serenissima contro i pirati Uscocchi e dalla sanguinosa repressione della Congiura di Bedmar. Ma quella vicenda sembra non appartenere ancora al passato. Mentre la peste dilaga tra calli e campielli, un misterioso assassino inizia a uccidere, uno dopo l’altro, coloro che avevano contribuito in modo decisivo alla caduta dei congiurati. Le vittime vengono ritrovate con la gola squarciata e un’unica, terribile firma: «Siate maledetti», vergata con il loro stesso sangue. Si tratta di una spietata vendetta maturata nell’ombra per oltre un decennio? A indagare sono Marco Valier, capo degli sbirri e degli zaffi, e lo Spettro di Venezia, il giustiziere mascherato che il popolo conosce come El Caigo. Intanto Rea, la celebre profumiera, e il suo mentore Marco Barbaran prestano la loro opera di muschieri nel tentativo di contrastare i miasmi dell’epidemia, mentre i medici della peste conducono una battaglia sempre più disperata contro il morbo. In una città piegata dalla paura e dalla morte, Valier ed El Caigo dovranno scoprire chi si nasconde dietro la scia di omicidi prima che il passato presenti il suo conto definitivo. Perché nella Venezia della peste anche la vendetta sembra essere contagiosa.

Nel paese di Capurso c’è una Santa che legge il cuore delle donne e sembra disposta a esaudirne i desideri piú efferati: è qui che si intrecciano le vite di due famiglie destinate a diventare una sola, e le storie di una comunità che passa dalla certezza della miseria al miraggio della ricchezza. Dopo il successo di La città dei vivi, Nicola Lagioia torna a raccontare il Sud in cui è nato, usando i codici della saga famigliare per modellare un’opera del tutto personale, profondamente contemporanea. Per ogni sguardo che gettiamo all’indietro, ci dice questo libro, ne troviamo un altro che dal passato ci interroga. E chiede conto della nostra ambizione e delle nostre paure, dei nostri amori e dei nostri tradimenti, dell’illusione di essere destinati a qualcosa di grande, di quanto in là siamo disposti a spingerci per diventare ciò che vogliamo.
Ci sono momenti della vita che somigliano già a ricordi, o a presagi: momenti in cui sentiamo scorrere le forze violente e senza nome che definiscono il nostro destino. Nunzia Battista, il suo destino, l’ha visto una sera mentre il sole tramontava sulle gravine – era un’immagine nitida, elettrizzante: un collier di diamanti. Forse una premonizione, forse un desiderio cosí forte da diventare per lei il motore di ogni futura decisione, di ogni pensiero, di ogni silenzio. Santa Barbara è innanzitutto la storia di una donna che vuole piú di quello che la vita sembra offrirle, e delle azioni a cui è disposta per realizzare la sua brama. Ma è anche la storia di Nicola, l’uomo che la sposerà e proverà ad abbandonarla, e del figlio Domenico, che erediterà quella stessa fame e fonderà la sua fortuna sul sapere antico delle ricamatrici della zona. È la storia di altri uomini e altre donne a cui la volontà rapace di Nunzia – o quella della Santa ribelle a cui lei rivolge le sue preghiere dissennate – ha assegnato un ruolo nel compimento del suo destino: chi la amerà, chi la tradirà, chi darà fuoco alla sua rabbia, chi rischierà tutto, chi dovrà morire. Dopo La città dei vivi, Nicola Lagioia torna in Puglia per raccontarci mezzo secolo di passioni e tradimenti, madri e figli, fame, talento e ricchezza, il roteare di una giostra. Lo fa con una scrittura mobile e tesa che attraversa il tempo come un vento: corre, si placa, soffia, s’infiltra nelle case, nelle voci, mescola le piccole miserie e i grandi fatti, passa veloce attraverso gli anni, scompiglia i giorni, solleva il fumo delle braci, lo fa danzare e con quello disegna visioni, fa sventolare i capelli, le gonne e le bandiere, per trasformarsi in un canto di sirena, nella voce della Santa. Quella Santa Barbara che ha nascosto il suo cuore in un angolo del paese, in attesa che un bambino dall’animo puro possa ritrovarlo, toccarlo, farlo parlare. Sarà Domenico questo bambino? Oppure Anna, Stella, Vito, Filippo, Ninuccio? O forse un bambino che ancora non esiste, e che dal futuro osserva, attende di essere messo al mondo per esaudire un desiderio, rompere una maledizione, raccontare una storia.

Dall’atmosfera magica di Halloween fino al calore della notte di Natale, Sophie Jomain ci regala una commedia romantica deliziosamente ludica, un perfetto mistery tinto di rosa dove il vento del Nord non porta solo brividi, ma anche la promessa di una seconda, inaspettata occasione.
Essere l’unica erede citata nel testamento della tua vecchia zia, con la quale i rapporti non erano idilliaci, e scoprire di avere ereditato un vecchio maniero immerso nella campagna francese e un bel gruzzolo per ristrutturarlo, potrebbe tutto sommato essere allettante. Ma Phèdre Demay, ventiquattro anni, impiegata in una libreria in Québec, è piuttosto scettica. Il paesino di Little Balmoral, dove si trova la casa, è infatti il luogo dove, nove anni prima, ha vissuto la sua prima e magica storia d’amore, che le ha lasciato in tasca un dolore inguaribile. Per di più quel maniero, con le sue torrette e i frontoni e le soffitte piene di ricordi e di misteri, certe notti sembra abitato da rumori e scricchiolii molesti, indecifrabili. In effetti la proprietà ha la bizzarra reputazione di essere infestata dai fantasmi, e ha iniziato ad attirare l’attenzione dei media. Il vero problema, però, non sono gli spettri, ma il giornalista inviato a indagare sul caso: Adam, proprio il ragazzo di cui Phèdre è stata perdutamente innamorata. Mentre i frammenti di una lettera misteriosa cominciano ad apparire negli angoli più impensabili della casa, Phèdre e Adam si ritroveranno costretti a convivere e a scavare nei segreti del passato.

Sono freddi al tatto e affascinanti nella loro eterna giovinezza. Il loro riso seduce, la loro intelligenza ammalia. Le risposte ai misteri della vita e della morte giacciono nel loro sapere infinitamente superiore. Sono i vampiri. Il dottor John Gladstone, scienziato nella Londra vittoriana, viene catapultato nel loro mondo dopo che la sua carrozza investe un giovane di bellezza angelica, Niccolò. Quando questi rapisce la figlia di Gladstone e scompare, il medico deve inseguirlo attraverso tutta l’Europa, aiutato dalla primogenita Ursula, affascinata dal richiamo dell’eternità, e da Lady Hespeth, il cui aspetto riservato nasconde un’ossessione pericolosa. Perché i vampiri rapiscono i bambini? E qual è il loro legame con gli esperimenti di Gladstone su un virus letale? Questo, e molto di più, è La delicata dipendenza, capolavoro di Michael Talbot, autore di culto scomparso a soli 38 anni.

Maurizio Isabella ricostruisce la genesi e le conseguenze di una tensione rivoluzionaria spesso dimenticata, quella dell’Europa meridionale all’inizio dell’Ottocento, che ha unito tra loro popoli e nazioni distanti e ha plasmato lo scenario europeo e mondiale dei decenni avvenire. Un grande libro di Storia, premiatissimo a livello nazionale e internazionale, che rilegge in chiave globale uno dei periodi piú tumultuosi e appassionanti della modernità. Dopo gli anni tumultuosi delle guerre napoleoniche e il seguente Congresso di Vienna del 1815, il cui intento doveva essere quello di garantire stabilità in tutta Europa, un nuovo movimento rivoluzionario emerse non in Francia ma nelle periferie meridionali del continente. Le popolazioni degli stati e degli imperi dell’Europa del Sud erano state tutte direttamente colpite dall’occupazione militare, avevano combattuto a favore o contro i loro legittimi sovrani, sperimentando nuove forme di governo e acquisendo nuove idee politiche. Sulla scia di queste esperienze nel gennaio del 1820 la rivolta militare di Rafael Riego nei pressi del porto di Cadice diede il via a un’ondata di proteste in Spagna, Portogallo, Piemonte, Napoli, Sicilia e nel mondo ottomano. Eventi segnati non solo da una convergenza cronologica, ma anche da un’affinità di obiettivi e da medesime conseguenze: iniziative politiche intraprese da ufficiali e da truppe che godettero di un sostanziale supporto popolare per l’introduzione di costituzioni e istituzioni rappresentative. Maurizio Isabella ci mostra come queste rivoluzioni, ancora oggi trascurate quasi del tutto nelle storie dell’Europa, furono fondamentali per la politicizzazione di nuovi settori della società, favorendo la discussione e la circolazione di idee nuove tra questi paesi, e la sperimentazione di pratiche come le consultazioni elettorali. Sfatando luoghi comuni riguardo un Sud dal debole potenziale rivoluzionario, L’Europa meridionale nell’età delle rivoluzioni fa luce su come questi eventi gettarono i semi per la nascita, in tutta l’Europa meridionale, di un liberalismo, forza politica popolare e duratura, schierato in favore di un governo costituzionale.

Francesca Diotallevi restituisce in questo viaggio di cadute e rinascite, ferite e illuminazioni, l’anima inquieta, furiosa e bellissima di un’artista e la storia del suo capolavoro.
È il 1977 quando Niki de Saint Phalle dà inizio all’opera della sua vita, il Giardino dei Tarocchi, uno dei più grandi complessi scultorei realizzati da un’unica artista. Non è per stupire che lo fa, ma per rinascere. Lungo quel crinale irto di rovi, dove gli altri vedono pietraie e polvere, lei sente un’energia salvifica e vuole riportarla alla luce, per guarirsi l’anima. L’infanzia segnata da un forte trauma, il matrimonio precoce e infelice, la maternità, la depressione, Niki sente che per lei è arrivato il momento di costruire quello che sarà il suo rifugio incantato.

Le quattro ragazze di Oxford, il romanzo d’esordio di Joanna Miller, in Inghilterra ha conquistato i lettori attraverso il passaparola fino a diventare un caso letterario internazionale, oggi in pubblicazione in tutto il mondo. Miller è un’appassionata autrice di Storia, capace di cogliere le vicende personali e i dettagli umani che la Storia tende a dimenticare. E in questo libro ci restituisce uno spaccato straordinario e ancora inesplorato dell’emancipazione femminile, con la precisione di una studiosa e il cuore di una narratrice.
«Quanto avrei voluto conoscerle di persona. Sarebbero diventate le mie più care amiche.» – Francesca Giannone
«Eccezionale.» – The New York Times
«Un bellissimo romanzo sul percorso innovativo tracciato da quattro giovani donne brillanti del passato.» – Times
Oxford, 1920. È il primo giorno dell’anno accademico e già gli studenti sono coi megafoni in mano a deridere certe nuove matricole, un po’ diverse dal solito. Ottoline Wallace-Kerr, detta Otto, alza lo sguardo. Li scruta uno per uno. «Quanto siete noiosi!» Butta il mozzicone di sigaretta con il filtro macchiato di rossetto e se ne va. Oxford la aspetta. È il primo anno in cui le porte dell’università più antica e prestigiosa d’Inghilterra si aprono ufficialmente alle donne. Non come spettatrici, ma come studentesse a pieno titolo. E Otto non è sola. Sullo stesso corridoio del St Hugh’s College abitano altre tre ragazze, molto diverse tra loro, ma unite da quello che stanno vivendo. C’è Beatrice, che studia politica, filosofia ed economia per emanciparsi da sua madre, una suffragetta famosa con delle ombre nel passato. C’è Dora, che si immerge nella letteratura inglese per alleviare un dolore che non riesce a nominare. C’è Marianne, che studia teologia: è la più silenziosa, forse perché custodisce il più grande segreto. Infine, lei, Otto, la matematica londinese dall’umorismo tagliente: dietro i suoi sorrisi e la sua vita sfarzosa, si nasconde una ragazza che ha visto la guerra da vicino e che desidera soltanto ricominciare a vivere. Sanno di appartenere a un momento storico più grande di loro. Lo sentono ogni volta che entrano in un’aula, ogni volta che qualcuno le guarda come se non dovessero essere lì. Ma dietro i grandi momenti della Storia ci sono sempre le persone. E in questo caso sono quattro giovani donne nate tra due guerre che hanno cambiato il mondo. Eppure, sono anche ragazze che hanno voglia di ridere, di sbagliare, di innamorarsi, di scoprire chi sono al di là di ciò che il mondo si aspetta da loro.

Nel raccontare un’epica storia di ricerca e sopravvivenza fra i ghiacci, Ian McGuire fa vivere personaggi abitati da pulsioni molteplici alle prese con l’ignoto, restituisce l’incommensurabile ampiezza del paesaggio artico ed esplora i rapporti che i colonizzatori inglesi intrattennero con i popoli colonizzati, portando alla luce la vena di violenza e sopraffazione che fin dall’inizio li ha segnati.
Baia di Hudson, 1766. Da un avamposto commerciale britannico del vasto Nord americano parte una piccola spedizione formata da tre inglesi e quattro indiani. La meta da raggiungere è un leggendario giacimento d’oro nel temibile e inesplorato territorio oltre il White River. Tornerà indietro solo chi riuscirà a resistere al freddo estremo, agli attacchi dei lupi, alla fame, alla sete di ricchezza che trasforma i compagni in nemici e risveglia gli istinti piú feroci. Nel 1766 il Prince of Wales’ Fort è un avamposto commerciale inglese nel vasto Nord americano, da dove la Hudson’s Bay Company gestisce gli scambi di pellicce con gli indiani. Il direttore è Magnus Norton, anziano ma pur sempre assetato di ricchezza, che quando viene a sapere di una possibile vena aurifera nella tundra artica delle Barrens, nel temibile e inesplorato territorio che si trova oltre il White River, non intende lasciarsi sfuggire l’occasione. Norton non può partire, ma all’insaputa della Compagnia organizza una spedizione. Ne fanno parte il suo vice John Shaw, il giovane nipote Abel, il taciturno marinaio Tom Hearn e quattro indiani, Datsanthi, Nabayah e le rispettive mogli, cui spetta il compito di guidare il gruppo, cacciare, tirare le slitte e allestire gli accampamenti. Fin dall’inizio il lungo percorso si rivela insidioso, non solo per la fatica di avanzare nella neve, ma anche per le tensioni tra i membri del precario sodalizio, messo a dura prova dalla brama violenta di Shaw cosí come dalle intemperanze di Nabayah. E se tutti si aspettano di affrontare una natura ostile, nessuno può presagire l’arcana maledizione che grava sull’intero gruppo… L’oro della tundra artica, cosí allettante per gli inglesi, cosí misterioso per i popoli del Nord, forse c’è o forse no, ma ha l’innegabile potere di trasformare in modo imprevisto tanto i membri della spedizione quanto coloro che ne incrociano il cammino.

Anna è una scrittrice londinese che sta attraversando uno dei momenti più difficili della sua vita. Il blocco creativo che le impedisce di lavorare si intreccia al lento declino della madre, consumata dalla demenza, e alle conseguenze di un trauma recente che continua a perseguitarla. Quando il suo editore le propone di partecipare a un ritiro per scrittori nelle campagne dell’Inghilterra orientale, Anna accetta nella speranza di ritrovare la concentrazione e portare a termine il suo romanzo. Isolata in un piccolo cottage circondato da paludi e acquitrini, scopre però che la solitudine rende impossibile sfuggire ai propri pensieri. Un giorno, durante una passeggiata nelle zone paludose, assiste a un ritrovamento straordinario: dal fango emerge il corpo perfettamente conservato di una donna vissuta migliaia di anni prima. E quel volto, per qualche ragione, le sembra familiare. Mentre archeologi e studiosi iniziano gli scavi, Anna sviluppa un’ossessione crescente per quella figura venuta dal passato. Chi era? E perché sente di essere legata a lei? Attraverso un continuo dialogo tra presente e memoria, la scoperta archeologica diventa il punto di partenza di un viaggio interiore che porterà Anna a confrontarsi con il dolore, la perdita e il desiderio di guarire.

Un viaggio disturbante, allucinante e claustrofobico tra gli “appetiti” dell’essere umano.
«Abbiamo degli ospiti. Strani ospiti. Dicono che è questione di mangiare o essere mangiati».
Il Castello di Aymar è sotto assedio da sei mesi. Il cibo scarseggia e non c’è traccia dei soccorsi. Il re incarica Phosyne, una ex-monaca considerata un’eretica e una strega, di compiere un miracolo per sfamare i suoi sudditi.Il miracolo però non arriva e, per gli assediati, la fine è ormai vicina. Quando la disperazione prende il sopravvento, alle porte del castello si presentano quattro Santi con la promessa di sontuosi banchetti, che celano però un lato oscuro. L’eroina di guerra Ser Voyne cade presto sotto il loro controllo. Solo Phosyne e la serva Treila, combattute tra la sete di una vendetta segreta e un desiderio mai sopito nei confronti della cavaliera, saranno in grado di vedere l’orribile realtà di quello che sta accadendo tra le mura di Aymar. Dovranno cercare di liberare il castello, resistere alle tentazioni dei Santi e alle tensioni tra loro.Un viaggio disturbante, allucinante e claustrofobico tra gli “appetiti” dell’essere umano.

Tra il 1450 e il 1850 il continente europeo fu attraversato da uomini, merci, idee e conflitti che lo legarono strettamente al Mediterraneo e al mondo più vasto. L’impero ottomano, i Balcani e il Nordafrica, la Russia e le Americhe coloniali non furono semplicemente lo sfondo della storia europea: ne furono parte integrante. Questo libro racconta la storia moderna da una prospettiva a lungo raggio, seguendo le connessioni che univano regioni e società spesso studiate separatamente. È una storia dell’Europa, dunque, ma anche una storia del Mediterraneo e dell’Atlantico, dell’incontro e del conflitto fra mondi diversi. Capire come questi legami si siano formati e trasformati significa comprendere meglio non soltanto la nascita della modernità, ma anche le profonde connessioni che ancora oggi uniscono l’Europa al resto del mondo.

Chi meglio di Gianfranco de Turris, che potremmo definire il “Padre del Fantastico italiano”, poteva affrontare il mito di J.R.R. Tolkien, spiegando le ragioni del successo di quel mondo immaginifico, la Terra di Mezzo, attorno al quale ruotano tutte le sue opere? In questa silloge, che raccoglie 27 testi, tra articoli, prefazioni, saggi, scritti vari, pubblicati tra il 1979 e il 2025, De Turris suggerisce ai lettori quale sia il vero volto del Professore di Oxford, illustre medievista e filologo di fama mondiale, e il vero significato de “Il Signore degli anelli”, «un’opera dal simbolismo universale», perché «descrive un viaggio iniziatico in cui chi vi partecipa alla fine ottiene uno status sociale e spirituale superiore o comunque diverso da quello iniziale, che vede un compito portato a termine e che si conclude là da dove era iniziato».

Adamo ed Eva mangiavano carne? La dieta che seguivano ne ha forse determinato la salute inalterabile, la eccezionale longevità e l’armoniosa convivenza con gli animali? È questa una questione che desta curiosità e che ha avuto un ruolo centrale nel dibattito della prima età moderna. Tra Cinquecento e Settecento, infatti, essa diventa un nodo teorico nel quale si intrecciano teologia, medicina, anatomia, diritto: i modi diversi in cui l’Europa ha cercato di capire che cosa sia un corpo, che cosa sia una norma, che cosa sia naturale. A discuterne sono filosofi, teologi, riformatori di ogni confessione, fino ai maggiori esponenti della rivoluzione scientifica. Secondo gli autori, questo dibattito non è mai davvero scomparso: è riemerso in forme diverse nei secoli, fino ad arrivare a oggi, quando il tema del rapporto tra uomo e alimentazione si lega a questioni ambientali, etiche ed esistenziali. Il libro mostra così come una domanda apparentemente marginale attraversi la storia del pensiero occidentale mettendo in crisi i confini tradizionali tra le diverse discipline.

Paragonato ai capolavori di Daphne du Maurier, Il fantasma di Sarah Moore è uno dei grandi classici dimenticati del gotico novecentesco, tornato finalmente alla luce in tutta la sua potenza oscura e seducente.
«I lettori di Rebecca, la prima moglie ne saranno irresistibilmente attratti.» – Publishers Weekly
Una possessione, un destino, una vendetta Dower House, lussureggiante e irresistibile, attira le persone come la luce con le falene. Tra coloro che cadono sotto il suo incantesimo ci sono James Boyce e sua moglie Nemo, che decidono di acquistarla, e Harry Harris, che finisce per rimanere affascinato sia dalla casa che dalla sua nuova proprietaria. Ma una serie di eventi inquietanti sembra corrompere questo paradiso… Alla festa inaugurale dei Boyce, compare un ospite inatteso: Sarah Moore, attrice abbagliante, bellissima, lussuriosa, assassina… e morta da centocinquant’anni. Quando Nemo inizia a mostrare strani cambiamenti, Harry, perdutamente innamorato di lei, viene trascinato in una spirale tragica, sempre più soffocante e forse letale.

È il 1915. Adelaide Henry porta sempre con sé un enorme baule da viaggio. È sempre chiuso a chiave. Perché quando il baule viene aperto, le persone intorno a lei iniziano a scomparire… Il suo segreto ha causato la morte dei suoi genitori, costringendola a fuggire dalla sua città natale. Trascinandosi dietro il baule ad ogni tappa, sarà una delle “donne sole” che approfitteranno dell’offerta del governo di terra gratuita per chi è in grado di coltivarla. Ma Adelaide non è sola e il segreto che ha cercato così disperatamente di tenere nascosto potrebbe essere l’unico appiglio che la tiene in vita. Victor LaValle, con la sua prosa poetica e vibrante, unisce il romanzo storico e il racconto soprannaturale. “Lone Women” è la storia avvincente di una donna desiderosa di seppellire il proprio passato – e un ritratto dell’America del primo Novecento come non l’avete mai vista.

Edimburgo, 1724 Maggie Dickson è una giovane pescivendola, e passa le sue giornate a preparare esche, a riparare reti e a vendere il pesce, prigioniera di un mondo in cui il desti- no delle donne è segnato: fatica, obbedienza, silenzio. E il destino di Maggie è segnato due volte: quando resta incinta e perde la sua bambina, viene trascinata in tribunale e condannata per omicidio senza poter spiegare cos’è successo davvero, senza che nessuno ascolti la sua versione dei fatti. La portano al patibolo. La botola si apre, la corda stringe, il feretro si chiude. Però, nel carro che la riporta a casa, Maggie torna a respirare. Maggie è viva, marchiata dal segno rosso che la corda le ha lasciato, una collana che non potrà mai togliere. Per la legge, è morta. Per la gente che l’ha condannata, è un fantasma in carne e ossa che pretende di tornare a vivere. Ma qual è la verità dietro la sua condanna? E cosa farà Maggie, ora che la vita le ha dato una seconda possibilità?

“Spesso considerata un deserto spirituale, la città è in realtà un ecosistema vibrante di energie sottili e percorsi sacri. Questo libro offre una guida pratica per connettersi col battito invisibile del paesaggio urbano, una mappa per maghi e streghe di città con incantesimi e tecniche di protezione per trasformare lo spazio quotidiano in una fonte di potere e riscoprire, tra le strade affollate, tutto il proprio potenziale magico. L’autrice invita ad esplorare cosa significhi usare l’energia prodotta dal traffico, dagli assembramenti umani, o dai mezzi pubblici nelle ore di punta per trarne il pieno potere al fine di entrare in contatto con gli spiriti urbani o di potenziare la propria creatività ed energia. Questo straordinario testo è una guida non solo ai percorsi energetici e sacri all’interno della propria città, ma anche al raggiungimento del pieno potenziale magico di ogni individuo.”

Per salvare la donna che ama un uomo infrangerà le leggi del Tempo e affronterà un mondo sconosciuto: il nostro.
Ninive, VII secolo a.C. Sembrava una ferita innocua, e invece adesso la concubina prediletta del sovrano sta morendo, vittima di un male che nessun rimedio riesce a curare. Mannu-ki-Aššur, il guaritore di corte, ha ormai capito che le sue conoscenze sono inutili, eppure è disposto a tutto pur di salvare quella donna, il suo inconfessabile amore segreto. Persino a sfidare l’ira degli dei e del re, affidandosi a un arcano rituale proibito, capace di piegare le leggi del Tempo… Londra, oggi. Kate Mayne, professoressa di Assiriologia all’University College, ha dedicato la vita a decifrare i misteri dell’antica Mesopotamia. Tuttavia le sue certezze vanno in frantumi quando viene chiamata in ospedale per tradurre i deliri di un paziente sconosciuto. L’uomo, che sostiene di essere un guaritore, non solo parla un accadico perfetto, ma ha inciso sull’argilla un testo in cuneiforme che lo collega in modo inquietante a una tavoletta medica appena ricomposta nei sotterranei del British Museum. Mentre Kate deve fare i conti con l’impossibilità di quella situazione sconvolgente, a migliaia di anni di distanza i nemici di Mannu hanno scoperto quello che ha fatto. E sono decisi a fermarlo. Perché la concubina è incinta e deve morire prima di dare alla luce l’erede del re. Tra le strade caotiche della metropoli, Kate e Mannu dovranno quindi imparare a fidarsi l’uno dell’altra, per affrontare insieme sia i pericoli di un mondo per lui incomprensibile sia le minacce in arrivo dal passato…

L’artista pluripremiato Levi Pinfold firma la spettacolare edizione illustrata a colori di Harry Potter e il Principe Mezzosangue, il sesto capitolo della serie di J.K. Rowling.
Una notte d’estate, Harry Potter e Albus Silente escono dal numero 4 di Privet Drive per una nuova, segretissima missione. Il nuovo anno scolastico è incerto, avvolto nel terrore. Lord Voldemort è tornato, il male si sta radunando, il Ministero della Magia è nel caos e persino Hogwarts non è più un posto sicuro. Studenti e professori sono in allerta. Solo Draco Malfoy e i suoi fedeli compagni di Serpeverde sembrano entusiasti dei nuovi avvenimenti, anche quando il Marchio Nero si staglia minaccioso nel cielo stellato sopra il castello. Ma anche Harry è cambiato, è più fermo e più determinato. E deve scoprire di chi fidarsi e chi temere: si avvicina il momento in cui dovrà affrontare il suo destino da solo. La celebre serie illustrata da Jim Kay entusiasma lettori di tutto il mondo dal 2015. Ora la collezione continua. Levi Pinfold porta avanti l’avventura con Harry Potter e il Principe Mezzosangue, in un volume riccamente illustrato dalla prima all’ultima pagina. Un’opera potente ed evocativa, un capolavoro assoluto per la libreria di ogni fan. Età di lettura: da 12 anni.

ncluso nella shortlist del Booker Prize 2026
Con Le cose che non diciamo Elizabeth Strout apre la porta su un nuovo universo di luoghi e personaggi, regalandoci il ritratto di un uomo che, proprio nel momento in cui si sente perduto, scopre la vastità dell’animo umano.
«La capiente empatia di Elizabeth Strout e la sua millimetrica attenzione alle sfumature del comportamento e della psiche si confermano qui in tutta la loro evidenza». – The Boston Globe
Artie Dam è l’insegnante che tutti vorrebbero: accogliente, gioviale, devoto ai suoi ragazzi. Eppure, dietro una vita scandita dalle lezioni, le gite in barca a vela e le serate ad ammirare la baia del Massachusetts, si nasconde un’ombra insondabile. Quando la solitudine crescente e un’America sempre piú divisa incrinano la superficie delle cose, i segreti protetti per decenni iniziano a cedere. Con Le cose che non diciamo Elizabeth Strout apre la porta su un nuovo universo di luoghi e personaggi, regalandoci il ritratto di un uomo che, proprio nel momento in cui si sente perduto, scopre la vastità dell’animo umano. Artie Dam è un insegnante di storia di mezza età, uno di quelli che si ricordano per sempre: benvoluto dagli studenti, rispettato dai genitori, premiato come Insegnante dell’Anno. Ama la vela, i volti ora arrabbiati, ora timidi e disorientati dei suoi ragazzi, che in classe l’hanno ribattezzato «Arci-prof», e le chiacchierate, invero sempre piú rare, con suo figlio Rob. Eppure Artie si è disamorato della vita. Sotto il tetto della bella casa affacciata sull’acqua lungo la costa del Massachusetts, che condivide con la moglie Evie – terapeuta familiare abituata a curare i disastri altrui e meno i propri -, il silenzio ha cominciato a pesare in modo diverso, la distanza imposta da Rob, brillante ingegnere in crisi coniugale, si è acuita, e la solitudine è diventata un rumore di fondo da quando Flossie, l’amica eccentrica capace di farlo ridere, se n’è andata lontano con la raccomandazione di «stare allegro come al solito». E c’è poi, tutto intorno, una comunità scossa da nuovi rancori sociali che, alla vigilia delle elezioni presidenziali del 2024, minacciano di esplodere alla prima scintilla. La menzogna, si direbbe, dilaga nella sua vita privata come in quella pubblica, e il povero, gentile, equanime Artie Dam, incarnazione del sogno americano infranto contro le contraddizioni del nostro tempo, deve chiedersi: «perché la gente non dice mai niente di vero?» Ma è un improvviso incidente in barca a portarlo a un passo dal fondo e, paradossalmente, a restituirlo alla superficie con una verità indicibile tra le mani. Un segreto capace di riscrivere trent’anni di matrimonio e di ridefinire i confini del taciuto. Attorno alla traiettoria sismica di Artie, Elizabeth Strout intesse un nuovo meraviglioso arazzo di esistenze imperfette: la fragile Rhonda, che cammina a braccia ciondoloni cercando il suo posto nel mondo; Danny Marino, il ragazzo arrabbiato che scopre la passione per Shakespeare; Ken Moynihan, l’amico inaspettato con cui condividere la verità. Isole e universi sconosciuti, tutti loro, tutti noi. Ma è proprio tra le crepe di questo isolamento, nella fatica quotidiana e commovente di rivelarsi all’altro, che filtrano i raggi di una luce tenue ma inestinguibile.

E se la magia più autentica e preziosa fosse quella capace di guarire il cuore e far fiorire nuovi inizi?
Viola Woodward ha trent’anni, un lavoro d’ufficio logorante a Milano e ha da tempo capito che il signor Darcy non esiste. Quando l’eccentrica e adorata nonna inglese le lascia un’inaspettata eredità, senza pensarci due volte Viola chiede un’aspettativa dal lavoro, impacchetta la sua insoddisfacente vita cittadina e prende il primo volo per la campagna del Kent. Ad attenderla a Fernsby trova Iris Cottage – il delizioso angolo di paradiso immerso nel verde dove ha trascorso le sue estati di bambina – e quattro strampalate e spassose ottantenni amiche di lunga data di sua nonna. Tra crostate di more e tazze di tè fumanti, giardini dalla personalità spiccata, vecchi diari e ricettari che sono più grimori, Viola scopre di essere l’erede di una stirpe di Streghe Giardiniere. Per riscattare l’eredità, le spiegano, c’è solo un piccolo, bizzarro cavillo: Viola dovrà superare una serie di prove botaniche e risvegliare il suo legame con la natura. E come se gestire una crisi d’identità non bastasse, ci si mette Harry: all’apparenza razionale e armato di un fascino country chic, Harry è capace di mandare in corto circuito le difese di Viola più di un incantesimo. Spinta dalla congrega a sabotare il progetto di Harry di vendere la tenuta di famiglia, il cui giardino ha la vegetazione più ricca del piccolo villaggio ed è cuore della comunità e casa di tutte le feste locali, Viola deve usare tutte le armi a sua disposizione.

«La storia del mondo è anche la storia del bisogno degli uomini di dominare le donne».
Lipsia, anno 1681. La quindicenne Anna Voigt si trova ad affrontare una grave accusa: avrebbe ucciso la sua bambina appena nata. Rimasta incinta di un garzone, la ragazza ha portato avanti la gravidanza in segreto e subito dopo il parto ha sepolto il corpicino nell’orto. Su di lei incombe la pena di morte, come per tante donne accusate dello stesso crimine. Ma questo caso è diverso: Anna ha un padre amorevole che si schiera dalla sua parte e incarica un giovane avvocato della sua difesa; inoltre l’uomo individua un medico pronto a utilizzare un’innovativa procedura scientifica, volta a dimostrare che si è trattato del parto di un feto morto – come Anna sostiene con tenacia – e non di un omicidio. È su questa prova, avversata con veemenza da molti, che si costruisce la linea difensiva. Basterà per scagionare Anna? Nell’epico romanzo di Tore Renberg, che prende spunto da una vicenda reale, seguiamo quest’avvincente storia attraverso un ampio ventaglio di personaggi: il famoso e intraprendente medico che esamina il feto, capostipite della moderna patologia forense; l’avvocato ambizioso e di larghe vedute che decide di occuparsi del caso cogliendo l’opportunità per sferrare le sue critiche all’obsoleto sistema giuridico e ideologico tedesco; il padre di Anna, un facoltoso proprietario terriero inviso alle classi alte per le sue origini umili, disposto a tutto per difendere la figlia; la cuoca di casa Voigt, timorata di Dio e animata dal livore verso la padrona; il boia incaricato dal Tribunale di torturare la protagonista per farla confessare; e al centro Anna stessa, confusa e disperata, ma irremovibile nel proclamare la propria innocenza.

Cat Rose sa bene cosa significhi vivere in due mondi diversi. Nella sua esistenza, infatti, c’è stato un prima in cui lei era Lady Catrine Rose dell’impero meridiano, legata suo malgrado a un lord spregevole ormai al tramonto. E c’è un dopo, in cui veste i panni della Vedova Rose, regina di una taverna nel Mar di Lyria e determinata a essere l’unica padrona del proprio destino. Ma le maree cambiano e i venti mutano. L’impero incombe all’orizzonte, con il preciso obiettivo di riconquistare le ricche colonie e schiacciare la repubblica dei pirati una volta per tutte. Una dopo l’altra, le navi dei predoni vengono catturate, tranne una, condotta da un pirata che sfugge incessantemente sia al cappio sia alla lama: il leggendario, magnetico Valerian Kane. Valerian, infatti, è l’unico uomo in grado di guidare la resistenza corsara e, grazie al suo temibile veliero e al suo misterioso legame con il canto del mare, rappresenta una minaccia per l’impero. È anche l’unico uomo che Cat abbia mai amato, capace di attraversare la sua intera esistenza come la stella più luminosa. Affamato di vittoria, l’impero pone Cat di fronte a una scelta impossibile: catturare Valerian o finire sulla forca. Ma se c’è una cosa che Cat Rose sa fare è sopravvivere…

A Lock Haven, una tranquilla cittadina nello Stato di Washington, c’è una strada molto speciale, Bird Street. Gli abitanti sono tutte persone ricche, felici e realizzate. E i loro figli sono tutti straordinariamente in forma, brillanti e di successo. Almeno per undici mesi all’anno. A novembre, però, iniziano i Giorni Oscuri. Novembre è il mese in cui le cose prendono una brutta piega, in cui si susseguono incidenti, rovesci di fortuna, conflitti familiari e malattie. Tutti nel quartiere lo sanno, e tutti si stanno preparando al sacrificio. È a novembre, infatti, che arriva il Contabile per riscuotere il debito. Perché c’è un prezzo da pagare per la felicità e la buona sorte dei residenti di Bird Street. E quel prezzo è una vita umana. Ogni novembre. Senza scampo. È così da oltre un secolo. Per tenere a bada i sensi di colpa, la comunità seleziona la vittima tra malati terminali e anziani, che comunque desiderano una fine dignitosa e sono lieti di trovare qualcuno che li aiuti. Ma quest’anno le cose non vanno come sempre. Quest’anno succede qualcosa di terribile…

Una nuova voce del thriller che colpisce e cattura.
Ha raccontato un segreto. Qualcun altro l’ha trasformato in un bestseller.
«Il bestseller è pronto a spiccare il volo. L’ho adorato!» – Louise Swanson
«Un thriller magnetico che svela il lato più oscuro dei legami più intimi.» – Claire McGowan
«Intelligente, inquietante e impossibile da lasciare. L’ho letto tutto d’un fiato.» – Sarah Easter Collins
Un grande thriller.
E se il tuo segreto più oscuro fosse sulla bocca di tutti?
La terapeuta Helena Salve sa bene che mantenere il segreto professionale è la regola più importante e inviolabile del suo lavoro. Ma i continui racconti di manipolazioni e minacce che ascolta dalla sua paziente Belle riguardo al marito la stanno logorando. Una notte, complice troppo vino, Helena con da tutto alla sua migliore amica Tala, una scrittrice in crisi che sta cercando disperatamente un’idea per un nuovo thriller. Qualche mese dopo, Tala annuncia entusiasta che il suo romanzo potrebbe essere un vero e proprio bestseller. Ma c’è un problema: la storia è quella di Belle. Ora è a rischio non solo la professione di Helena ma, se il marito di Belle è davvero così pericoloso, lo è anche la sua vita. Perché Tala lo ha fatto? Sapeva quali sarebbero state le conseguenze. Le amiche dovrebbero proteggerti… giusto?

Corredato da oltre duecento rare illustrazioni, da centinaia di note a margine e dal primo dizionario geografico completo dei luoghi che costellano l’intero corpus narrativo lovecraftiano, Oltre Arkham. Edizione annotata restituisce l’esatta misura dello straordinario lascito artistico di H.P. Lovecraft, suggellandone l’ingresso definitivo nel pantheon della grande letteratura americana.
La pubblicazione delle annotazioni di Leslie S. Klinger ai racconti di H.P. Lovecraft ha suscitato un enorme interesse per la figura di quello che Stephen King ha definito “il più grande maestro del racconto horror classico del ventesimo secolo”. La prima memorabile raccolta, celebrata da Joyce Carol Oates come “un tesoro prezioso” e da Harlan Ellison come “una pietra miliare degli studi sulla moderna letteratura gotica”, riuniva le storie ambientate nell’oscura e immaginaria cittadina di Arkham, nel Massachusetts, lasciando inevitabilmente nei lettori il desiderio di spingersi oltre. Con questo secondo volume, Klinger raccoglie, ricontestualizza e impreziosisce altri venticinque racconti, offrendo al pubblico una parte fondamentale della produzione narrativa di Lovecraft. In “Oltre Arkham. Edizione annotata”, Klinger restituisce nuova linfa al mito di Lovecraft con la consueta lucidità e il raffinato acume storico, ripercorrendo l’inconsueta parabola ascendente dell’autore pulp, la sua riscoperta nel XXI secolo e la definitiva consacrazione nel canone letterario tout court. L’illuminante introduzione di Victor LaValle, pluripremiato autore di La ballata di Black Tom, offre un’analisi toccante e onesta del problematico razzismo e della xenofobia di Lovecraft, tracciando una rotta che permette ai lettori odierni di apprezzarne l’arte, senza tuttavia assolvere l’artista dalle proprie colpe. Superbo pioniere della weird fiction americana, Lovecraft è stato un vero maestro nell’evocare un orrore abietto e un profondo terrore psicologico, senza ricorrere ai logori cliché di spettri, demoni o streghe, bensì attraverso la raggelante suggestione dell’ignoto e dell’indicibile. Questo volume racchiude pietre miliari della sua produzione, come I topi nel muro, un’agghiacciante incursione nei terrori del passato, e L’estraneo, l’opera psicologicamente più complessa ed elusiva dell’autore. Trovano spazio anche il controverso Orrore a Red Hook, ambientato nei ghetti di immigrati della New York degli anni Venti, e La musica di Erich Zann, che lo stesso Lovecraft annoverava tra i suoi due testi prediletti. Arricchiscono la selezione vari scritti che documentano l’evoluzione stilistica dell’autore, dalle influenze di Poe e Dunsany fino ad approdare a una cifra espressiva del tutto originale, oltre al suo primo tentativo di romanzo, Alla ricerca del misterioso Kadath, rimasto inedito fino alla sua morte.

«Qui sulle colline fioranesi il gesso dei calanchi, la terra dei campi e il vento del Cimone si mescolano in modi diversi costruendo figure leggere che sfidano il futuro e altre pesantissime che ricordano il passato. Si chiamano sussurratrici. Custodiscono i nostri nomi nel tempo». Cinque generazioni di donne, una villa sui colli modenesi, il mistero di un dono magico che è insieme benedizione e fardello. Le sussurratrici è un viaggio nel rovescio della Storia, alla ricerca di ciò che la memoria collettiva ha scelto di lasciare nell’ombra. La storia inizia con un matrimonio. Durante il taglio della sua torta nuziale, Adelasia avverte un bisbiglio nell’orecchio sinistro: è la voce di sua nonna Caterina, ammirata e temuta da tutti perché capace di manipolare la realtà a suo piacimento attraverso il cibo. Caterina non è venuta alla festa, ma ha donato alla nipote un quaderno di ricette e soprattutto la Villa delle Buonedonne, una dimora abbandonata in campagna. Quando la vita coniugale si rivela una prigione degli orrori, Adelasia e le figlie si rifugiano lì, dove la stirpe delle sussurratrici mette a poco a poco le radici. Chi ha ereditato il dono culinario di Caterina, chi intravede il futuro nei sogni, chi sa far nascere e morire le piante, chi è in grado di parlare la lingua degli spiriti. Ma le Buonedonne custodiscono anche un segreto terribile. E mentre al di là del cancello il mondo evolve sempre più rapidamente, le protagoniste di questa saga riportano alla luce una memoria familiare sommersa, fino a scoprire che i sussurri che tutte continuano a sentire sono molto più di quel che sembra.

La peste divorò ogni apparenza e mise a nudo l’anima degli uomini, con la stessa solerzia con cui ne spolpava le ossa.”
Nella Francia del 1348 la peste si abbatte come il più cupo dei castighi: malattia e violenza fanno a pezzi il mondo e la fede si spegne insieme alle vite. Dio sembra aver abbandonato gli uomini al loro destino. Thomas, un cavaliere caduto in disgrazia che ha smarrito ogni speranza di salvezza, vaga attraverso un Paese devastato, quando incontra sul suo cammino Delphine, una bambina misteriosa che sostiene di essere guidata dagli angeli. Thomas non ha motivo di crederle, eppure decide di accompagnarla verso Avignone. Nel loro viaggio si imbatteranno in villaggi divorati dalla malattia, chiese vuote e profanate, uomini ridotti alla bestialità, castelli in cui non esiste la pietà e dove il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti sembra essersi dissolto. Dietro una realtà ogni giorno più fragile, Thomas e Delphine intravedono qualcosa di infinitamente più antico e terribile. Mentre l’umanità combatte la propria battaglia contro la peste, un’altra guerra torna a infuriare in cielo: una guerra che ha avuto inizio prima ancora della storia degli uomini e nella quale angeli e demoni si contendono il destino della creazione. Ora che i demoni sono scesi sulla Terra e l’Inferno mostra finalmente il proprio volto, Thomas dovrà scegliere se continuare a considerarsi un uomo già perduto o se combattere per ciò che resta dell’umanità. E proprio quando Dio sembra aver voltato le spalle al mondo, sarà costretto a chiedersi se la salvezza possa ancora esistere, e se dipenda non dalla fede in un miracolo, ma dalla capacità di scegliere da che parte stare. Prefazione di Joe Hill.

«Non sono ciò che sono, ma ciò che fanno: nella storia degli angeli si nasconde la più antica teoria del potere». Quando appaiono non si lasciano riconoscere facilmente. Hanno un aspetto ordinario, il volto e il corpo di un uomo qualunque. Ridono, piangono, parlano, litigano anche tra loro. Eppure non sono mai ciò che sembrano. Gli angeli sono di gran lunga le creature più curiose della mitologia cristiana: hanno un corpo fatto d’aria, volano e sono divini solo per partecipazione. Ma soprattutto, stando al mito, fanno parte della più antica delle società del cosmo, quella dove tutto dovrà tornare alla fine della storia. Il nome che la teologia riservava alla loro comunità era gerarchia, letteralmente ‘potere sacro’, la misura della fusione tra divinità, potere e socialità. Per essi, la divinità non era però una qualità del loro essere, ma la pura esperienza sociale di esseri superiori agli altri. Con la raffinata scrittura di tutti i suoi libri, Coccia racconta la storia e la logica di questi miti e mostra come essi continuino a influenzare il pensiero politico e sociale occidentale nella modernità europea.

Un lungo e complesso viaggio nel quale Adriano Favole ci invita a spostare lo sguardo e a pensarci come parte della natura: siamo ambiente come lo sono le piante e gli animali. Marco Aime, “Tuttolibri” Un gioco di rimbalzi, dal Piemonte all’Oceania, che racconta realtà alternative, dove la divisione fra natura e cultura sembra non essere arrivata. Danilo Zagaria, “Corriere della Sera” Dobbiamo la vita a forze ed esseri ‘selvatici’, ‘incolti’, che vivono fuori dai confini delle culture intese come spazi simbolici. L’incolto non è il caos: è la vita che si organizza, che germoglia, che si stratifica come i coralli, che si incontra e si scontra, la vita che rinasce continuamente nei dintorni di quella organizzazione che chiamiamo ‘cultura’. La ‘via selvatica’ è quella che ci fa scoprire che non siamo solo cultura, che l’essere umano vive delle relazioni che intrattiene con tutti i suoi ‘simili’ che abitano la Terra.

Un’indagine affascinante che ripercorre millenni di storia tra luoghi di potere, creature leggendarie e arti divinatorie. Dalle piramidi dell’antico Egitto alle mappe mitiche del Medioevo, questo volume esplora il confine tra realtà e soprannaturale attraverso il rigore documentaristico di National Geographic. Un viaggio straordinario per decodificare i segreti dell’occulto e comprendere come il pensiero magico abbia plasmato le civiltà e l’immaginario collettivo dell’umanità. Orizzonti del mistero tra siti leggendari e santuari millenari dove la storia si fonde con il mito più ancestrale. L’essenza del mito rivelata attraverso un bestiario epico di creature che hanno popolato i sogni e le paure di ogni cultura. Antichi saperi e segreti custoditi in un viaggio iconografico unico tra astrologia, rituali e simbologie perdute nel tempo. Esplorare l’ignoto con l’autorevolezza e il fascino visivo che solo una firma globale può offrire.

Quando il romanzo apparve nel 1846, Dostoevskij aveva ventiquattro anni e non aveva mai pubblicato nulla. Eppure, bastarono poche pagine per suscitare l’entusiasmo della critica russa. Vissarion Belinskij, il più influente critico dell’epoca, salutò il giovane autore come l’erede di Puškin e Gogol’, consacrandolo immediatamente sulla scena letteraria. Ambientato in una Pietroburgo povera, umida e soffocante, il romanzo prende la forma di uno scambio epistolare tra Makar Devuškin, un modesto impiegato di mezza età, e Varvara Dobrosëlova, una giovane donna rimasta sola al mondo. Attraverso le loro lettere si dispiega una storia fatta di affetto, speranze, rinunce e piccoli gesti di generosità, sullo sfondo di una società in cui miseria e umiliazione sembrano essere il destino inevitabile degli ultimi.

Ultimo e incompiuto progetto di Aby Warburg, l’Atlante delle immagini Mnemosyne è una delle opere più affascinanti del pensiero novecentesco e costituisce la sintesi delle ricerche che il grande storico della cultura aveva dedicato – attraverso saggi, conferenze e inedite riflessioni – alla tradizione classica e alla relazione tra parola e immagine. Composto da circa 1.200 immagini fra loro diverse per genere e dimensioni, illustra come i valori espressivi fondamentali della rappresentazione della vita in movimento e della gestualità delle passioni siano stati trasmessi dall’Antico, siano poi riemersi nel Rinascimento e perdurino come impronte vive fino alla cultura contemporanea. Questa edizione, introdotta da una disamina della genesi e della struttura di Mnemosyne, propone le fotografie originali scattate nel 1929 e la ricostruzione di tutte le tavole dell’Atlante, accompagnate da un commento chiaro e approfondito, frutto del lavoro dei curatori e del Seminario Mnemosyne: uno strumento prezioso per comprendere un’opera che ancora oggi si presenta come un enigma affascinante e un laboratorio inesauribile di idee.

Che cosa ha trasformato un mazzo di carte nato per divertire le corti rinascimentali in uno dei sistemi simbolici più complessi della modernità? Il gioco delle carte, di probabile origine orientale, giunge in Occidente sul finire del Trecento attraverso le rotte commerciali mediterranee. È però nell’Italia del Quattrocento – tra Milano, Ferrara e Bologna – che nascono i tarocchi veri e propri, affermandosi da subito come eleganti manufatti artistici. Da allora, con il loro portato allegorico e filosofico, si diffondono capillarmente in Europa, fino ad assumere, nel Settecento, una dimensione esoterica che dura tutt’oggi. Analizzando i mazzi storici più celebri – dai raffinati Visconti agli enigmatici Sola Busca fino al canone di Marsiglia – gli autori ne ripercorrono la lenta ma inesorabile metamorfosi in un viaggio che intreccia arte e mito, filosofia e psicologia. Dalle radici ludiche ai segreti dell’alchimia e dell’ermetismo, gli arcani si rivelano un vero e proprio “alfabeto muto” capace di riflettere le profondità dell’animo umano.

Una sfrenata commedia nera che strizza l’occhio ai classici dell’hard boiled. L’ultimo romanzo dell’autore di L’arcobaleno della gravità, L’incanto del Lotto 49, Vineland e Vizio di forma.
«Un capolavoro». – The Telegraph
«Folle e divertentissimo». – The Washington Post
«Pynchon al suo meglio». – The Los Angeles Times
Milwaukee, 1932. Mentre infuria la Grande Depressione e Al Capone marcisce in una cella, Hicks McTaggart si trova per le mani un caso di cui non ha voglia di occuparsi: riportare a casa una giovane ereditiera scomparsa nel nulla. Una sfrenata commedia nera che strizza l’occhio ai classici dell’hard boiled. L’ultimo romanzo dell’autore di L’arcobaleno della gravità, L’incanto del Lotto 49, Vineland e Vizio di forma. Hicks McTaggart è un ex picchiatore diventato investigatore privato. Quando riceve l’incarico di rintracciare Daphne Airmont, accetta controvoglia: conosce la ragazza, è una che porta guai. Neanche il tempo di rendersene conto e Hicks parte su un transatlantico diretto verso il Vecchio Continente. In un’Europa stravolta dall’ascesa nazista, finisce invischiato in una serie di inimmaginabili complotti, barcamenandosi tra cultori del paranormale, motociclisti anarchici, agenti sovietici e spie travestite da jazzisti. Prima di poter tornare a Milwaukee e alla normalità – ammesso che quella normalità esista ancora – dovrà chiudere l’indagine per cui è stato ingaggiato.

Pubblicato nel 1908 e ammirato da H.P. Lovecraft, La casa al confine del mondo è uno dei testi fondativi della weird fiction e dell’orrore cosmico. Hodgson trasforma la paura in una vertigine di spazio e tempo, lasciando l’uomo solo davanti a forze immense e impossibili da comprendere.
Una casa isolata sopra un abisso, creature mostruose che cercano di entrarvi e, oltre le sue mura, un universo più spaventoso di qualsiasi incubo. Tra le rovine di una casa sperduta nell’Irlanda occidentale, due viaggiatori trovano un manoscritto. A scriverlo è stato l’uomo che vi abitava, un solitario che viveva con la sorella e il cane Pepper. Le sue pagine raccontano l’apparizione di una voragine accanto alla casa e l’assedio di creature simili a uomini con il volto di maiale, emerse dal sottosuolo. Barricato all’interno, il protagonista tenta di resistere mentre sotto le fondamenta sembra aprirsi un abisso senza fondo. Ma l’orrore presto supera i confini della casa. Trascinato in visioni sempre più vertiginose, l’uomo attraversa luoghi che sembrano appartenere ad altre dimensioni e assiste al tempo che accelera fino a consumare la Terra, spegnere il Sole e dissolvere il sistema solare davanti ai suoi occhi.

Due misteri. Due casi diversi. Quale sceglierai di seguire? Starà a te decidere. Sarai tu a stabilire di chi fidarti e quale pista esplorare. Ma attenzione: ogni decisione ha un prezzo e un passo falso potrebbe costarti la vita
«Rubin è mago della composizione e della parola.» – Annachiara Sacchi, Corriere della Sera
È la Vigilia di Natale del 1932, ti trovi a Londra e sei il famoso dottor Kim Tenor, medico legale che lavora sulle più complesse scene del crimine di Scotland Yard. I giornali ti celebrano, ma i tuoi colleghi della polizia, costretti a chiamarti quando brancolano nel buio, mal sopportano il tuo talento. Durante l’inaugurazione di un esclusivo club, una giovane donna ti si avvicina per confidarti che crede che qualcuno la stia seguendo. Non ha nessuna prova, la sua è solo una sensazione, ma ti chiede comunque di aiutarla a scoprire cosa sta accadendo. La storia stuzzica la tua curiosità, potrebbe trattarsi soltanto di paranoia, ma potrebbe anche esserci davvero un mistero da risolvere… Però hai anche promesso a un tuo caro amico che lo raggiungerai nella residenza di famiglia in campagna, dove si stanno verificando inquietanti e inspiegabili eventi.

Siobhan Curham ci regala un romanzo emozionante, una storia di coraggio tutta al femminile in cui fili, ricami e lettere intrecciano i destini attraverso le generazioni.
Tra passato e presente, un’antica sartoria custodisce i segreti di donne coraggiose che hanno combattuto in silenzio contro la guerra.
Ucraina occupata, 1940. Zirka cuce da quando era bambina. Ma ora, ogni punto rappresenta una scintilla di ribellione. Insieme alla cugina Perla, mentre la guerra infuria tutto intorno, nasconde nei ricami delle camicie messaggi cruciali per la Resistenza. Ogni notte, Zirka esce di nascosto per incontrare il suo fidanzato, mentre Perla riversa i propri pensieri in un diario. Nessuno sa che Perla vive sotto falsa identità e se venissero scoperte o tradite la morte sarebbe certa. Leopoli, 2022. Mentre osserva la carta da parati scrostata, Ana spera che quella piccola bottega la aiuti a ritrovare il passato della nonna Zirka. Dopo che sua madre ha improvvisamente troncato ogni rapporto con lei, decenni prima, Ana è determinata a scoprire quale segreto abbia distrutto la loro famiglia. Un diario nascosto in un cassetto dimenticato racconta di una società segreta di ricamatrici che, durante la guerra, ha svolto un ruolo fondamentale nella Resistenza. Ora che un nuovo conflitto minaccia il suo Paese, Ana sa di dover raccogliere quell’eredità. Ma la verità sulla sua famiglia sembra ancora lontana… e quando finalmente emergerà sarà pronta a scoprire che certi segreti, in tempo di guerra, sono troppo pericolosi per essere rivelati?

Nessuno può imprigionare un Dio…
Ogni eroe ha i suoi mostri. E Alexis è fatalmente legata ai suoi, tramite un eterno vincolo di matrimonio che ha scosso le fondamenta stesse dell’Olimpo, e tutto ciò in cui Alexis ha sempre creduto. Ma ora è arrivato il momento di reagire. Insieme ai suoi due mentori, Achille e Patroclo, Alexis decide di prendere parte alla Competizione dei Gladiatori di Sparta. Perché solo così potrà finalmente vendicarsi degli uomini che l’hanno usata, dei mariti Augusto e Caronte che l’hanno ingannata e di chi, come loro, la considera solo una preda da conquistare, un bottino da possedere. Tuttavia ben presto Alexis si renderà conto che la vendetta non basta. Per essere davvero libera, deve scoprire la verità sui suoi poteri, anche a costo di rischiare il tutto per tutto.

Settanta liriche e un poemetto per raccontare il lato più selvaggio e carnale del desiderio femminile: «femmina e bestia / femmina e basta» si definisce l’autrice, che in questa raccolta esplora le diverse sfaccettature dell’erotismo – oscure e proibite, tenere e giocose – senza timore di affrontare anche temi “scabrosi” come la maternità, vissuta o mancata, e il ribaltamento dei rapporti di potere. Un libro nel quale risuona il ritmo eterno della natura, una natura “bestiale” indagata dai versi di sconvolgente sensualità di una baccante dei giorni nostri che fa della poesia il suo «espediente / per rubare polvere di stelle». (Eva di Palma)

Una storia piena di coraggio. Un canto luminoso che sfida l’oscurità della guerra.
1939. Il compositore Oluf Ring si trasferisce con la moglie Marie e il figlio Børge in una piccola cittadina della provincia danese. La società del posto è molto rigida: la scuola di economia domestica insegna alle ragazze come essere mogli, madri e padrone di casa esemplari, mentre i ragazzi studiano per diventare insegnanti in un seminario dove vige la più ferrea disciplina. Oluf sarà il loro professore di musica. Per rivitalizzare la comunità, e nonostante l’opposizione dell’élite locale, decide anche di fondare un coro e aprirlo a chiunque voglia partecipare, persone di ogni classe e livello di istruzione. Tra di loro c’è Nete, una giovane donna che sogna a sua volta di diventare insegnante di musica, e che preferisce studiare piuttosto che cercarsi un marito. Eppure si innamora proprio di un giovane compagno di canto, nonché figlio del severo direttore del seminario. Quando le truppe tedesche invadono la Danimarca, nell’aprile 1940, il coro popolare di Ring è ormai famoso, e in tutto il Paese le persone si riuniscono davanti agli apparecchi radiofonici per ascoltarlo e intonare insieme i canti tradizionali. Un semplice gruppo di coristi di campagna diventa così la bandiera di una nazione oppressa, un simbolo di unità, uno strumento di resilienza. Ma per gli invasori è una provocazione che va eliminata. Ispirandosi alla storia del vero Oluf Ring, in questo suo romanzo d’esordio Mikkel Fønsskov dà vita a un racconto che fonde amore e guerra, coraggio e resistenza, ricordandoci il valore della comunità e il potere della musica di accendere una luce di speranza anche nei momenti più bui.

Dall’autore di Psycho, un viaggio attraverso le zone più inquietanti dell’animo umano, dove paranoia, desiderio, follia e violenza si intrecciano in racconti capaci di sorprendere, divertire e terrorizzare allo stesso tempo. La notte di Halloween cela misteriose scomparse. Una cella imbottita diventa il teatro di un delirio senza ritorno. Una vigilia di Natale si trasforma in una tragedia grottesca. Antiche paure riemergono dai boschi di una fattoria isolata, mentre alieni, vampiri, diavoli, assassini e uomini comuni popolano un universo narrativo in cui nulla è davvero come appare. Tra horror psicologico, crime e fantascienza, in un mix che prefigura il successo di serie come Black Mirror, Bloch alterna suspense e umorismo nero con l’eleganza e l’ironia che lo hanno reso uno degli autori più influenti del Novecento. Pubblicata originariamente nel 1987, Midnight pleasures raccoglie alcuni dei racconti più rappresentativi dell’ultima fase creativa dell’autore, inclusi testi raramente antologizzati e autentiche gemme della sua produzione. Un volume che conferma la straordinaria capacità dell’autore di osservare le debolezze umane e trasformarle in incubi indimenticabili.

Margot e Mama vivono vicino alla foresta da quando Margot riesce a ricordare. Quando Margot non è a scuola, trascorrono giornate tranquille insieme nel loro cottage, aspettando che degli estranei bussino alla porta. Randagi, li chiama Mama. Mama ama i randagi. Li nutre con del vino, li tiene al caldo. Poi soddisfa il suo ardente appetito facendo a pezzi i loro corpi. Ma il desiderio di Mama è a volte più forte della sua fame, e quando un randagio dai denti bianchi di nome Eden si presenta nel cuore di una tormenta di neve, la piccola Margot deve confrontarsi con i mutevoli equilibri della sua famiglia, districare i propri desideri e tentare la fuga verso la libertà.

Azione, satira, gaming, horror e commedia nera si fondono ancora una volta in una macchina narrativa irresistibile.
Una fortezza sospesa nel cielo e popolata da gnomi guerrieri; un bastione di sabbia che cela insidie mortali; un sottomarino alla deriva, pattugliato da macchine fuori controllo; una cripta infestata, protetta da trappole letali. Nel quinto piano del dungeon, la lotta per la sopravvivenza non è mai stata così spettacolare. Le regole sembrano semplici: quattro fortezze, quindici giorni per conquistarle tutte. E solo dopo, forse, le scale si apriranno. Carl e Donut sanno però che questa volta non possono farcela da soli; per sopravvivere dovranno allearsi con i crawler di livello più basso: ancora vivi contro ogni probabilità, ma inaffidabili, imprevedibili, e forse persino più pericolosi dei nemici stessi. Matt Dinniman alza la posta in gioco con un romanzo più corale, più strategico e ancora più folle.

Per gli appassionati di:
All’interno del libro trovi un originale segnalibro illustrato.
Grey Flynn ha consacrato la propria vita a Kier, il suo mago. È la sua spada, la sua guaritrice, la sua protettrice. Ma soprattutto è la sua fonte: un raro e potentissimo tramite di magia, una sorgente di potere da cui Kier può attingere come e quando vuole. La paladina farebbe qualsiasi cosa per il mago, diventerebbe qualunque cosa, se solo lui glielo chiedesse. Quando la missione per proteggere una prigioniera misteriosa li trascina nel cuore pulsante della guerra che sta devastando la loro nazione, Grey e Kier dovranno capire fino a che punto sono disposti a spingersi pur di proteggere il loro segreto. Perché Grey non è una fonte magica qualunque: è l’Erede della perduta Isola di Locke, la radice originaria di ogni potere. Se lei muore, tutta la magia svanirà con lei.

Cotton Malone è stato incastrato. Su richiesta della Sezione Magellano, si è introdotto nella residenza di un cardinale tedesco per raccogliere le prove di un giro di frodi e riciclaggio, ma all’improvviso la polizia ha fatto irruzione e lui è stato costretto a fuggire precipitosamente per non essere catturato. È chiaro che dietro un possibile scandalo si nasconde qualcosa di ancora più grande, un segreto che qualcuno, dentro le mura del Vaticano, vuole tenere sepolto. E, per farlo, la Chiesa ha il suo esercito ombra. Nata come braccio armato dell’Inquisizione, l’Entità è il servizio segreto più antico e discreto del mondo. I suoi agenti non hanno nome, non lasciano tracce e obbediscono a un solo padrone: il cardinale Sergio Ascolani, che ha costruito il proprio potere su decenni di intrighi, ricatti e silenzi comprati. Adesso, però, un documento perduto risalente all’epoca di papa Giulio II e della dinastia dei Medici minaccia di far crollare tutto, e Ascolani è disposto a usare ogni mezzo per impedire che venga alla luce. Malone si trova così coinvolto in una guerra invisibile dove nessuno è ciò che sembra e le alleanze durano lo spazio di un respiro, una guerra condotta tra i corridoi della Curia, monasteri dimenticati e le strade di Siena nei giorni febbrili del Palio. Alla ricerca di una verità che potrebbe segnare il futuro della Chiesa…

Nel villaggio tedesco di Frankenstein vive isolato un piccolo clan, quattro creature che attraversano l’Europa e il mondo contemporaneo come se vivessero ancora in un secolo passato, con un romanticismo che è al tempo stesso trappola, rifugio e slancio verso il futuro. Hanno il sangue rosa, un sangue capace di guarire gli altri, sono costrette a vivere ai margini perché vengono da lontano e considerate diverse, disumane. Sono due uomini e due donne, e il più giovane di loro, Ambrose, è attratto da uno studioso che promette di salvarlo dalla sua condizione, e dalle minacce che comporta: sono dei vampiri, e vanno sterminati. A confortarli, il culto verso il re Ludwig, Ludovico II di Baviera, il re delle fiabe e della Luna, inventore di castelli visionari. Forse solo lui potrà proteggerli, accogliendoli nella sua dimora che sfida ogni verosimiglianza. Dai vicoli nascosti di Londra al decadente castello di Frankenstein; da un teatro anatomico a una Serra delle Ceneri a Varsavia, Sangue color della luna è un romanzo in cui letteratura gotica, mitologia, poesia, scienza e satira concorrono a dare vita a qualcosa di nuovo, tra fantasia ariostesca e dolore contemporaneo, dolcezza fiabesca e violenza quotidiana. Andrea Morstabilini scrive una storia perturbante di tradimento, di fame d’amore e di giustizia. Mito dopo mito, i suoi esseri marginali scelgono il proprio giorno del giudizio, si liberano dagli ultimi vincoli e costruiscono, credendovi, un paradiso in Terra. Un ritorno a casa verso una famiglia in cui trovare se stessi.

utti abbiamo desiderato almeno una volta che il nostro libro preferito fosse reale: poter incontrare i nostri personaggi del cuore, vivere le loro avventure. Ma bisogna fare attenzione a ciò che si desidera, perché anche una storia scritta con l’inchiostro potrebbe esigere qualcosa in cambio e la realtà è molto più letale della finzione… specialmente nell’isola di Addington. Un gruppo di amici decide di visitare il luogo che ha ispirato il loro libro preferito — un racconto senza tempo su una tribù di animali impegnata nei preparativi per la festa di fine raccolto. Ma dopo una serie di scoperte scioccanti, i protagonisti si accorgono che gran parte di ciò che il mondo crede sia fantasia è, in verità, cronaca fedele. Non solo: la realtà che si cela dietro la loro amata favola è più oscura e pericolosa di quanto avessero mai immaginato. È il Giorno dell’Orzo… e sono tutti a caccia. Emozionante quanto terrificante, arguto quanto sorprendente, Winterset Hollow è una storia di un’originalità unica, ricca di colpi di scena del tutto inaspettati. Offre personaggi complessi e indelebili, e un’azione mozzafiato che precipita verso un finale indimenticabile, capace di lasciarvi storditi.

I vampiri, creature della notte sospese tra vita e morte, popolano da secoli miti e racconti, incarnando il fascino dell’ombra. Da Dracula, nobile e spietato signore dei Carpazi, fino a Edward Cullen, vampiro contemporaneo diviso tra umanità e istinto, passando per la Jorōgumo del folclore giapponese e altre presenze seduttrici e mutaforma, queste figure hanno attraversato le epoche trasformandosi insieme alle paure degli uomini. Nel nuovo volume dell’Enciclopedia del Meraviglioso, scritto da Sébastien Perez e illustrato da Benjamin Lacombe, il giovane Vladimir ci guida da un secolo all’altro, alla scoperta di questi esseri immortali. Un viaggio magnetico nell’oscurità, per comprendere le creature che si nutrono del tempo e della leggenda. Età di lettura: da 5 anni.

Un percorso che attraversa la Scozia e, allo stesso tempo, ciò che portiamo dentro. Per chi ha trovato in Harry un rifugio, e nei luoghi la forza di ricordare.
Un viaggio in Scozia sulle tracce di Harry Potter, tra paesaggi reali e ricordi che diventano magia. “Da Edimburgo alle Highlands”, questo libro intreccia luoghi, emozioni e storie personali, seguendo il filo invisibile che lega la fantasia alla vita. Dalla tomba di Silente alla capanna di Hagrid, dal Greyfriars Kirkyard – fonte d’ispirazione per molti nomi della saga – alla “Diagon Alley” scozzese e al Glenfinnan Viaduct, tra molti altri luoghi: i paesaggi che hanno dato forma al mondo dei film diventano le tappe di un itinerario intimo e suggestivo.

Il volume propone una storia critica delle mascolinità tra Otto e Novecento, ricostruendo genealogie e trasformazioni dell’ordine patriarcale nella modernità. Attraverso un confronto con i principali studi internazionali, analizza misoginia, omofobia, crisi della virilità e reazioni ai movimenti femministi, mostrando come molte tensioni culturali e politiche del presente affondino le proprie radici nelle trasformazioni storiche delle identità e delle relazioni di genere.

Dalla prima età moderna a oggi, le donne hanno contribuito in modo decisivo allo sviluppo della scienza e della tecnologia, pur restando a lungo escluse dal pieno riconoscimento accademico e istituzionale. Le diseguaglianze di genere attraversano infatti non solo i laboratori, ma anche le strutture che regolano la produzione del sapere scientifico e i suoi rapporti con la politica e l’economia. Attraverso una prospettiva multidisciplinare, il volume ricostruisce la presenza femminile nella storia della scienza e invita a ripensare la conoscenza come strumento di giustizia sociale e sostenibilità.
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