
Non sono molte le novità in libreria di questo mese. Come immaginavo, agosto è un mese non amatissimo per quanto riguarda le pubblicazioni. Tuttavia, qualche libro interessante l’ho trovato.
Vediamoli insieme!

Il dominio degli Stuart sulle Isole Britanniche è durato più di trecento anni. Il loro regno sanguinario ha attraversato lotte religiose e instabilità politica: segnato dalla guerra dei Trent’anni, dalla rivoluzione puritana e dalla guerra civile inglese, è stato inoltre funestato dalla peste e dall’incendio di Londra. Attraverso il racconto di testimonianze contemporanee e brani tratti dalle opere delle maggiori autorità storiche sull’argomento, questo volume non pretende di fare la storia dell’Inghilterra nel periodo del quale tratta ma, piuttosto, si tratta di un tentativo di descrivere quale influsso esercitarono sui sudditi degli Stuart gli eventi principali di quell’epoca e come i sudditi stessi li valutarono.

Benché oggi i fasti della ghigliottina siano conclusi da un pezzo, per molto tempo essa non fu un semplice “arnese mozzateste”. In origine e nel periodo del suo massimo splendore essa fu un simbolo, persino una celebrità. I suoi veri antenati non sono, come si è affermato, le macchine per decapitare tedesche o scozzesi, bensì lo spirito e la civiltà illuminista, come dimostra un’infinità di articoli e scritti di enciclopedisti. Furono infatti le idee umanitaristiche ed egualitarie emerse con la Rivoluzione francese a ispirare il dottor Guillotin nell’ideazione di questo “sofisticato” sistema di esecuzione capitale, la cui progettazione e messa a punto richiesero il concorso di medici e scienziati. Ai giorni nostri, le persone per bene provano orrore di fronte a “Lady Ghigliottina”, ma non si sdegneranno per l’ironia con cui Kershaw ne ha tracciato la storia, indagando anche le motivazioni che spinsero intere generazioni a intraprendere la carriera di boia e l’entusiasmo con cui il pubblico accolse questa invenzione.

2001: Odissea nello spazio unisce scienza meticolosa, immaginazione senza limiti e pura maestosità visiva. Questo compendio raccoglie fotografie, bozzetti di pre-produzione e disegni concettuali che svelano il genio alla base di questo classico della fantascienza, che rimane il punto di riferimento per tutte le epopee cinematografiche ambientate nello spazio.

Le notti di dicembre le dedicammo alla Bestia. Ai pochi falò rimasti, la paura era ospite fissa. E diceva ai cacciatori di Francia che, nonostante tutta la loro abilità, non erano all’altezza. Sussurrava che non avrebbero fallito, ma che sarebbero morti.
«Un romanzo sorprendente che supera i limiti dei generi letterari.» – Kirkus Reviews>p>«Coinvolgente e ambizioso, un fantasy che deve essere letto.» – Publishers Weekly
«Un esordio superbo.» – Booklist
Piemonte, 1785. Una notte d’inverno, Sebastian Grave – medico e alchimista – viene avvicinato da Jacques Avenel di Ocerne, un giovane pallido e dallo sguardo enigmatico che ha il compito di consegnargli una richiesta formale da parte del padre, Antoine: la Bestia è tornata e Sebastian deve recarsi nelle campagne del Gévaudan per onorare un contratto firmato vent’anni prima. Il viaggio verso la Francia è lento e difficile, inoltre Jacques è un compagno sfuggente che sembra nascondere un segreto inquietante. Ma niente può spaventare Sebastian, perché anche lui nasconde un segreto: condivide la propria coscienza con Sarmodel, un demone arguto, cinico e affamato di anime; un legame che gli conferisce grandi poteri – come l’immortalità –, ma che a volte ha delle conseguenze piuttosto spiacevoli. Per gli altri. Ed è per questo che Sebastian sa cos’è davvero successo nel 1766, quando ha incontrato per la prima volta Antoine di Ocerne e, dopo una caccia spietata, la Bestia del Gévaudan si è rivelata per ciò che era sempre stata: non un animale, non una leggenda, bensì uno spirito antico bramoso di sangue, distruzione, violenza. Uno spirito che i greci chiamavano Ares e i romani Marte, rimasto soggiogato per secoli fino a un giorno del 1425, quando con l’inganno aveva convinto una ragazzina francese a liberarlo. Quella ragazzina sarebbe passata alla storia con il nome di Giovanna d’Arco. Sebastian – insieme con Sarmodel – conosce questa storia fin dal suo inizio e, allora come oggi, è l’unico che può fermare la Bestia, salvando così anche la persona che non ha mai smesso di amare…

Fino a un secolo fa, di Micene, Cnosso e Troia non restava che il ricordo tramandato dal canto di Omero. Nel 1953, quando Michael Ventris giunse alla decifrazione della Lineare B (la scrittura cretese e micenea), la vita di quei popoli ci venne restituita. La storia di queste ricerche, con alterne vicende di entusiasmi e delusioni, è ripercorsa da Leonard R. Palmer, professore di Filologia comparata a Oxford, in un volume che suscitò polemica sin dalla sua prima apparizione. Si tratta di un’opera fondamentale, che offre al lettore il quadro d’insieme degli studi e della storia della civiltà minoica, affrontando l’appassionante problema dei rapporti fra i popoli del continente e dell’isola. Dopo aver riesaminato le scoperte archeologiche, specialmente quelle di Cnosso, l’autore giunge a sostenere una cronologia alternativa a quella fino ad allora conosciuta, riconoscendo un ruolo dominante dei micenei di lingua greca già in epoca precoce.

Le Regine Sorelle sono cadute e Ascarlia giace indifesa di fronte alla tempesta. Un piano dei Nihlvariani, ordito da anni, ha permesso al nemico di Ascarlia di conquistare la capitale Skar Magnol. Ora gli invasori puntano alla ricca città portuale di Olversahl per completare la loro conquista. Ma c’è una speranza. Elvine è intrappolata nel cuore della cospirazione, e ora il suo ruolo nel nuovo governo le offre la possibilità di pianificare la resistenza come se fosse un’infiltrata. Deve camminare su una linea sottile tra lealtà e disobbedienza segreta, sapendo che il minimo errore la porterà alla morte. Nel frattempo, Thera ha messo in sicurezza le Isole Esterne, ma le sue forze lealiste da sole non possono liberare Skar Magnol. Deve cercare alleati per avere una qualche possibilità di sconfiggere la minaccia nihlvariana. Ma la sfida più grande sarà superare i propri dubbi e diventare la leader che deve essere. Se fallirà, Ascarlia cadrà per sempre. E lontano, al di là dell’oceano, Felnir intraprende un percorso sanguinario verso la corona, mentre a nord Ruhlin cerca di fuggire dal regno tirannico di Nihlvar, dove regna il misterioso Vortigurn.

La celebre tesi di laurea in filosofia di David Foster Wallace. Un oggetto di culto, un regalo per i suoi tanti appassionati, ma anche un tassello fondamentale della sua opera: un testo che già prefigura i temi al cuore di romanzi come Infinite Jest e Il re pallido.
Nel 1985 David Foster Wallace è uno studente universitario che decide di scrivere due dissertazioni finali, una in scrittura creativa l’altra in metafisica. La prima sarebbe diventata La scopa del sistema. La seconda sarebbe uscita solo postuma, e viene qui proposta per la prima volta in Italia. Si tratta di un saggio tanto breve quanto rivelatore che affronta criticamente l’idea del fatalismo, la posizione per cui il libero arbitrio è un’illusione. Un’argomentazione che il giovane Foster Wallace trova inaccettabile, soffocante e sbagliata. Con gli strumenti della logica, ma senza dimenticare una buona dose di sarcasmo, Wallace analizza e smonta pezzo a pezzo la dimostrazione dell’acclamato filosofo Richard Taylor, uno dei campioni del fatalismo, e, nel farlo, ci dona un po’ di libertà e di speranza. Con un contributo inedito di Willem de Vries, relatore di tesi di David Foster Wallace.

Un’avvincente Fantasy Dark academia sui limiti della verità e del potere, perfetto per gli appassionati di Babel di R. F. Kuang, La nona casa di Leigh Bardugo e V. E. Schwab.
«Il miglior romanzo fantasy dell’anno» – The Guardian
Per vent’anni, Sciona ha dedicato tutta se stessa allo studio della magia, spinta dal desiderio folle di realizzare l’impossibile: diventare la prima donna ammessa all’Alto Magistero dell’Università di Magia e Industria. Quando finalmente riesce a superare l’esame di qualificazione e a diventare un Altomago, si rende conto che le sfide sono solo all’inizio. I suoi colleghi sono determinati a farle capire in ogni modo che non è la benvenuta e, invece di un assistente qualificato, le assegnano un semplice inserviente. Ciò che né Sciona né i suoi pari sanno è che quel taciturno servitore non è sempre stato un addetto alle pulizie. Dieci anni prima, era un cacciatore nomade che ha perso la sua famiglia durante il pericoloso viaggio dalle pianure selvagge alla città. E adesso vede in questo incarico l’opportunità di comprendere le forze che hanno decimato la sua tribù, allontanandolo dalla sua terra natia, e ancora mantengono i privilegiati al potere. Nonostante gli iniziali attriti, lui e Sciona si troveranno presto a collaborare, scoprendo un antico segreto che potrebbe cambiare per sempre il corso della magia. Sempre che prima non li uccida entrambi.

Agnese Messina ha iniziato a fantasticare su June McFlynn, l’indimenticabile protagonista di questo esordio, mentre studiava entomologia forense. Un personaggio capace di vedere i dettagli minimi, quasi trascurabili, che non sempre riusciamo ad afferrare, ma che decidono la nostra vita. È così che arriva alla verità e alla giustizia. Forse questa è anche la strada della sua salvezza.
Mi chiamo June McFlynn e sono un’entomologa forense. La scienza non è soltanto il mio lavoro: è il mio modo di stare al mondo. Garantisce ordine e giustizia, tutto ciò che la vita intorno a me non possiede. Lo studio delle cose piccole mi permette di tenere a bada un mondo troppo grande per me, a cominciare dalla Sicilia assolata e tormentata che mi circonda, dove ancora mi chiamano «l’americana», come se non fossi nata e cresciuta qui. Nel mio lavoro non ho paura di sporcarmi le mani: ho imparato fin da bambina che il nostro destino non si decide nelle grandi imprese, ma nei dettagli. E so che la natura nasconde le risposte che cerco: terriccio, insetti, foglie, frammenti di vita che si fanno prove. Essere una donna in questo campo non è semplice. Ogni giorno devo dimostrare di meritare il ruolo di consulente del tribunale di Catania, espormi in prima persona, sfidare i pregiudizi. Ho sempre creduto che la scienza bastasse a tenermi al sicuro. Ma questa indagine è diversa da tutte le altre. Una madre e sua figlia scomparse nel nulla. Nessuna traccia, soltanto lo sgomento dell’assenza. E in quest’assenza riconosco qualcosa che credevo sepolto e che mi riempie d’angoscia. Io sono June McFlynn. Sono una donna di scienza e per me la verità è tutto. Eppure, ho un segreto inconfessabile. E dovrò affrontarlo.

Tra biografia, romanzo e indagine letteraria, Emanuela Canepa restituisce voce ad Amalia Guglielminetti e racconta il prezzo della libertà, dell’amore e della vocazione alla scrittura.
Il 13 aprile del 1907 è un sabato. Amalia si alza molto tardi, com’è sua abitudine, e si rende conto che c’è qualcosa che desidera fare. Vuole conoscere quel poeta che incrocia spesso nei salotti torinesi e che le è parso stranamente affine. Lui si chiama Guido Gozzano, è di un paio d’anni più giovane ma in fondo possono considerarsi coetanei. Lei è Amalia Guglielminetti, al momento certamente l’artista più celebre tra i due. Dalla decisione di quel giorno nascerà uno degli amori più infelici della letteratura, una relazione inquieta destinata a trasformarsi in uno scontro e poi in una lunga, tormentata amicizia. Ma chi è Amalia, questa autrice che il secolo scorso sembra aver risucchiato nell’oblio? Una donna sempre elegantissima, piena di fascino, anticonformista, pronta a dare scandalo pur di non annoiarsi, che preferisce il proprio talento al matrimonio. Per Emanuela Canepa, Amalia prende subito la forma di un’ossessione. Con l’autorità di un daimon muove la sua scrittura, reclama un posto sulla pagina, infine un romanzo. Presto il gioco si inverte. La scrittrice che insegue le tracce della poetessa si trova essa stessa braccata, lo spirito di Amalia non le dà tregua e ci regala pagine che sono un viaggio meraviglioso in un’epoca e in un paese dove le autrici, Amalia Guglielminetti ma anche Matilde Serao e Ada Negri, rubano con impeto la scena ai gerarchi fascisti e ai giornalisti dediti al pettegolezzo. E questo corpo a corpo con una figura memorabile ci trascina di fronte a una domanda decisiva: quanto siamo disposti a pagare per affermare la nostra libertà?

Quando la pace si fonda su una menzogna, l’unica arma che resta è la verità.
In un Impero che si regge sulla necromanzia, i maghi morti sono linfa vitale. I loro corpi vengono avvolti in catene e prosciugati del loro potere per alimentare l’insaziabile fame di conquista imperiale. Nata con doti magiche, Arienne si è ormai rassegnata al suo destino. Da tempo, però, nella sua testa risuona la voce di un potente stregone morto e un giorno la ragazza decide di ascoltarla. Forse è vero che l’aspetta un futuro diverso, e lei dovrà combattere per ottenerlo… In un luogo molto lontano, dentro il cratere di un vulcano, anche un drago dai sette occhi giace imprigionato dalle catene dell’Impero. Loran è la prima a inginocchiarsi al suo cospetto. Arriva con l’anima consumata dalla vendetta contro l’Impero che ha trucidato la sua famiglia, e se ne andrà con una spada fatta di zanna di drago in pugno e un progetto ambizioso in testa. Nel cuore della Capitale Imperiale, Cain è un orfano che è riuscito a sopravvivere grazie alla gentilezza di una sconosciuta, poi divenuta sua mentore. Quando lei viene uccisa, Cain non lascerà nulla di intentato per trovare i responsabili, anche a costo di scatenare una guerra. Tre persone molto diverse, tre cammini che si uniranno per salvare un mondo che ha un disperato bisogno di eroi…

Un classico del design italiano che, con la consueta lucidità di Gillo Dorfles, introduce ai principi del disegno industriale e offre strumenti preziosi per comprendere il rapporto tra progetto, funzione ed estetica.
«La prima redazione di questo libro risale al 1963, e da allora molte cose sono cambiate nei processi produttivi, prima fra tutte la comparsa dei sistemi Cad (computer-aided design) in tutti i settori ideativi, dall’architettura alla grafica: il disegno non piú fatto con riga e squadra, bensí attraverso una progettazione digitale che permette non solo di rappresentare l’oggetto, ma di ruotarlo nello spazio, simularne l’effetto finale e sperimentare materiali, texture e illuminazioni. Questo cambio di strumenti ha comportato una mutazione nei linguaggi e negli stili: pensiamo alla diffusione delle forme bombate nelle scocche di auto ed elettrodomestici, favorita dalla facilità con cui il computer ne consente la modellazione. A questo si aggiunga, in anni piú recenti, la comparsa delle stampanti 3D, che hanno reso la prototipazione molto piú agile e rapida. Il digitale ha reso i diversi passaggi piú precisi, veloci ed efficienti, e il salto quantitativo si è ben presto tradotto in un diverso tipo di risultato. Insomma, il grande mutamento che ci separa dalle parole di Dorfles è stato l’introduzione del computer non solo nella fase industriale, nello stampaggio, ma nel momento dell’ideazione […]. Eppure, la lezione di Dorfles resta uno di quei testi da cui non si può prescindere. Il merito è anzitutto nel talento analitico dell’autore, capace di isolare quei pochi concetti davvero “da sapere” e che restano validi, ancora oggi, per chiunque voglia misurarsi, in teoria o in pratica, con la progettazione su grande scala. C’è difatti una domanda che accompagna il lettore lungo tutto il libro: a quali condizioni possiamo dire che qualcosa appartiene al regno del disegno industriale? Domanda essenzialista e quanto mai stringente in un mondo in cui tutto sembrerebbe ormai ideato e realizzato industrialmente». (Riccardo Falcinelli)

Questo primo volume della saga Il segreto dei fiori blu conferma Clarisse Sabard come una delle voci più amate del romanzo contemporaneo: una narratrice capace di intrecciare passato e presente, arte e segreti, destini di donne e grandi passioni.
Il manoscritto è logoro, le fotografie ingiallite, il caleidoscopio ancora intatto. Flora li osserva sparsi sul pavimento della villa di famiglia appena ereditata insieme alle cugine e si chiede chi fosse davvero sua nonna Joséphine. Mentre il vento sferza le scogliere della Normandia e la luce fonde nuvole e mare, la sua vita a Los Angeles sembra lontana anni luce. Pagina dopo pagina Flora ricostruisce una donna che forse non ha mai conosciuto. Era la Parigi degli anni Trenta, quella degli impressionisti e delle brasserie brulicanti di vita, dove la giovane Joséphine, studentessa di Belle Arti, aveva scoperto la libertà e l’amore, ma anche l’ombra di un tradimento destinato a riverberarsi per generazioni. Perché i segreti non muoiono con chi li custodisce: un dipinto scomparso diventa il filo che attraversa decenni e frontiere, dall’Italia in fiamme sotto il Ventennio ai riflessi del mare greco, fino a Corfù, dove Flora si spinge alla ricerca di una verità che cambierà per sempre la sua idea di chi è e da dove viene.

Un Paranormal Romance gotico ispirato a Cime tempestose.
«Quando sono arrivata alla fine, ero pronta a addentare le pagine come se fossero fatte di frutti fatati, solo per non doverle mai lasciare.» – Sierra Simone
Da quando Adam ha memoria, le oscure leggende tramandate dal nonno lo hanno attirato verso Craigmar, un maniero in rovina tra le Highlands scozzesi. La sua amica più cara, Nicola, sogna la stessa avventura. Sarebbe disposta a seguirlo ovunque, persino nelle lande remote della Scozia, se questo potesse far sbocciare l’attrazione segreta che provano l’una per l’altro. Ma quando una tempesta li sorprende e li confina in quel luogo misterioso, Adam e Nicola si ritrovano alla mercé dell’eccentrica proprietaria della tenuta, Eileen, e del suo cupo custode, Finley. Intrappolati dal maltempo e vincolati da un’antica magia, Nicola e Adam verranno risucchiati nella routine di Craigmar, fatta di giochi psicologici, inganni e desideri proibiti. E man mano che antichi peccati familiari riaffiorano, dovranno fare i conti con l’incantesimo che il maniero ha lanciato su di loro… e chiedersi se desiderino davvero liberarsene.

New Orleans, 1933. Mentre il mondo soccombe sotto il peso della Grande Depressione, un convoglio cigolante porta in città l’unica cosa capace di far sognare ancora: il Fenomenale Spettacolo Errante di Maurice O’Malley. Jim, un giovane illusionista, nasconde però un segreto pericoloso: il suo talento non è un trucco scenico. Possiede un potere reale, selvaggio e difficile da domare, capace di scatenare fulmini e piegare la materia al proprio volere. Il circo è l’ultimo santuario per i “Dimenticati”, creature leggendarie che si fingono fenomeni da baraccone per sfuggire agli spietati Uomini Ombra, cacciatori di “mostri” che agiscono nell’oscurità. L’incontro con il misterioso Solomon Blake, un potente Arcistregone, cambierà ogni cosa: Blake offre a Jim la promessa del controllo e della grandezza, trascinandolo in un mondo di verità sepolte e sacrifici necessari. Tra specchi che portano in altri continenti e il complicato legame con Alycia, la figlia di Blake, Jim scoprirà che un’oscurità millenaria legata al Vuoto sta tornando a reclamare il suo posto nel mondo. Con il destino dei suoi compagni in bilico, il giovane mago dovrà decidere a chi giurare lealtà. Benvenuti nel Forgotten World. Dove la magia è reale, e l’illusione è l’unica via per sopravvivere.

Londra, 1894. Il corpo senza vita di una bambina riaffiora dalle viscide rive del Tamigi, il volto coperto da una strana e inquietante maschera di legno. I primi indizi fanno pensare che la povera sventurata sia stata la vittima di un macabro rituale. Quando il caso arriva a Baker Street, per Sherlock Holmes e il fedele dottor Watson è l’inizio di un’indagine che li condurrà dapprima fino a Parigi, sulle tracce di Félix Fénéon, giornalista e esperto di maschere africane, per poi ritornare a Londra e ricorrere all’insolito aiuto di un gruppo di anarchici, rifugiati politici e ladri: saranno gli occhi e le orecchie del grande detective, sulle tracce dell’assassino.

In una calda notte di maggio, tre studenti di Cambridge compiono un atto rituale che cambia le loro vite. Decenni dopo, nessuno di loro riesce a ricordare cosa sia successo, ma qualcosa continua a unirli: il ricordo infestante di un momento che li ha trasformati per sempre. Pam Stuyvesant soffre di epilessia ed è tormentata dalle visioni. Suo marito Lucas crede che una creatura lillipuziana lo perseguiti e inventa delle storie per placare le paure di Pam. E infine Yaxley, carismatico e profetico, è ossessionato sia dal profumo delle rose sia dal senso di colpa. Quando il passato riaffiora, si ritrovano tutti di fronte alla stessa domanda che li aveva uniti da giovani: vale la pena oltrepassare i confini della realtà, se ciò che si trova dall’altra parte può distruggere ogni illusione e forse anche l’amore stesso? Onirico e commovente insieme, Il corso del cuore è un romanzo inquieto sul desiderio di assoluto, sul desiderio che diventa ossessione, e sul prezzo che paghiamo quando cerchiamo una verità che il cuore umano potrebbe non sopportare.

C’entra davvero tanto, la Massoneria, con la fondazione degli Stati Uniti d’America? Cosa sappiamo del suo ruolo nella vita di George Washington? E costui era davvero così sinceramente massone? E, infine, gli americani sono sinceramente estimatori del loro Primo Presidente? In occasione del 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza, il presente libro riflette su come le celebrazioni potrebbero oscurare domande più profonde sul futuro del Paese e interroga se gli Stati Uniti siano diventati ciò che si sperava due secoli e mezzo fa o se, invece, stiano vivendo un periodo di declino.

Geniale, visionario, controverso. Federico II di Svevia, lo Stupor Mundi, fu uno dei sovrani più straordinari della storia europea. Imperatore, legislatore, diplomatico, mecenate e uomo di cultura, seppe unire all’azione di governo una curiosità intellettuale senza confini, anticipando per molti aspetti la modernità. Ammirato per la sua intelligenza fuori dal comune e per l’eccezionale apertura culturale, fu al tempo stesso osteggiato da molti suoi contemporanei, che lo considerarono un sovrano pericoloso e accentratore: fu persino scomunicato dal papa. In questa biografia, l’Autore ricostruisce con rigore storico e stile avvincente la vicenda umana e politica di Federico, intrecciando grandi eventi, aneddoti, curiosità e dettagli poco noti, per restituire tutta la complessità di un uomo capace di suscitare entusiasmo e ostilità. Un viaggio affascinante attraverso la vita e l’eredità di un uomo che cambiò il volto del Medioevo e continua ancora oggi a suscitare il dibattito di storici e appassionati. Un volume imprescindibile per conoscere a tutto tondo la figura di uno dei più grandi protagonisti della storia.

Questo libro, che Vittorio Capecchi ha lasciato incompiuto alla sua morte dopo avervi speso un pluridecennale impegno, è dedicato al celebre Classico dei Mutamenti, il grande codice delle tradizioni cinesi, e offre un ampio panorama delle sue molteplici interpreta-zioni, antiche e moderne, cinesi e occidentali. Ne emerge un’originale prospettiva interculturale e interdisciplinare che, in dialogo con innumerevoli personalità, da Confucio a Zhuangzi, da Carl Gustav Jung a Jorge Luis Borges, da François Cheng a Philip K. Dick, da Joseph Needham a Chung-ying Cheng, decostruisce e dialettizza le convenzionali opposizioni Cina/Occidente, maschile/femminile, razionalità/spiritualità, scienza/non scienza, vita/morte per elaborare una riflessione sui grandi, perenni temi dell’esistenza umana, additando una ricerca di armonia che incessantemente si origina dalla disarmonia e che costantemente è volta a perseguirne il superamento.

Un viaggio coinvolgente nella Recanati di Giacomo Leopardi, tra luoghi reali e versi immortali. Un libro che guida il lettore sulle tracce del poeta, intrecciando vita, pensiero, opere e paesaggi in un percorso vivo e suggestivo. Dalla famosa biblioteca all’ermo colle, da piazza abato del villaggio alla casa di Silvia, ogni tappa diventa esperienza ed emozione. Un racconto pensato per i giovani, capace di far scoprire Leopardi in modo nuovo, vicino e sorprendentemente attuale.”

erché pensiamo quello che pensiamo è un atto di fede nel potere trasformativo del confronto, e un invito a difendere gli spazi in cui quel confronto può ancora avvenire.
«Turi Munthe ha scritto un inno al pluralismo costruttivo, al dubbio, all’umiltà epistemica, al valore prezioso del dissenso.» – Telmo Pievani
«Un libro vertiginoso che vi fa dubitare di quello che credete e vi fa credere a quello di cui dubitavate.» – Giacomo Papi
Credi di aver scelto le tue opinioni? Ti sbagli. Le hanno scelte per te il clima in cui vivi, la geologia del suolo su cui abiti, il funzionamento della tua amigdala, il tuo DNA, i condizionamenti sociali dell’ambiente in cui sei cresciuto… Turi Munthe parte da una domanda apparentemente semplice: «Perché pensiamo quello che pensiamo?» e la trasforma in un’indagine radicale sulle forze invisibili che plasmano le nostre convinzioni. Attingendo alle ricerche più recenti in neuroscienze, psicologia e biologia evolutiva, dimostra che dietro a ogni nostra posizione politica agiscono meccanismi che nulla hanno a che fare con una scelta consapevole. E gli esempi di cui è ricco il libro sono tanto più sorprendenti quanto più sono convincenti, al punto che verrebbe spontaneo chiedersi: «Se siamo biologicamente predisposti ad avere un’opinione politica, a essere di destra o di sinistra, progressisti, moderati, conservatori… allora a che cosa serve il dibattito?» Ma qui l’autore di questo libro affascinante e provocatorio capovolge il problema: se le differenze politiche derivano dal patrimonio genetico e dall’ambiente circostante, e sono pertanto radicate nell’evoluzione, allora il disaccordo non è un fallimento della ragione, ma il suo meccanismo evolutivo più potente. Ragionare è un’attività interattiva: diventiamo più intelligenti solo attraverso il confronto con chi la pensa diversamente. L’avversario politico non è un nemico, ma un soggetto senza il quale la democrazia smette di funzionare e senza il quale la nostra intelligenza non può dispiegarsi in piena libertà.

Saggio storico divulgativo sulle pratiche di “segnatura” presenti nel territorio di Ferrara e in quelli circostanti. Partendo dall’intervista a sette “strolghe” (guaritrici popolari), figure di donne che hanno svolto un ruolo fondamentale nella società contadina fino alla metà del secolo scorso, e che ancora segnano malattie come il Fuoco di Sant’Antonio o le verruche, l’Autrice ha potuto rintracciare in documenti storici, prevalentemente ecclesiastici ma non solo, la storia di una pratica sanitaria femminile di antichissime origini. Accanto alle “strolghe”, e spesso insieme a esse, si annota per la prima volta, grazie a ricerche inedite e originali, la presenza dei pastori, conoscitori di erbe e rimedi per uomini e animali. Proprio seguendo i percorsi delle transumanze, fra Emilia-Romagna, Liguria, Veneto, Trentino, Toscana e Lazio, è stato possibile rintracciare scongiuri caratterizzati da contenuti e strutture di tipo “magico”. Di particolare fascino si sono rivelati i rituali per frenare le emorragie e gli esorcismi, tuttora in uso in Sardegna, per scongiurare la tempesta e “legare” l’aquila.
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