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Le novità in libreria più interessanti di agosto 2026
Le novità più interessanti di agosto 2026
3 Agosto 2026

Le sorprendenti novità in libreria di settembre 2026

2 Settembre 2026
Categorie
  • Incontri con la storia
Tags
Le novitù in libreria di settembre 2026

Pensa a un libro o a un genere letterario e nelle nuove uscite in libreria di settembre lo trovai! Una valanga di libri tutti interessanti e che hanno allungato inesorabilmente la mia lista di libri da leggere.

Vediamoli insieme!

L'occhio fantasma di Amitav Ghosh nelle librerie dal 1 settembre

L’occhio fantasma di Amitav Ghosh nelle librerie dal 1 settembre

Calcutta, 1969. Quando la piccola Varsha, tre anni, racconta di aver avuto un’altra vita – una casa di fango sulla riva del fiume, un’esistenza di cui nulla dovrebbe sapere – la famiglia Gupta è sconvolta. Cinquant’anni dopo, Dinu, narratore di questa storia, decide di indagare sul mistero della presunta reincarnazione di Varsha, senza immaginare che la ricerca finirà per intrecciarsi alla sua vita. Con questo romanzo formidabile, Amitav Ghosh ci invita a guardare il mondo con occhi diversi: forse solo attraverso uno «sguardo fantasma» possiamo ancora sperare di salvarlo.

«Lo scrittore indiano esce con una storia magica un cui torna la crisi ambientale.» – Telmo Pievani, La Lettura
Calcutta, 1969. Nella sontuosa dimora dei Gupta succede l’impensabile: Varsha, la piccola di casa, si rifiuta di mangiare quello che c’è in tavola, vuole a tutti i costi riso e pesce. Peccato che i Gupta siano vegetariani e che, fra quelle mura, di pesce non se ne sia mai visto. Interrogata sulle cause di quella voglia imperiosa, Varsha dà una risposta ancora piú sorprendente: la sua vera casa non è quella, ma una capanna di fango lungo il fiume. Lei era abituata a pescare in uno stagno là dietro e a cucinare il pesce. Allarmati, i Gupta chiamano a consulto il pediatra Monty Bose e sua moglie Shoma, una psicologa che ha già esperienza con bambini che ricordano vite precedenti. Si apre cosí un’indagine appassionante, a colpi di indovinelli e ricette culinarie, nella memoria di Varsha, un’indagine che sconvolgerà le certezze di Shoma e aprirà orizzonti molto piú ampi. Brooklyn, 2020. Nell’isolamento della pandemia, il narratore Dinu, nipote di Shoma, si mette a scavare nei propri ricordi d’infanzia per soddisfare le richieste di Tipu, un giovane amico che si è messo sulle tracce di Varsha Gupta. Tipu è nelle Sundarban, sull’isola di Lusibari, dove si occupa di un’Ong e cerca di sventare le mire predatorie di una potente società energetica. Per ritrovare Varsha, però, deve carpire un segreto sepolto in profondità nel passato di Dinu. In questo nuovo libro Amitav Ghosh trova il punto di equilibrio perfetto tra materia romanzesca e critica ambientalista, dando vita a una storia toccante che affronta magistralmente la brutale realtà senza rinunciare alla consolazione della speranza.

Le attitudini di Alberto Rollo nelle librerie dal 1 settembre

Le attitudini di Alberto Rollo nelle librerie dal 1 settembre

Alberto Rollo ci regala una storia di formazione sentimentale, umana, una vera e propria nascita alla vita, ma anche il racconto vibrante di una stagione culturale che è uno stato dell’anima.

Fu tre anni fa che leggemmo il Werther. Non sapevamo se era più nobile morire o amare.

«Solo Rollo, traduttore di Truman Capote e Henry James, poteva avere una lingua tanto precisa e aulica». – Zita Dazzi, Il Venerdì di Repubblica

«Alberto Rollo fa dialogare il Romantismo (e le sue aspirazioni ideali) con il nostro tempo. Il giovane Werther uno di noi.» – Alessandro Beretta, La Lettura
Un armadio in un palazzo nobiliare salentino e una cassetta metallica a Dresda sono gli scrigni che hanno sottratto un carteggio alle distruzioni della Storia, un tesoro giunto, per gli accidenti del caso, nelle mani di uno studioso del Settecento. Quelle scolorate carte raccontano al professore dell’orfana Marianna Di Dio, detta Nenna, e di Bruno Röder, studente all’Università di Jena. I loro passi si incrociano nell’irripetibile momento delle rivoluzioni, quando un vento di libertà travolse tutti i giovani Werther d’Europa col suo carico di possibilità e idealismo. Capelli di carbone, occhi normanni, Nenna copre nella sua piccola vita uno spazio immenso per un’analfabeta nata nella disgrazia. La bellezza che nessun velo può nascondere la porta a Napoli, a servizio della marchesa di Scantara, e poi nelle grazie della moglie dell’ambasciatore inglese, la scandalosa Lady Hamilton. Nenna impara, assapora il fermento culturale che incendia il mondo, conosce l’amore, un amore fatto di timidi incontri e letture appassionate, e poi di distanza. Di ritorno dal Grand Tour, Bruno trova ad aspettarlo Schiller, Fichte, Schlegel, Novalis, tutte le scintille di una rivoluzione dello Spirito pronta a deflagrare. Ma la fanciulla bella come il fiore del cappero è un’ossessione che non si placa. Per anni riempiono lettere ostinate, Bruno e Nenna; di lontano costruiscono un sentimento pieno di libri e paesaggi, certezze e smarrimenti, attraverso un’epoca e il suo tramonto. Si può essere giovani per sempre? La generazione di Bruno e Nenna si è spinta fino alle soglie del sogno, di una eterna, misteriosa primavera. Fu tre anni fa che leggemmo il Werther. Non sapevamo se era più nobile morire o amare.

La lunga estate dei gelsomini di Licia Tumminello nelle librerie dal 1 settembre

La lunga estate dei gelsomini di Licia Tumminello nelle librerie dal 1 settembre

Ispirato a una pagina dimenticata della nostra Storia, un romanzo polifonico che, mentre traccia un indelebile ritratto intimo della sua protagonista, dà voce a tutte le donne che hanno lottato, ieri e sempre, per la propria dignità e la propria libertà.
Milazzo, estate 1945. Mani veloci frugano nel buio, in cerca delle piccole corolle bianche che come stelle punteggiano a migliaia la campagna. Quei fiori notturni, delicati e inebrianti, diventeranno pregiati profumi francesi, ma non saranno le gelsominaie a godere di quel lusso. Per le tante donne e bambine chine a raccoglierli da mezzanotte all’alba, da giugno a ottobre senza un giorno di riposo, ci sono solo fango, fatica e un salario da fame. Grazia è bracciante da quando aveva undici anni. Ora ne ha ventitré ed è caposquadra, un punto di riferimento per le compagne. Da ragazzina sognava di diventare maestra, ma nella sua famiglia di pescatori non serviva una femmina istruita. E allora, se proprio doveva rinunciare a studiare, voleva almeno profumare di fiori, come zia Assunta. Da quella zia indipendente che non si lasciava comandare, Grazia vorrebbe aver ereditato anche la voce ferma e autorevole, per denunciare le ingiustizie subite dalle donne. Ma sente di non avere lo stesso coraggio nel fronteggiare i caporali, il marito e tutti coloro che le ripetono ogni giorno di stare al posto suo. Eppure, in quell’estate sospesa tra la fine della guerra e la promessa di un futuro migliore, qualcosa sta per cambiare. Complice anche il ritorno di Francesco, che scompiglia il cuore e la mente di Grazia. Si sono conosciuti sui banchi di scuola, quando a unirli era un sentimento mai confessato, prima che il destino dividesse le loro strade. Lui ha potuto laurearsi, diventare medico, vivere al Nord, e ora le parla di scioperi e diritti dei lavoratori. Forte di quella consapevolezza nuova, Grazia non può più tacere di fronte agli abusi di cui è vittima e testimone alla piana dei gelsomini, e decide di capeggiare una protesta. Lo deve alla sua amica Nedda e alla sua nipotina Vita; lo deve a tutte le compagne, che meritano tutele e rispetto; lo deve a sé stessa e ai sogni ancora nel cassetto. Perché forse non è troppo tardi per scegliere da sola il posto che le spetta.

City of Mirth and Malice. La biblioteca di Daphne di Alexis L. Menard nelle librerie dal 1 settembre

City of Mirth and Malice. La biblioteca di Daphne di Alexis L. Menard nelle librerie dal 1 settembre

City of Mirth and Malice conclude la dilogia Vows and Vengeance iniziata con House of Bane and Blood, un fantasy romance ricco di intrighi, rivalità e promesse difficili da mantenere.

In una città spaccata in due, due eredi di casate avversarie vengono trascinati in un gioco di potere e segreti che minacciano di cambiare per sempre il destino della loro città.
Dopo gli incredibili eventi che hanno sconvolto le loro vite, il mondo di Nicolai è andato in pezzi. Sua moglie Camilla, creduta morta dall’intera città, è in realtà prigioniera nell’impenetrabile torre di Hightower, dove viene sottoposta a crudeli esperimenti per testare l’instabile e misterioso potere che ha dentro di sé. Nicolai, consumato dalla vendetta e dal desiderio, è pronto a tutto pur di riportarla a casa. Tra patti proibiti con il mercato nero e alleanze precarie con i suoi stessi nemici, mette in atto un piano disperato per assaltare la prigione più sicura dell’Isola e salvare non solo Camilla, ma tutti i discendenti. Eppure, il ritorno della Principessa del Vapore è solo l’inizio. In una Lynchaven sull’orlo della guerra civile, dove l’Ordine minaccia di soffocare ogni barlume di libertà, Milla e Nico dovranno scegliere con attenzione di chi fidarsi. Solo abbracciando il caos che li unisce potranno affrontare la verità e il prezzo che richiede.

Punto di partenza 1979-1996 di Hayao Miyazaki nelle librerie dal 1 settembre

Punto di partenza 1979-1996 di Hayao Miyazaki nelle librerie dal 1 settembre

Autobiografia d’artista, raccolta di saggi, interviste e aneddoti, Punto di partenza: 1979-1996 non è solo la cronaca della vita di un uomo i cui sogni sono diventati realtà, alimentando l’immaginario collettivo mondiale, ma anche un omaggio al potere del cinema e dell’animazione.
Nei primi due decenni della sua carriera, il regista Hayao Miyazaki ha gettato le basi per un nuovo modo di concepire l’arte dell’animazione dando vita a storie e universi leggendari che lo hanno consacrato come uno dei più grandi maestri del cinema contemporaneo. Prima di dirigere capolavori come La città incantata, tuttavia, Miyazaki ha iniziato la sua carriera come animatore, con una personale filosofia artistica che più volte lo ha portato a scontrarsi con quell’industria dell’intrattenimento che, alla ricerca del successo a qualunque costo, spesso soffoca la creatività e l’originalità. Questo, però, non ha mai impedito al maestro giapponese di portare avanti le sue innovative teorie sull’animazione e di fondare il leggendario Studio Ghibli.

Il sacco di Ashley. Storia di tre generazioni di donne nere americane di Tiya Miles nelle librerie dal 2 settembre

Il sacco di Ashley. Storia di tre generazioni di donne nere americane di Tiya Miles nelle librerie dal 2 settembre

Una «storiografia poetica», tanto rigorosa quanto immaginifica, che trova nel «sacco di Ashley» la risposta a una domanda urgente: a quali risorse possiamo attingere quando tutto sembra perduto, ieri nell’orrore dello schiavismo, oggi in un mondo sempre più predatorio e polarizzato?
Sud degli Stati Uniti. Rose, una donna in schiavitù, scopre che la figlia Ashley, di nove anni, verrà venduta. Dovranno dirsi addio. Come potrà proteggerla da un mondo che la vede solo come uno strumento, o peggio? Come potrà starle vicino quando all’orizzonte non c’è altro che abbandono? Prende un sacco di cotone e lo riempie con un vestito sbrindellato, qualche noce pecan, una ciocca dei suoi capelli. Infine, come esprimendo un desiderio, o compiendo un rituale magico, vi sussurra dentro tutto il suo amore. Il kit di sopravvivenza è pronto e madre e figlia si separano per sempre. Ma il sacco rimane: Ashley lo porta con sé negli anni dello schiavismo e della Guerra civile americana e alla fine lo lascia alla nipote, Ruth, che nel 1921, a Philadelphia, vi ricama la storia della famiglia. Dopo un lungo periodo in mostra allo Smithsonian, oggi è tornato in South Carolina: da lì, a Charleston, città di sfarzose ville e prigioni, è iniziata la sua vicenda rimasta a lungo sconosciuta. Miles l’ha svelata facendo anni di ricerche tra i documenti dello schiavismo, sterminati e disumani elenchi di persone e cose, ma anche ben oltre: nella storia materiale, tra le testimonianze di chi c’era, nella letteratura contemporanea. E così la vita di tre donne, lacerata dal lutto e ricucita da un gesto visionario di «speranza radicale», diventa il racconto di secoli di storia americana e centinaia di migliaia di persone schiavizzate.

La pietra e la seta di Mikael Niemi nelle librerie dal 2 settembre

La pietra e la seta di Mikael Niemi nelle librerie dal 2 settembre

Pajala, estremo Nord della Svezia, giorni nostri. Durante gli scavi per una bonifica, affiorano in una torbiera i resti di un essere umano, un segreto sepolto lì da chissà quanti anni, e la polizia avvia le indagini. Nel Sud del paese, intanto, Siw è turbata da uno dei suoi episodi di preveggenza, una visione inquietante che sembra reclamarla su al Nord, terra d’origine del padre e di antichi miti sciamanici. Per venire a capo del mistero che lega le due vicende bisognerà riavvolgere il filo fino agli anni Trenta del Novecento, quando gli sterratori del Tornedal impegnati nella costruzione della rete stradale, sulla scia delle lotte che agitavano l’Europa intera, si organizzarono in sindacato per riscattarsi dalla miseria e battersi per i propri diritti. Un periodo turbolento e duro, in cui molte famiglie si disgregarono, per fame o per ideologia. Come quella dei fratelli Vanhakoski: Wilhelm è l’erede della fattoria paterna e un predicatore laestadiano, vicino ai potenti della città; Eino è un bracciante sommerso dai debiti e col vizio dell’alcol, ma attivo nell’organizzazione del primo sciopero generale della regione. Ricostruendo la loro faida e le dolorose vicissitudini di Eino, della moglie e dei loro discendenti fino a oggi, Mikael Niemi tiene alta la tensione e ci avvicina svolta dopo svolta alla verità del macabro ritrovamento nella torbiera. E insieme scava nella Storia, accostando personaggi di fantasia a figure realmente esistite per far emergere un discorso politico fatto più di materia che di teoria: corpi sfruttati, umiliazioni quotidiane, bisogni negati, fame, fatica – le origini sofferte dello stato sociale più famoso del mondo.

L'erbario del corpo a cura di Domitilla Pirro nelle librerie dal 2 settembre

L’erbario del corpo a cura di Domitilla Pirro nelle librerie dal 2 settembre

Erbario del corpo è un ibrido illustrato, un atlante emotivo-anatomico che raccoglie schede paranarrative ispirate al linguaggio dei manuali botanici e di anatomia antica. Ma qui non si classificano organi o specie: si abita la non fiction. Si raccontano radici, linfe, fioriture, cortecce, germogli, frutti e resine – metafore viventi di parti del corpo e vissuti interiori – componendo una mappa sensibile dell’essere incarnatə. A ogni voce corrisponde un breve testo narrativo o poetico accompagnato da una suggestione visiva: una parte del corpo raccontata attraverso ciò che ricorda, sente, sogna, ha perso o ha trasformato. Ne emerge un catalogo intimo e collettivo, dove ogni corpo è un giardino imperfetto, ogni cicatrice un punto di germinazione, ogni desiderio una spora. Pensato per un pubblico trasversale (adolescenti, adultə, lettrici e lettori in cerca di un oggetto emotivo non convenzionale), Erbario del corpo si può sfogliare, interrogare, abitare. Più che un manuale è una raccolta di tracce: fragili, vitali, mostruose. Il volume nasce da anni di pratica didattica intorno alla scrittura e al corpo. Il lavoro d’aula ha dato forma a una ricerca condivisa in cui il corpo viene esplorato come territorio emotivo, simbolico e politico. Chi ha contribuito ha costruito vere e proprie schede d’erbario, ma anche testi ibridi e persino confessioni, attraversando organi e zone come paesaggi narrativi. Da questo processo emergono le voci che abitano il libro. Una semina lenta e sensibile di materiali nati in aula e poi raccolti e riorganizzati in forma editoriale. La dimensione didattica non è un’origine accessoria, ma il terreno stesso da cui il libro è generato.

Eleonora d'Aquitania di Annarosa Mattei nelle librerie dal 4 settembre

Eleonora d’Aquitania di Annarosa Mattei nelle librerie dal 4 settembre

Favolosa Eleonora. Aliénor. Eccola nella Grande Sala del Palazzo ducale di Poitiers, vestita di preziose sete ricamate, con le lunghe maniche che toccano terra, mentre ascolta i canti dei trovatori accompagnati dai liuti e intorno a lei si intrecciano le danze. La sua storia vera assomiglia a un romanzo cavalleresco. Un giorno d’estate una bellissima fanciulla lascia il suo incantato Paese per andare verso il Nord e diventare regina. È l’inizio di un lungo cammino che la porterà lontano e la ricondurrà sempre dove è nata e ha appreso la scienza d’amore. Educata alla gioia e alla libertà, Eleonora porta ovunque con sé il suo mondo e la sua lingua nuova, fatta di musica e cortesia. Dà vita a una grande famiglia; costruisce intorno a sé magnifiche corti itineranti. Come regina, a Parigi e in Inghilterra, affronta turbamenti, figli in rivolta, un marito che vorrebbe piegarla, un vasto impero discorde. Come duchessa di Aquitania governa il suo prospero Paese promulgando leggi e riforme avanzate per farne un territorio indipendente. Chiusa in prigione per sedici anni, non smette di pensare e progettare un mondo nuovo, libero dai codici maschili della guerra. Tornata libera, regge le sorti del regno accanto al figlio amato, Riccardo Cuor di Leone, intervenendo in suo aiuto con audacia inaudita. Intorno a lei si accendono i miti di re Artù e della Tavola Rotonda, fiorisce la ‘gaia scienza’ che cambia il linguaggio dell’amore, l’idea di nobiltà, il rapporto tra i sessi. Tra cronaca e leggenda, Annarosa Mattei ne ricostruisce la vita di leader modernissima, ponte tra culture, lingue e religioni diverse, la cui eredità continua a parlare all’Europa e al nostro presente.

Camminare tra le rovine di Michel Onfray nelle librerie dal 4 settembre

Camminare tra le rovine di Michel Onfray nelle librerie dal 4 settembre

Se è vero, com’è vero, che lo smarrimento che oggi ci cattura dipende in parte dall’aver distrutto ogni rapporto vitale con il passato, per riannodare il filo Michel Onfray ci conduce in una passeggiata meditativa tra i resti della civiltà filosofica classica. Onfray attraversa il pensiero antico come un paesaggio ancora abitato, vivo. Non stila la solita sequenza di scuole filosofiche, ma ricostruisce i dualismi intrinseci alla nostra storia culturale. La lente è quella della guerra delle idee: l’idealismo di Platone contro il materialismo di Democrito, il matrimonio dei pitagorici contro il libertinaggio dei cinici, la vita filosofica di Socrate contro la retorica prezzolata dei sofisti, lo stoicismo di Marco Aurelio contro la trascendenza di Plotino…
Ciò che viene messo in luce non è la mera derivazione della nostra cultura (e quindi delle nostre abitudini, del nostro pensiero, della nostra mentalità) da quella greco-romana: le opposizioni evidenziate da Onfray non appartengono al passato, ma sono quelle che ancor oggi strutturano il nostro presente, spesso in forma implicita, e riattraversarle significa tentare di (ri)orientarsi in un Occidente in decadenza. Camminare tra le rovine, dunque: ma non come turisti o osservatori distaccati, bensì per ridare vita alle tensioni da cui nasce il nostro modo di abitare e vedere il mondo, e indicare qualcosa che assomigli a una provvidenziale via d’uscita.

I Lazar di Nelio Biedermann nelle librerie dall'8 settembre

I Lazar di Nelio Biedermann nelle librerie dall’8 settembre

Libro vincitore del Premio dei Librai Indipendenti e finalista dello Schweizer Buchpreis 2025

Una magistrale opera-mondo con il ritmo che solo uno scrittore ventenne sa imprimere alla Grande Storia, raccontando l’impetuoso destino di una nazione attraverso la saga di una famiglia straordinaria.

«I Làzàr dimostra che il grigio realismo dei millenial non basta più alla Gen Z. Questo è il futuro.» – The Telegraph

«Un romanzo da divorare.» – Dua Lipa

«Favoloso è la parola giusta per questa fiaba moderna.» – The Times

«Un nuovo autore di grande talento è arrivato tra noi.» – Patti Smith
Splendore e declino di una grande famiglia sulle rive del Danubio. All’alba del Novecento, nel loro castello nel sud dell’Ungheria, i Lázár accolgono l’ultimo nato, al tempo stesso miracolo e maledizione. Il piccolo Lajos von Lázár non assomiglia ai genitori: pelle quasi trasparente e occhi azzurri come l’acqua, viene subito considerato estraneo, inquietante, di cattivo auspicio. Sándor, il padre patriarca, si vergogna di suo figlio, la cui presenza sembra risvegliare forze oscure e soprannaturali nel visionario zio Imre. Ma l’arrivo di Lajos è solo l’inizio. Segreti, passioni proibite, colpe indicibili e traumi si intrecciano e si tramandano di generazione in generazione per oltre mezzo secolo, dalla fine dell’Impero asburgico al 1957, passando per due guerre mondiali, l’avvento dei totalitarismi, le rivoluzioni, la persecuzione degli ebrei. La Storia entra nelle vite dei protagonisti, le loro vicende private convivono con la violenza del reale: mentre il mondo attorno a loro cambia irrimediabilmente, anche i Lázár sono travolti da tragedie e sconfitte, ma non rinunciano mai a una struggente, incessante ricerca dell’amore.

Malopasso di Marta Lamalfa nelle librerie dall'8 settembre

Malopasso di Marta Lamalfa nelle librerie dall’8 settembre

Dall’autrice de L’isola dove volano le femmine, vincitore, tra gli altri, del Premio Bagutta Opera Prima: uno sguardo unico sul mondo e sulle storie dimenticate, un inno alla libertà nelle sue molteplici forme.

«Faranno una strada fin su al Paese per andarci anche noi bambini».
«E per farli venire qui, dal Paese?»
«No» ha detto lei. «Qui chi ci vuole venire?»

Quello spicchio di terra stretto fra montagna e mare è tutto ciò che hanno gli abitanti della Tonnara. Gli scogli indecisi tra suolo e abisso, l’ulivo storto aggrappato alla pietra contro le onde e il vento, l’immenso orizzonte azzurro da cui spuntano le Eolie e i loro vulcani. Quasi ci si dimentica, lo sguardo carico di tanta bellezza, delle case addossate e misere della Tonnara, il legno umido che si sfalda, le mani come cuoio graffiato, il sangue di pesce che non si lava mai via davvero. Meluzzo cresce qui, lontano dall’esplosione di benessere che sta cambiando il volto dell’Italia dopo le ferite della guerra. Ha dieci anni, l’età in cui i maschi lasciano le madri e la terraferma e vanno a pescare con gli uomini. Lui, però, ha mani ancora piccole come di femmina e passo leggero, e il nonno, ora che suo padre è disperso, sulla barca non ce lo vuole. Ma c’è la sua fervida immaginazione a riempirgli i pensieri, che gli fa scorgere tesori in una bambola rotta, in un brandello di carta stagnola, oggetti sputati dal mare grande, da un altrove vicino eppure lontanissimo. Per l’altrove c’è un unico sentiero, a filo sullo strapiombo, che valica il monte e mena alla civiltà, proibito a tutti i bambini. Il Malopasso. Meluzzo lo ha percorso sempre sulle spalle larghe e ossute di sua madre, e ora vorrebbe affrontarlo con le sue sole forze. Ma quella soglia tra chi va e chi resta, tra infanzia e futuro, sta cambiando più velocemente di lui. Alla Tonnara si sussurra di una strada in costruzione, e sulla spiaggia si aggira un forestiero. Crescere vorrà dire immaginarsi al di là dell’unico mondo che abbiamo mai conosciuto, guardare verso chi, dall’altra parte, ci sta guardando con la stessa fame di vita.

I figli del male di Miodrag Majić nelle librerie dall'8 settembre

I figli del male di Miodrag Majić nelle librerie dall’8 settembre

Dal più celebre scrittore crime dei Balcani, un Legal Thriller ispirato a una storia vera.

Dove i ricordi è meglio cancellarli, nessuno ha più nulla da raccontare
A Belgrado, un uomo viene accusato di aver ucciso un politico influente, membro del parlamento serbo, e l’avvocato di grido Nikola Bobić accetta di difenderlo, pur sapendo che le probabilità di vincere la causa sono molto scarse.La sua ricostruzione dei fatti parte da una moneta d’oro, quella trovata stretta nel pugno della vittima. Da un presente in cui le istituzioni vanno a braccetto con la malavita e tracciare una linea tra buoni e cattivi è davvero difficile, Bobić inizia un viaggio a ritroso sulle tracce della moneta, che lo conduce in un paesino della Bosnia dove nessuno ha più nulla da raccontare perché i ricordi, e i traumi che portano con sé, è meglio cancellarli. Una procuratrice bella e ambiziosa e una giovane giornalista, molto motivata da ragioni che esulano dalla carriera, accompagnano Bobić nella sua ricerca della verità: sullo sfondo di una società ancora alle prese con le ferite della propria storia, davanti alla complessità della natura umana e alle sue ambiguità morali, Bobić proverà sulla propria pelle che, nel sistema segnato da corruzione, tradimento e un’incessante sete di giustizia in cui è costretto ad agire, c’è ancora spazio per gli eroi.

L'aquila e i lupi di Luca Crovi nelle librerie dall'8 settembre

L’aquila e i lupi di Luca Crovi nelle librerie dall’8 settembre

L’aquila e i lupi è una trascinante storia di frontiera, nelle cui pieghe la ragione si misura con la superstizione, la politica con la leggenda e gli uomini con le paure più profonde del loro tempo.
L’inverno è arrivato. Oltre il Danubio, nelle foreste dove la luce fatica a penetrare, le tribù dei Marcomanni si sono sollevate contro Roma. Per fermarle, Marco Aurelio, l’imperatore filosofo destinato a diventare una delle figure più celebri della storia antica, e il suo co-reggente Lucio Vero guidano le legioni verso Aquileia, convinti di affrontare una guerra come tante. Si sbagliano. Nelle terre del Nord si muove qualcosa di antico. Nella notte si odono ululati che non appartengono a nessun animale conosciuto. Pattuglie di soldati scompaiono senza lasciare traccia. I morti vengono ritrovati mutilati ai margini delle foreste. E tra i legionari si diffonde il sussurro di parole che nessuno osa pronunciare. Mentre il nemico si nasconde tra nebbie, paludi e boschi sconfinati, una pestilenza sconosciuta comincia a divorare l’esercito romano. La paura si insinua nei cuori più veloce del contagio. Nemmeno Galeno, il più grande medico del suo tempo, riesce a comprendere l’origine del morbo. Eppure c’è un dettaglio che rende tutto ancora più inquietante: i Marcomanni non sembrano ammalarsi. Tra guerre di confine, villaggi dati alle fiamme, antichi riti di sangue e leggende che affondano le radici nell’oscurità del mondo, due imperatori dovranno affrontare una minaccia che sfida la forza delle legioni e le certezze di Roma. Luca Crovi rilegge le guerre del II secolo d.C. attraverso gli strumenti del racconto contemporaneo, intrecciando il rigore della ricostruzione storica al respiro dell’epica, alla forza del mito, alle suggestioni del fantasy. E così prende forma una geografia narrativa in cui l’Impero romano sembra sconfinare in Westeros. “L’aquila e i lupi” è una trascinante storia di frontiera, nelle cui pieghe la ragione si misura con la superstizione, la politica con la leggenda e gli uomini con le paure più profonde del loro tempo.

Cunti, storie, romanzi. I libri della mia vita di Stefania Auci nelle librerie dall'8 settembre

Cunti, storie, romanzi. I libri della mia vita di Stefania Auci nelle librerie dall’8 settembre

Cunti, storie, romanzi è un pamphlet che offre una prospettiva appassionata sul potere miracoloso delle storie. Parole e viaggi di carta, capaci di attraversare intere generazioni.
Un elogio alla magia della lettura e alla libertà di scegliere la nostra storia, dedicato alle lettrici e ai lettori di oggi e di domani. Una grande stanza, che profuma di carta, piena di scaffali stipati di libri. Ecco il luogo dei sogni per chi ama leggere: una biblioteca. Ed è in una stanza come questa, capace di racchiudere storie e mondi di carta, che una giovane Stefania Auci ha iniziato la sua avventura con il mondo delle parole scritte, che l’hanno poi accompagnata per tutta la vita. In questo suo primo libro per ragazzi (ma non solo!), Stefania Auci racconta la propria formazione di lettrice, che si intreccia indissolubilmente con la geografia degli affetti familiari. Dai cunti siciliani con cui la nonna la incantava da bambina durante l’estate, alle avventure di Topolino, e ancora ai grandi autori come Salgari, Dumas, alle stelle della letteratura inglese come Jane Austen e le sorelle Brontë, senza dimenticare gli autori della nostra letteratura come Pirandello e De Roberto…

Le ore d'oro di Louisa Young nelle librerie dall'8 settembre

Le ore d’oro di Louisa Young nelle librerie dall’8 settembre

Con Le ore d’oro Louisa Young, scrittrice inglese e nipote di Elizabeth Jane Howard, riprende il lavoro della zia dando vita al seguito della saga dei Cazalet.

«Sono felicissima di questo nuovo volume della saga dei Cazalet. Le ore d’oro è una lettura meravigliosa». – Nina Stibbe

«Magnifico: il seguito avvincente ed emozionante di una saga amatissima, nonché un maestoso omaggio a Elizabeth Jane Howard». – Stacey Halls

«Un’impresa ardua, ma Louisa Young ne è uscita trionfante. Le ore d’oro è scritto in modo così splendido e così ricco di sensibilità emotiva che mi ha letteralmente rapito. I Cazalet rivivono». – Elizabeth Buchan
È il Natale del 1962 e, come di consueto, la famiglia Cazalet si riunisce per festeggiare. Poiché l’amata Home Place è stata venduta da tempo, Polly e Gerald hanno messo a disposizione di genitori, fratelli e cugini la loro labirintica dimora, Fakenham Hall. Mentre la vecchia guardia – Hugh, Edward, Rupert e Rachel – se ne sta in disparte e osserva l’Inghilterra di un tempo svanire lentamente, le cugine Louise, Clary e Polly, ormai tutte sulla soglia dei quarant’anni, occupano il centro della scena. Louise è una donna in carriera con una vita sentimentale instabile; Clary si sforza di coniugare il ruolo di madre e m glie con il lavoro da sceneggiatrice; Polly ha finalmente realizzato il sogno di vivere in una grande casa tutta sua. Determinate a emanciparsi dalle convenzioni, le tre donne cercano un nuovo equilibrio tra aspettative sociali e reconditi desideri personali. E poi c’è la nuova generazione, che deve fare i conti con una società sull’orlo di un grande cambiamento: Juliet, la figlia di Zoë e Rupert, è una ragazza bellissima ma molto ingenua e lavora come attrice; Neville, il suo fratellastro, aspira a diventare un regista di successo; e Simon, il fratello di Polly, abita nella piccola comune creata dalla sorella nella campagna del Norfolk ma conduce una doppia vita. Nel nuovo avvincente romanzo di Louisa Young torneremo ad assaporare atmosfere rétro, ritroveremo volti familiari e incontreremo nuovi personaggi mentre l’eredità dei Cazalet continuerà a vivere nel corso dei ruggenti anni Sessanta.

Bloody Black. La vendetta del cuore nero di Rhiannon Hargadon nelle librerie dal 9 settembre

Bloody Black. La vendetta del cuore nero di Rhiannon Hargadon nelle librerie dal 9 settembre

Dopo il brutale tradimento consumatosi durante la sua notte di nozze, la principessa Anne svanisce nel nulla, dimenticata dal regno che era destinata a governare. Anni dopo riemerge dall’Oltretomba non più come principessa, ma come flagello dei mari: meglio conosciuta come Barbanera. Ha creato un equipaggio di sopravvissuti ed è pronta a portare a termine la sua vendetta. Intende trovare gli uomini che hanno complottato contro di lei per restituirgli tutto il dolore subito. Ma quando cattura Robb Maynard, le sue convinzioni vacillano. La vita le ha insegnato che non può fidarsi di nessuno e che tutto ha un prezzo, ma forse vale la pena rischiare un’ultima volta per amore…

I ghostwriter di Dio. La schiavitù e le origini del Nuovo Testamento di Candida Moss nelle librerie dall'11 settembre

I ghostwriter di Dio. La schiavitù e le origini del Nuovo Testamento di Candida Moss nelle librerie dall’11 settembre

Siamo abituati a pensare che il Nuovo Testamento sia opera di pochi uomini illustri: Matteo, Marco, Luca, Giovanni e Paolo, ma la realtà storica è molto diversa. Nel mondo romano, scrivere un libro era un’impresa che dipendeva dal lavoro invisibile di una moltitudine di collaboratori anonimi di origine schiavile. Candida Moss ci conduce nel cuore delle officine scrittorie dell’antichità, mostrando come segretari e amanuensi abbiano fornito un contributo essenziale nella realizzazione dei primi manoscritti dei vangeli: erano loro a produrre la pergamena su cui venivano vergati i testi, a scrivere sotto dettatura e a rifinire le parole degli apostoli, essendo dotati di una cultura letteraria, giuridica e storico-culturale pari a quella dei loro padroni. Senza questi veri e propri coautori dimenticati, il messaggio di Gesù non avrebbe mai raggiunto i confini dell’Impero. Il volume, frutto di una ricerca rigorosa, approfondisce il ruolo degli schiavi nella diffusione del cristianesimo, nello sviluppo di concetti fondamentali della dottrina cristiana e nella stesura della Bibbia, ribaltando la nostra visione delle origini cristiane e restituendo il giusto posto nella storia a chi, pur in catene, ha contribuito a formare la civiltà occidentale.

Cenerentola nel paese delle nevi. Fiaba tibetana a cura di Carla Gianotti nelle librerie dall'11 settembre

Cenerentola nel paese delle nevi. Fiaba tibetana a cura di Carla Gianotti nelle librerie dall’11 settembre

Una scarpa di lana perduta in un torrente, un re innamorato di una ragazza meravigliosa, demonesse malevole e animali straordinari… la struttura è quella di sempre, eppure tutto si svolge in Tibet. Perché la storia di Cenerentola non appartiene solo all’Occidente. Ne conosciamo centinaia di versioni dall’Europa all’Estremo Oriente, dall’Africa alle Americhe, ma l’antica versione tibetana è rimasta a lungo pressoché sconosciuta agli stessi specialisti del folklore. Il volume colma questa lacuna traducendo per la prima volta la Cenerentola tibetana direttamente dal testo originale. A corredo della traduzione, vengono offerte due chiavi di lettura della fiaba – l’una di carattere tibetologico, l’altra relativa alla psicologia del profondo – che ne esplorano i vari livelli di significato.

Pillola rossa o loggia nera? Messaggi gnostici nel cinema tra Matrix, Stranger Things e Twin Peaks di Paolo Riberi nelle librerie dall'11 settembre

Pillola rossa o loggia nera? Messaggi gnostici nel cinema tra Matrix, Stranger Things e Twin Peaks di Paolo Riberi nelle librerie dall’11 settembre

Esiste un rapporto fra gli antichi vangeli apocrifi, la saga cinematografica di Matrix e alcune tra le più conosciute serie tv di ogni tempo, come Stranger Things e Twin Peaks? Secondo Paolo Riberi, per capire a fondo il significato di molti dei film più amati della nostra epoca – come Mulholland Drive, Fight Club, The Truman Show, Donnie Darko, Ghost in the Shell, fino al fenomeno culturale Backrooms – bisogna tornare indietro di quasi due millenni, quando la gnosi si formò come via non ortodossa ed esoterica alla conoscenza e alla verità, in alternativa alla dottrina religiosa della Chiesa e al pensiero filosofico della classicità greco-romana. Ragionando sui tratti salienti di vari saperi esoterici – in primo luogo la concezione del mondo in cui viviamo come un’illusione, una prigione virtuale a guardia della quale vi è la figura di un Demiurgo –, il libro inquadra la gnosi, l’alchimia e la Qabbalah nel racconto più ampio della cultura pop che caratterizza la postmodernità, al cui interno il cinema e, sempre più, le serie televisive hanno un ruolo fortemente innovativo. Analizzando sceneggiature, personaggi e ambientazioni di opere cult, con particolare attenzione al genio visionario di David Lynch, Riberi delinea un affresco culturale e spirituale ricco di suggestioni e influenze, tra fantascienza, spiritualità ed enigmi variamente assortiti.

Mal'ombra. La via della stregoneria italiana di Andrea Bocchi Modrone nelle librerie dal 14 settembre

Mal’ombra. La via della stregoneria italiana di Andrea Bocchi Modrone nelle librerie dal 14 settembre

In questo libro la stregoneria italiana rivela uno dei suoi tratti più radicali: l’invisibile non è soltanto ciò che spaventa, ma ciò che può essere governato, a patto di rispettarne la gerarchia, le soglie e le regole spesso terribili che lo regolano. Nella stregoneria italiana tradizionale non esiste una frattura netta tra magia “buona” e magia “cattiva”, né una separazione moderna tra superstizione e religione, quanto piuttosto una tensione costante nei modi di rapportarsi al sacro, all’oscuro e alla responsabilità morale dell’atto magico. Questi possono essere descritti come lavorare con le Mal’ombre, in una modalità pre-cristiana, pre-morale, e per questo più temuta e più raramente dichiarata. È il luogo della stregoneria nuda, dove il prezzo dell’azione è noto e accettato. Il libro contiene un’estesa raccolta di rituali magici che tramanda e mantiene viva l’antica tradizione italiana.

Le pittrici proibite di Marina Innorta nelle librerie dal 14 settembre

Le pittrici proibite di Marina Innorta nelle librerie dal 14 settembre

Bologna, 1630. Mentre la peste chiude le porte della città, Ginevra scopre nei colori una vocazione che il suo tempo non concede alle donne. Tra gli studi dei grandi maestri e l’amicizia preziosa con la nobile Clemenza, la sua strada si intreccia con quella di Elisabetta Sirani, prodigio della pittura, destinata a infrangere ogni regola. Due pittrici, un solo destino possibile: sfidare le convenzioni sociali o non dipingere affatto.

Il gatto del giardiniere di Thomas Schlesser nelle librerie dal 15 settembre

Il gatto del giardiniere di Thomas Schlesser nelle librerie dal 15 settembre

Grazie alle parole dei grandi poeti, il giardiniere (e il lettore con lui) scoprirà la forza delle emozioni e la capacità dei versi, antichi e moderni, di curare ferite e aprire nuovi orizzonti.
In una tranquilla cittadina della Provenza lavora Louis, un giardiniere molto taciturno che vive con il suo gatto. Tutti lo conoscono non solo per quel suo atteggiamento tanto schivo e sfuggente che non passa certo inosservato, ma anche perché è un abile lavoratore che sembra sempre conoscere il modo migliore per potare una rosa, abbassare una siepe, o mettere a dimora un giovane albero. Quando Thalie, insegnante di Lettere in pensione, arriva in città con il compagno, si trasferisce in una casa deliziosa in tutto, a eccezione del terreno circostante, distrutto da un recente e violento temporale. Per porvi rimedio, la donna contatta il giardiniere. Sin dal primo incontro, c’è qualcosa nel silenzio di Louis che colpisce Thalie al cuore… l’eco di un dolore che risuona anche nella sua anima. Osservandolo, intuisce la solitudine dell’uomo e il peso della sua sofferenza e decide di provare ad aiutarlo. Spinta da compassione genuina e salda fiducia nei propri mezzi, Thalie inizia a recitargli delle poesie, quelle che più ha amato e che più l’hanno aiutata a capire qualcosa di nuovo del mondo che la circonda. Dapprima pochi versi, pronunciati in modo quasi distratto, mentre lui cura il giardino. Ma poi, giorno dopo giorno, intere opere che – ne è convinta – sanno parlare alle orecchie di chi sa ascoltarle. Ha così inizio un viaggio intenso ed emozionante attraverso l’intera storia della poesia, dagli aedi dell’antichità fino ai cantori del Novecento. E quando il dolore tornerà a insinuarsi nella fortezza che l’uomo ha costruito attorno a sé, sarà la poesia a offrire balsamo, consolazione e compagnia.

Madonna di rabbia di Simona Vinci nelle librerie dal 15 settembre

Madonna di rabbia di Simona Vinci nelle librerie dal 15 settembre

«Considera se è una madre adatta, questa, che desidera separarsi, allontanarsi, invece che fondersi e, abbracciata, abbracciare»
Partorire è dividere un corpo da un altro corpo, una violenza che non si chiude mai del tutto. Il desiderio di mantenere una fusione assoluta si contrappone a quello di sparire per sempre. “Madonna di rabbia” è un romanzo che entra in questa ferita aperta, la più antica e la più fatale della specie umana. Soltanto la verità della letteratura, nel suo miscuglio di osceno e sublime, può raccontare quel «regno della follia d’amore» che è la maternità. Lei si chiama Eva, è single e ha una figlia di nove anni, Agata, una bambina difficile; ma in fondo non lo sono tutti i bambini? A volte Eva non riconosce più il confine tra il proprio corpo e quello di Agata. Da un lato soffre l’attaccamento della piccola, dall’altro non accetta che esista separata da lei dopo essere stata per mesi nel suo ventre. Dentro un quaderno raccoglie le storie delle sue «sorelle»: le altre madri che non ce l’hanno fatta, che volevano tradire, abbandonare, e che in certi casi sono scappate via per davvero. Le madri inadatte, come Sylvia Plath, Muriel Spark, Doris Lessing, Nina Simone. Come lei. A scalfire la simbiosi tra Eva e sua figlia sarà l’anziana vicina di casa, la custode di un parco inaccessibile. Ha lunghi capelli grigi, un’aria riservata e severa che tuttavia, con la bambina, si addolcisce. Agata ne è attratta perché la donna le restituisce il calore di una famiglia e, al tempo stesso, le apre le porte di quel giardino incantato che nasconde, e svela, un antico segreto.

W. di Tiemen Hiemstra nelle librerie dal 15 settembre

W. di Tiemen Hiemstra nelle librerie dal 15 settembre

Quello che più colpisce in questo romanzo d’esordio di Tiemen Hiemstra è la sua capacità di raccontare l’ebbrezza e i pericoli di un’amicizia simbiotica con una sobrietà, una combinazione di crudeltà e tenerezza che difficilmente si potranno dimenticare.
La sensazione è quella di una scarica elettrica, una vorticosa corrente che stabilisce un legame improvviso, un reciproco riconoscimento e una complementarità perfetta. È l’inspiegabile reazione che si produce quando Olaf e W. si incontrano. W. è volitivo, inquieto, e il suo humour surreale lo ha reso famoso in tutta la scuola; la gentilezza è l’unico talento che Olaf si attribuisca. W. osa e sperimenta, Olaf lo segue. Li unisce una volontà di scoperta, un «progetto di ricerca sulla vita» che – ne sono convinti – solo insieme potranno realizzare. Poi Olaf si trasferisce da Groningen ad Anversa per studiare filosofia, mentre W. asseconda la sua irrequietezza: viaggia, esplora, si perde, ritorna. Ma quell’amicizia istantanea e misteriosa resta un centro di gravità, il nodo dei loro rapporti con il mondo: inclusi quelli con Hilde, la ragazza di Olaf che trasformerà il duo in un trio altrettanto indissolubile. Fino al giorno in cui W. scompare improvvisamente, senza una parola, lasciando dietro di sé solo un file, intrico di testi, immagini, haiku, e dei meme pubblicati in rete. Forse un invito, rivolto a Olaf, a braccare le sue tracce digitali e a ricomporre la sua immagine. O un’esortazione a proseguire da solo la ricerca. O ancora – come suggerisce l’epilogo perturbante di questo romanzo di formazione, concentrato nell’arco di tredici giorni – un ammonimento: «noi pensiamo di chiudere con il passato ma il passato non chiude con noi».

La piccola cameriera di Berenice Pichat nelle librerie dal 15 settembre

La piccola cameriera di Berenice Pichat nelle librerie dal 15 settembre

Nella Parigi del primo dopoguerra, una giovane domestica entra nella casa di un reduce mutilato e di sua moglie, incrinandone gli equilibri.
Prima dell’alba, quando Parigi è ancora immersa nel sonno, una giovane domestica attraversa il freddo con la disciplina silenziosa che scandisce le sue giornate. Entra nelle case degli altri come un’ombra necessaria e invisibile, destinata a servire senza lasciare traccia. Eppure, sotto l’obbedienza dei gesti e il peso delle gerarchie sociali, custodisce un tumulto segreto: una memoria ferita, un dolore senza voce, un ostinato desiderio di dignità. Nella casa dei Daniel, dove il tempo sembra essersi cristallizzato attorno a un reduce mutilato dalla Grande Guerra e a sua moglie, prigioniera di una fedeltà che ha il volto della rinuncia, la presenza discreta della ragazza finisce per incrinare l’ordine immobile dell’abitudine. Tra loro si crea un legame oscuro, tessuto di paura, compassione, vergogna e reciproco riconoscimento. È nello spazio fragile e quasi impercettibile di questo incontro che il romanzo dispiega la sua forza: non nel clamore degli eventi, ma nella lenta rivelazione di ciò che la sofferenza infligge agli esseri umani e della bellezza che, malgrado tutto, continua a resistere. C’è una rara alchimia in questo romanzo di Bérénice Pichat: una trama costruita con grande maestria, in cui la tensione è palpabile a ogni pagina; una scrittura originale, capace di dare forma alla concretezza del quotidiano quanto al tremore dell’indicibile; scene di grande intensità che dischiudono la possibilità fragile, inattesa e quasi scandalosa di una vicinanza tra vite che il mondo vorrebbe irrimediabilmente separate.

Quando Pinocchio non c'era a cura di Antonio Manzini nelle librerie dal 15 settembre

Quando Pinocchio non c’era a cura di Antonio Manzini nelle librerie dal 15 settembre

«C’era una volta… “Un re!”, diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno. Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo di catasta, di quelli che d’inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e riscaldare le stanze». È questo, probabilmente, l’incipit più celebre di tutta la nostra letteratura. Ma prima del pezzo di legno, prima di quel C’era una volta, cosa facevano il Gatto e la Volpe? E Mastro Geppetto? Chi era davvero Mangiafoco? E il Grillo Parlante, prima di incontrare Pinocchio, a chi dava i suoi saggi consigli? Questa raccolta di racconti esplora e riscrive le vite di otto personaggi, protagonisti e non, di Le avventure di Pinocchio prima del loro incontro con il burattino. Sono racconti poetici e commoventi, esilaranti e malinconici, che si fermano alla soglia del romanzo collodiano, poco prima dell’ingresso in scena di Pinocchio, e che ci restituiscono la fecondità del testo e la ricchezza dell’esperienza umana. Curata da Antonio Manzini – che firma il racconto sul Gatto e la Volpe –, l’antologia accoglie tra le sue pagine autori e autrici formidabili: Valeria Parrella si interroga sul passato del Grillo Parlante; Fabio Stassi torna a raccontare Mastro Geppetto; Melania Mazzucco è alle prese con la commovente storia della Fatina dai Capelli Turchini; il personaggio di Lucignolo è invece affidato alla penna di Maurizio Maggiani, mentre le vicende di Mangiafoco alla prosa pirotecnica di Remo Rapino; Beatrice Masini si concentra su uno dei personaggi più spaventosi dell’avventura collodiana, il terribile Pescecane; infine Gessica Franco Carlevero si cimenta con le vicende di Mastro Ciliegia, il primo personaggio a notare qualcosa di strano in quel ciocco di legno.

La giornalista ribelle di Mathilde Bonetti nelle librerie dal 15 settembre

La giornalista ribelle di Mathilde Bonetti nelle librerie dal 15 settembre

Padova, 1868. Nei salotti eleganti di una città ancora attraversata dai fermenti post-unitari, Eva Faré, giovane donna dell’alta borghesia, si muove con grazia impeccabile, ma dentro di sé avverte il peso di una gabbia invisibile. A soffocarla non è soltanto il duro corsetto dell’etichetta ma l’ombra del padre Dagoberto, rigido custode dei valori del passato, che ha già deciso il suo futuro: un matrimonio d’interesse con il nobile Nicola Carraresi. Mentre la società pretende da lei obbedienza e silenzio, Eva, grande lettrice, coltiva in segreto la passione per la scrittura. Sarà l’incontro con Gualberta Alaide Beccari, fondatrice del periodico «La Donna», a cambiare per sempre la sua esistenza. Quando il padre le proibisce di frequentarla e di scrivere, infatti, Eva lascia la casa paterna abbandonando ogni agio e cerca rifugio nella redazione del giornale. Ma diventare giornalista significa riuscire a guardare dove gli altri distolgono lo sguardo, dare voce alle donne che nessuno ascolta e raccontare una realtà più dura, ma anche più autentica. Significa anche, per una donna, affrontare i pregiudizi dei colleghi uomini, che non le risparmiano diffidenza, ostilità e critiche. Così, nel ruolo d’inviata, tra strade affollate, appostamenti e rivolte popolari, Eva imparerà quanto sia pericoloso raccontare la verità, nel tentativo di dimostrare che l’indipendenza femminile non è un sogno irraggiungibile, ma una conquista fatta di istruzione, coraggio e impegno. Perché la libertà non è un dono: è una scelta da difendere, anche quando il prezzo è altissimo.

Miss Austen e il manoscritto scandaloso di Giovanna Zucca nelle librerie dal 15 settembre

Miss Austen e il manoscritto scandaloso di Giovanna Zucca nelle librerie dal 15 settembre

Dopo Il segreto di Miss Austen, Giovanna Zucca ci regala un nuovo immaginifico ritratto della scrittrice inglese, unendo la precisione del contesto storico a una narrazione vibrante e carica di suspense.

«Cassandra, asciugandosi gli occhi, concluse: «In verità, lo scandalo non dovrebbe essere nei contenuti, ma nello stile, o meglio, nella sua completa assenza. Come hanno potuto attribuire quel manoscritto a te, Jane? Tu non scriveresti mai una cosa simile».
Jane inclinò il capo con innocente compostezza.
«Oh! Lo avrei scritto», disse, «ma con parole migliori».

Londra, 1813. Dopo la pubblicazione di Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen si reca in visita dal fratello Henry e dall’arguta cognata Eliza. Tra ricevimenti mondani, convegni letterari e passeggiate nel parco, Miss Austen viene coinvolta suo malgrado nel pettegolezzo più chiacchierato del momento. Un manoscritto anonimo, audace e pericolosamente brillante, circola nei ritrovi della buona società e somiglia in modo impressionante ai suoi romanzi: troppo arguto per essere una casualità, troppo moderno per essere innocuo. Complice il cronista mondano Lord Redgrave, maestro nell’arte di insinuare, le voci sull’identità del suo autore si moltiplicano di giorno in giorno. Mentre i salotti cittadini si accendono di curiosità e le reputazioni tremano, al centro della tempesta si muove Octavia Langford, giovane protetta della scrittrice Helena Fairleigh, intelligente, innamorata, libera, decisamente troppo per i gusti di molti. Octavia non desidera soltanto amare, ma anche cambiare le regole del gioco. Il suo cuore ha scelto Thomas Wentham, scapolo ambito e indomabile, impossibile da avere sotto ogni punto di vista: rango, convenienza, buonsenso. Per le vie della capitale, Jane studia attenta le mille sfumature dell’ambiente londinese, mentre il mistero del manoscritto scandaloso si intreccia a una domanda ben più pericolosa: cosa accade quando una donna non si limita a essere l’eroina di una storia, ma decide di scriverla da sé? In una società che parla, sparla e giudica, i libri diventano un mezzo privilegiato per svelare i segreti del cuore e l’inafferrabile, rivoluzionaria forza della verità.

Mia signora di pietra e vento di Katia Tenti nelle librerie dal 15 settembre

Mia signora di pietra e vento di Katia Tenti nelle librerie dal 15 settembre

«Diranno che, quando è nata, sua madre ha distolto lo sguardo. Diranno che è selvatica, che è brutta, che ha il veleno nella lingua e che stritola la gente con braccia forti come il ferro dei migliori fabbri di corte. Ma tu a questo non devi credere. Margarete è bellissima. Lo è da bambina e lo sarà da adulta, quando diventerà una contessa pronta a governare il suo popolo.»

«In Katia Tenti convivono e il respiro profondo della Storia e l’andamento fluido ed elegante del buon narrare, così come coesistono completandosi verità documentale e immaginazione». – Il Foglio
Dalle mura del castello, le falde della gonna gonfie del vento gelido, Margarete guarda dinnanzi a sé i possedimenti della sua famiglia. Lo chiamano la Bella Terra, il suo Tirolo, e da quell’altezza può abbracciarne la magnificenza: la montagna, madre protettrice; i valichi erbosi; le aquile in cielo, come quella sul loro stemma, rosso sangue in campo bianco. Margarete è solo una bambina, ma a pochi passi da lì, nella Sala dei Cavalieri, il padre ha già deciso il suo destino. Unica erede di un casato strategico nell’equilibrio dell’Europa del Trecento, il suo matrimonio è affare di Stato, la sua felicità qualcosa da sacrificare. Margarete tuttavia non si piegherà alla legge degli uomini, si ribellerà a un marito crudele e inetto, oserà sfidare l’autorità del Pontefice e i potentissimi Asburgo. Settecento anni dopo, l’antropologa Arianna Miele deve curare una mostra dedicata a quella figura misteriosa, di cui è sopravvissuto solo il poco lusinghiero soprannome: Maultasch, Boccalarga. Riscoprire la verità storica dietro il discredito di secoli è il suo compito. Ricostruire la lotta di quella donna sola in un mondo di uomini equivale a onorare un debito verso sé stessa. C’è anche un editto firmato da Margarete – la cui autenticità è da comprovare – che decreterebbe l’inviolabilità del corpo delle sue suddite. Per Arianna quell’antico documento è l’opportunità professionale della vita, l’occasione di offrire stabilità a sua figlia che sta crescendo senza un padre. Ma non dovrà lasciarsi condizionare dai suoi desideri né da quelli di chi vorrebbe fare dell’ultima Contessa di Tirolo-Gorizia un simbolo di battaglie che non furono le sue. A indicarle la strada sarà proprio colei che, come le sue aquile, non ebbe paura di volare fino al sole. Diranno che, quando è nata, sua madre ha distolto lo sguardo.

Parla Zarathustra. Chi sei, cosa sei e perché sei in questo mondo di Kader Abdolah nelle librerie dal 16 settembre

Parla Zarathustra. Chi sei, cosa sei e perché sei in questo mondo di Kader Abdolah nelle librerie dal 16 settembre

C’è chi dice che Zarathustra sia il primo uomo mai nato, chi che fosse già antico di millenni ai tempi di Aristotele, chi ha provato a segnare le sue date di nascita e morte sul calendario della Storia: 25 febbraio 1768 a.C. – 24 gennaio 1691 a.C. Poco importa per Kader Abdolah: dove non arriva la scienza, interviene la letteratura, con le sue licenze e la sua immaginazione. Così, in bilico tra il mito, la fiaba e la biografia, racconta del profeta nato dal popolo delle steppe che per primo parlò di un solo dio onnipotente e della battaglia tra il Bene e il Male, quella tra Ahura Mazda e il satanico Ahriman. Lui, che ingannò il villaggio di Zarathustra alla sua nascita, mettendo in giro voci cattive sulla madre e il neonato; che ingannò i primi re che sentirono il messaggio del nuovo profeta; che cercò persino di ucciderlo quando era in fasce dando fuoco alla sua culla. Ma Zarathustra era destinato a cambiare il mondo, a propagare il suo messaggio: «Buoni pensieri, buone parole, buone azioni.» Non aveva penne e pergamene, ma scrisse sulla sabbia delle rive del fiume Daitiya e i suoi insegnamenti furono raccolti nelle Gatha, i testi lirici alla base della religione zoroastriana. Prendendo spunto da quei testi e rielaborandoli personalmente, rileggendo Nietzsche e il grande poeta medievale Ferdowsi, scavando nella mitologia persiana e nell’archeologia indoeuropea, lo scrittore migrante Kader Abdolah racconta la storia fondativa della sua cultura: quella degli indoeuropei, arcieri e cacciatori a cavallo, migrati dal gelo arido delle steppe al verde delle pianure persiane, alla ricerca di una vita migliore.

Angel down di Daniel Kraus nelle librerie dal 16 settembre

Angel down di Daniel Kraus nelle librerie dal 16 settembre

Libro vincitore del Premio Pulitzer 2026
Tra i 5 migliori romanzi del 2025 per il New York Times.

Angel Down trascina il lettore nel cuore della Prima guerra mondiale e intreccia un racconto corale di sopravvivenza, meraviglia soprannaturale e conflitto morale.

«Un nuovo classico, un esempio di speculative fiction ai massimi livelli. Misterioso e colmo di grazia, si snoda, schiva e muta per pagine vertiginose, intrise di sangue, sbalorditive». – The New York Times
Il soldato semplice Cyril Bagger è riuscito a sopravvivere agli indicibili orrori della Grande Guerra grazie al suo ingegno e all’inganno. Ma il suo istinto di sopravvivenza viene messo definitivamente alla prova quando lui e altri quattro soldati ricevono una missione mortale: avventurarsi nella pericolosa No Man’s Land per praticare l’eutanasia a un commilitone ferito. Ciò che trovano sul campo di battaglia devastato, però, non è un uomo bisognoso di misericordia, bensì un angelo caduto, apparentemente abbattuto dal fuoco dell’artiglieria. Questo essere celestiale potrebbe custodire la chiave per porre fine alla brutale guerra, ma solo se i soldati sapranno soffocare i propri desideri individuali e collaborare. Mentre gelosia, avidità e paranoia prendono il sopravvento, il gruppo viene lacerato dai propri demoni interiori, minacciando di trasformare l’incontro angelico in una discesa all’inferno.

La marcia di Mina di Yoko Ogawa nelle librerie dal 18 settembre

La marcia di Mina di Yoko Ogawa nelle librerie dal 18 settembre

La marcia di Mina è un romanzo sulla fragilità del tempo e sulla tenacia della memoria. Con una scrittura delicata, limpida e nostalgica, Yoko Ogawa ci regala un ritratto di quel momento preciso della nostra giovinezza in cui convivono la meraviglia e il dolore: un istante luminoso e fuggevole come la scintilla di un fiammifero.
Nella primavera del 1972, la dodicenne Tomoko sale su un treno diretto ad Ashiya per trascorrere un anno a casa degli zii. Ad accoglierla trova una villa monumentale all’ombra del cimitero di un vecchio zoo e, dietro i suoi cancelli, un ippopotamo nano di nome Pochiko e una famiglia sconclusionata, in cui ogni membro custodisce una bizzarra ossessione: c’è la zia, che beve whisky mentre cerca con attenzione maniacale refusi su qualsiasi testo le capiti sottomano; c’è nonna Rosa, che porta con sé il ricordo di una Germania spezzata; c’è lo zio, che guida una lussuosa Mercedes e scompare per lunghi periodi, per poi tornare all’improvviso e riparare gli oggetti guasti che si accumulano sulla sua scrivania; infine, c’è la signora Yoneda, la governante con la passione per i concorsi a premi, severa ma dal cuore tenero. La vera anima della casa è però la piccola Mina: undici anni, una salute precaria, ma un’intelligenza e una fantasia sconfinate. Mina va a scuola in groppa a Pochiko, è l’addetta indiscussa all’accensione dei fuochi e custodisce sotto il letto una collezione di scatole di fiammiferi illustrate sulle quali inventa storie meravigliose che confida solo a Tomoko. In quel breve, intensissimo anno – scandito dai viaggi in biblioteca e dalle ore passate a seguire con trepidazione il cammino della nazionale giapponese alle Olimpiadi di Monaco – le due bambine stringono un legame simbiotico: se Mina ha bisogno di Tomoko per esplorare il mondo esterno, Tomoko imparerà grazie allo spirito brillante di Mina ad affacciarsi all’età adulta.

La bolla dell'intelligenza artificiale. Tecnologia, euforia e realtà di Stefano Quintarelli nelle librerie dal 18 settembre

La bolla dell’intelligenza artificiale. Tecnologia, euforia e realtà di Stefano Quintarelli nelle librerie dal 18 settembre

Cos’è l’Intelligenza artificiale? Ne abbiamo sentito parlare soprattutto per le sue implicazioni tecniche e filosofiche, ma poco sappiamo ancora del suo utilizzo a livello economico e persino geopolitico. Le tecnologie come ChatGPT, Claude, Grok sono ormai parte integrante delle nostre vite, basti vedere come persino i classici motori di ricerca hanno visto un calo vertiginoso degli accessi per le ricerche degli utenti. Questo significa che utilizziamo sempre più massicciamente l’Intelligenza artificiale per le questioni più disparate, professionali, ma talvolta, anche personali. Il fatto è che queste tecnologie sono utili, ma sono anche – probabilmente – la causa della prossima ventura bolle finanziaria e successivo crollo. Inoltre, sono il terreno di scontro immateriale della politica mondiale, sia a livello giuridico (con l’Europa) sia a livello pragmaticamente strategico (con la Cina). Stefano Quintarelli, insieme a Emil Abirascid discute in questo libro una tesi affascinante, e ci presenta una fotografia e uno scenario futuribile, di ciò che ci aspetta.

La grammatica della menzogna di Raffaella Scarpa nelle librerie dal 18 settembre

La grammatica della menzogna di Raffaella Scarpa nelle librerie dal 18 settembre

Perché si mente? Non per tradire la realtà, ma per renderla compatibile con il proprio limite di accettabilità. Mentiamo ogni volta che la verità produrrebbe una perdita, una frattura o un danno. La menzogna si esprime nella sua forma piena solo nel linguaggio, là dove il falso diventa verificabile: omissioni, attenuazioni, riformulazioni e costruzioni alternative si rivelano modalità regolari con cui il soggetto interviene sul reale. Le manifestazioni extralinguistiche possono solo ampliare il fenomeno. Il falso, dunque, non sostituisce il vero per negarlo, ma per correggerne gli effetti. Da ciò deriva la tesi centrale del volume: la menzogna è, in fondo, una tecnica di sopravvivenza, adottata per impedire che la verità produca ciò che il soggetto non è in grado di sostenere. L’autrice ne offre conferma grazie all’analisi di un ampio corpus di testi mendaci eterogenei che si costituiscono a vario titolo intorno a una finzione – false testimonianze, deliri, simulazioni, giochi di ruolo –, esaminati non per la loro natura deviante, ma per la capacità di rendere visibili operazioni di costruzione del falso. In essi ricorrono sempre le stesse procedure: riduzione di ciò che eccede, sostituzione di ciò che manca, costruzione di ciò che avrebbe potuto essere, deviazione da ciò che danneggerebbe. Il libro sposta così il fuoco dall’inganno alla necessità: la menzogna emerge come modalità fondamentale attraverso cui il soggetto rimodula il reale per conformarlo a ciò che avrebbe potuto o dovuto essere, l’estremo strumento che il linguaggio fornisce quando la verità, da sola, non basta.

C’era una volta il duello di Riccardo Rubino nelle librerie dal 18 settembre

C’era una volta il duello di Riccardo Rubino nelle librerie dal 18 settembre

Cosa spinge due bambini a trasformare un paio di rami secchi in spade letali in un pomeriggio al parco? E perché un poeta raffinato come Puškin o un genio matematico come Galois hanno scelto di giocarsi la vita davanti alla canna gelata di una pistola? Questo libro entra dietro le quinte di un’ossessione che ha attraversato i secoli sfidando leggi, religioni e buon senso: la necessità di regolare i conti con il sangue. Voltando pagina sarete trascinati in una cavalcata vertiginosa dai boschetti di betulle della Russia ottocentesca alle albe uggiose di Villa Borghese, tra personaggi estremi e situazioni al limite dell’assurdo. Incontrerete nobildonne che si lanciano il guanto di sfida per un commento di troppo all’ ora del tè e scienziati che perdono il naso per un errore di calcolo. Vedrete gentiluomini pronti a salire su un pallone aerostatico per spararsi ad alta quota con spingarde caricate a pallettoni e assisterete a scontri musicali dove l’ unica arma è una tastiera di pianoforte suonata fino allo sfinimento. Con una prosa elettrica che cita Tarantino e Omero, brocardi latini e rime feroci da gangsta rap, vi troverete immersi in una biografia non autorizzata dell’eterna lotta tra diritto e violenza che si legge come un romanzo d’appendice. Scoprirete così che il duello non è un cimelio del passato, ma l’abito galante con cui ancora vestiamo le liti. Perché nel mondo civilizzato e cruelty-free in cui viviamo, il diritto ha disarmato le mani ma non l’istinto. Volete la verità? Siamo tutti a un solo insulto di distanza dal tirare fuori la sciabola.

Giuseppina dell'Albergo dei Poveri di Carla Isernia nelle librerie dal 22 settembre

Giuseppina dell’Albergo dei Poveri di Carla Isernia nelle librerie dal 22 settembre

A Napoli, nell’Ottocento, la miseria è una colpa. E il Reale Albergo dei Poveri è il luogo in cui si sconta. Un palazzo smisurato, un colosso di pietra che domina la città: al suo interno, miserabili, anziani, donne perdute e orfani vengono accolti per misericordia. Lavorano, obbediscono, tacciono. Eppure Giuseppina ha scelto di entrarci. Si è ribellata al matrimonio imposto dalla famiglia, a un destino già scritto nel buio di un basso dei Vergini, e ha seguito lì l’uomo che ama. Il prezzo di quella scelta è l’acqua gelida dei lavatoi: i panni degli altri da pulire, una quotidianità scandita da regole spietate, cui si sopravvive solo grazie alla solidarietà ostinata delle altre lavandaie. Poi una tragedia improvvisa la lascia sola con i suoi figli. E Giuseppina dovrà fare un’altra scelta, ancora più difficile: abbassare lo sguardo, rimanere in silenzio, per poter continuare a sperare in un futuro lontano dall’Albergo, un futuro fatto di luce, di respiri, di quel mare intravisto una sola volta da bambina, e che da allora è diventato la misura di tutto ciò che le è stato negato. È Giuseppina stessa a raccontarci la sua storia, con una voce che mescola italiano e dialetto, rabbia e tenerezza, ironia e dolore. Una voce che dà corpo e anima a tutte le donne che l’Albergo ha inghiottito senza lasciare traccia. E che ci ricorda quanto sia antico il silenzio imposto a chi nasce senza potere, e quanto coraggio ci voglia, ancora oggi, per romperlo.

Le riforestatrici di Gabrielle Filteau-Chiba nelle librerie dal 23 settembre

Le riforestatrici di Gabrielle Filteau-Chiba nelle librerie dal 23 settembre

Un mondo in cui l’apocalisse climatica è già avvenuta, una dittatura che controlla le nascite, un microchip sottopelle a ogni cittadino: questa è l’unica realtà che la quindicenne Thalie conosce, la vita di città che condivide con il padre. La madre, Sandrine, è tanto misteriosa quanto affascinante: quasi sempre assente, è una riforestatrice e tutti gli anni parte per il Nord per ripiantare alberi nei terreni desertificati dagli incendi. Finché un’estate Thalie ha l’occasione di seguirla, scoprendo una comunità di donne segnate da un passato doloroso, ma unite da una sorellanza incrollabile: Fäy, Miranda, Samaya, Raquel, Sandrine stessa, che insieme hanno scelto di servire la natura, in aperta ribellione contro uno stato opprimente, ognuna reinventandosi dopo il crollo del mondo di prima. In una quotidianità scandita da riti arcaici e cicli lunari, dove c’è chi custodisce una biblioteca di libri proibiti, chi cura i frutteti, chi raccoglie erbe medicinali, Thalie scopre una vita più libera, l’amore, il richiamo della natura. E spera di non dover più tornare in città. Ma come si trasforma una ribellione in rivoluzione? È la domanda che da vent’anni si pongono Sandrine e le altre. Come radici, le vicende dei personaggi di questa storia si intrecciano nei decenni portando alla luce una rete di traumi sepolti, genealogie nascoste, sacrifici e scelte coraggiose. Gabrielle Filteau-Chiba costruisce un romanzo corale ecofemminista che in un crescendo di tensione abbraccia tre generazioni di donne impegnate in un’unica battaglia: per difendere l’ambiente e rivendicare la loro libertà, nel corpo e nel pensiero.

Sciamani: la cultura visiva dell'animismo, della guarigione e dei viaggi in altri piani di esistenza a cura di Max Carocci nelle librerie dal 23 settembre

Sciamani: la cultura visiva dell’animismo, della guarigione e dei viaggi in altri piani di esistenza a cura di Max Carocci nelle librerie dal 23 settembre

Un’analisi visivamente avvincente e panoramica dell’eclettica cultura dello sciamanesimo. Entrare in stati di trance, guarire corpo e anima, invocare animali come guide spirituali e viaggiare in regni incorporei: queste abilità sono state centrali per lo sciamanesimo per millenni e in gran parte del mondo, dagli sciamani Evenki dell’Asia settentrionale e centrale ai neo-sciamani contemporanei dell’Occidente. Unisciti all’antropologo culturale e sociale Max Carocci mentre esplora una variegata gamma di manufatti e immagini sciamaniche, decodificandone il simbolismo e spiegandone le straordinarie pratiche rituali. Ammira gli ornamenti del mantello di uno sciamano siberiano; esamina l’arte rupestre preistorica che raffigura mistiche trasformazioni di sciamani in animali; e scopri le piante psicotrope che aprono la nostra mente a viaggi interdimensionali di guarigione e saggezza. Carocci chiarisce i molteplici significati codificati nelle forme, nei colori e negli scopi delle immagini e degli oggetti sciamanici, dipingendo un quadro vivido e approfondito delle culture sciamaniche passate e presenti.

La regina dei mari di Alexandra Lapierre nelle librerie dal 23 settembre

La regina dei mari di Alexandra Lapierre nelle librerie dal 23 settembre

Lima, 1595. Al porto tutto è pronto. Il governatore spagnolo Don Álvaro de Mendaña sta per salire a bordo del suo galeone, il San Jerónimo. Al suo fianco, l’adorata moglie Isabel Barreto, discendente di una grande famiglia di navigatori. È trascorso un secolo da quando Cristoforo Colombo ha oltrepassato i confini del mondo conosciuto, segnando l’inizio dell’epoca dei conquistadores. Don Álvaro ha un piano altrettanto ambizioso: raggiungere le sponde del quinto continente, l’Australia Incognita. Oltre alla sua dote, Isabel mette al servizio dell’impresa intelligenza e temerarietà, ma non sa ancora che con quel viaggio diventerà la prima donna nella storia a capo di un’intera flotta navale. La traversata in mare però si rivela subito difficoltosa, tra conflitti nell’equipaggio e scontri sanguinosi con gli indigeni nelle terre colonizzate. Fino a quando Isabel si ritrova sola al comando: in punto di morte, l’anziano Don Álvaro le conferisce pieni poteri e il titolo di capitano generale dell’armada. Così comincia la sua seconda vita. Attraverso il Pacifico, dalle Filippine al Messico, si trova a percorrere rotte inesplorate. Per sopravvivere, Doña Isabel dovrà essere pronta a tutto, anche a compiere atti che lei stessa faticherà a perdonarsi.

Cera di Christine Wunnicke nelle librerie dal 25 settembre

Cera di Christine Wunnicke nelle librerie dal 25 settembre

Parigi, 1773. Una ragazza di quindici anni entra in una caserma chiedendo di poter comprare un cadavere. È Marie Bihéron , destinata a diventare la prima donna anatomista, creatrice di celebri modelli in cera del corpo umano. La sua storia si intreccia con quella di Madeleine Basseporte, raffinata illustratrice botanica che lavora per il re di Francia: due donne autodidatte, escluse da un mondo riservato agli uomini, unite da un legame che diventa amore. In una Parigi che si prepara alla rivoluzione, Christine Wunnicke restituisce con ironia e grazia due vite dimenticate, innamorate del sapere, e le trasforma in figure indimenticabili.

La divina lettrice di Tiziana Plebani nelle librerie dal 25 settembre

La divina lettrice di Tiziana Plebani nelle librerie dal 25 settembre

il libro ripercorre la storia della lettura femminile nell’iconografia dall’Italia medievale fino alla fine del Rinascimento. L’autrice, in passato insegnante presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, è un’esperta di storia, passione che ha impegnato nella stesura di questo libro: la “divina lettrice” è testimone di una maggior partecipazione delle donne alla cultura nel corso dei secoli, e mostra come quest’attività sia un gesto di (e per) l’indipendenza e l’emancipazione femminile. Tra i saggi di Plebani ricordiamo anche Le scritture delle donne in Europa – Pratiche quotidiane e ambizioni letterarie (secoli XIII-XX).

Bellum. La guerra a Roma in 12 battaglie di Marco Rocco nelle librerie dal 25 settembre

Bellum. La guerra a Roma in 12 battaglie di Marco Rocco nelle librerie dal 25 settembre

Nella Roma antica la guerra, purché dichiarata e condotta secondo rigidi rituali religiosi e giuridici, era considerata la premessa indispensabile della pax. Questa, lungi dal corrispondere al nostro concetto di “pace”, era il sigillo di azioni militari volte a domare i nemici dell’Urbe e ad ampliare i suoi domini. Il libro propone il racconto e l’analisi di dodici memorabili episodi bellici attraverso i secoli della massima espansione romana, dalla Repubblica all’Impero: dall’umiliazione delle Forche Caudine all’inattesa vittoria navale di Milazzo, dall’aspro assedio di Alesia ai successi nel Caucaso, in Caledonia e Dacia, ai confini del mondo conosciuto. I fronti di guerra fanno da scenario alle strategie dei grandi condottieri e alle intuizioni tattiche di soldati e ufficiali, ma anche alle vicende dei popoli che sperimentarono la potenza della micidiale macchina bellica romana. Una narrazione viva e rigorosa del bellum con cui l’Urbe impose la propria pax al mondo antico.

I primi seguaci di Gesù. Alle origini del movimento cristiano (30-70 d.C.) di Dario Garribba nelle librerie dal 25 settembre

I primi seguaci di Gesù. Alle origini del movimento cristiano (30-70 d.C.) di Dario Garribba nelle librerie dal 25 settembre

I primi seguaci di Gesù non si considerarono mai esponenti di una nuova religione. Furono uomini e donne che, dopo la morte del Maestro, cercarono di comprendere il senso della sua vicenda e di riorientare attorno a lui la propria vita. Il libro ricostruisce la storia delle origini del movimento di Gesù fra gli anni Trenta e gli anni immediatamente successivi alla distruzione del Tempio di Gerusalemme, un periodo decisivo per la formazione di un’identità cristiana. Attraverso un confronto critico e serrato con le fonti, si seguono le vicende dei primi credenti, da Pietro a Stefano, da Paolo a Giacomo il Giusto, nei loro diversi contesti. Lontano dall’idea di un cristianesimo da subito definito e separato dal giudaismo – non già un albero forte e rigoglioso, ma una pianta che ha dovuto plasmare il suo spazio adattandosi al bosco in cui è cresciuta –, il volume restituisce un’immagine dinamica, fluida, plurale del movimento dei primi seguaci di Gesù.

Lo scapolo di Stella Gibbons nelle librerie dal 15 settebre

Lo scapolo di Stella Gibbons nelle librerie dal 15 settembre

Un romanzo affilato come un rasoio, che demolisce il mito della “vecchia Inghilterra”, e mette in ridicolo chi cerca disperatamente di restare a galla in un mondo destinato ad affondare nell’oblio.

«Stella Gibbons è la Jane Austen del XX secolo» – The Guardian

«Il talento di Stella Gibbons è davvero straordinario» – Daily Express

«Stella Gibbons è un’autrice… stellare» – Sunday Herald
Si chiama Sunglades (cioè “radure soleggiate”), ma è una villa ben lontana dall’idilliaca immagine delle magioni nelle campagne inglesi, malandata e piena di spifferi com’è. In più, siamo nel terribile inverno del 1944 e questo non facilita la vita agli abitanti di Sunglades: Kenneth, scapolo impenitente, pigro e profondamente egoista, e le sue due sorelle, Constance e Missie, che in pratica lo mantengono. Ma il gelo e la guerra non sono nulla in confronto all’arrivo di Vartouhi, una giovane rifugiata armena assunta come domestica. Infatti, mentre le sorelle cercano di mantenere le apparenze e Kenneth architetta goffi piani per trovare una moglie (ricca e senza pretese), Vartouhi osserva tutto con un pragmatismo glaciale e rivoluzionario che, in qualche modo, spalanca la porta ad altri arrivi, sempre più spiazzanti, destinati a far nascere tra le pareti di Sunglades un intreccio di sguardi, desideri e gelosie…

Sulle tracce di Truman Capote di Leila Guerriero nelle librerie dal 23 settembre

Sulle tracce di Truman Capote di Leila Guerriero nelle librerie dal 23 settembre

Si racconta che Truman Capote abbia finito di scrivere A sangue freddo in una bellissima villa sulla Costa Brava, lontano dal festivo caos di New York, e dal freddo del Kansas che faceva da sfondo alla tragica vicenda della famiglia Clutter, poi passata alla storia grazie al suo libro. In quella stessa villa, e negli idilliaci dintorni sospesi tra mare e cielo, Leila Guerriero si è messa sulle tracce del maestro del giornalismo narrativo, e così del suo stesso mestiere: sono tracce fumose, quelle lasciate da Capote, perdute o travisate dal tempo, dal marketing, dal turismo. Eppure sono palpabili come il fantasma che sembra ancora oggi infestare quella casa, come l’eredità di un autore geniale di cui la scrittura cristallina di Guerriero disegna luci e ombre. Un libro sulla scrittura e sull’ossessione, sull’amore per la precisione e la fragilità della memoria, con il ritmo e il fascino che ha la realtà quando supera la finzione.

Le bambine dell’aranceto di Gabriela Cabezón Cámara nelle librerie dal 29 settembre

Le bambine dell’aranceto di Gabriela Cabezón Cámara nelle librerie dal 29 settembre

Vincitore del National Book Award 2025 per il miglior romanzo in traduzione. Finalista al Booker Prize 2026, unico romanzo in lingua spagnola. Le bambine dell’aranceto immagina in chiave radicale la vita di un personaggio storico e quasi leggendario: Antonio de Erauso (1592-1650), un’anima nata «Catalina», donna in un convento basco, costretta a una vita da novizia, che fuggirà da un destino soffocante per raggiungere il Nuovo Mondo come uomo. Attraverso questa trasformazione, da bambina a monaca, da monaca a marinaio, soldato, conquistador, fuggiasco, il protagonista ribalta e trascende ogni possibile categoria e imposizione sociale. Nascosto nella foresta con due bambine del popolo Guaraní, accanto a un piccolo branco di animali, due scimmie, una giumenta, un puledro e una cagna rossa, Antonio scrive lunghe lettere alla zia priora narrando le sue avventure, mentre le bambine lo incalzano con domande sul mondo, sul desiderio, sulla violenza che li spinge a nascondersi. La scrittura di Cabezón Cámara unisce femminismo, critica sociale e sperimentazione linguisti- ca, reinventa generi e miti fondativi, in un romanzo dal doppio registro, epistolare e panoramico, intimo e distaccato, umano e quasi animale, un’opera che è insieme confessione e rivelazione, memoria e mito. Lì dove l’avidità coloniale devasta e cancella, questo romanzo inventa una nuova grammatica dell’amore, in cui il cinema di Miyazaki, i rosari in latino, i canti in basco e le parole della lingua guaraní restituiscono una speranza al futuro.

Mestra di Madeline Miller nelle librerie dal 29 settembre

Mestra di Madeline Miller nelle librerie dal 29 settembre

Con l’inconfondibile sensibilità che l’ha resa una delle voci più amate del retelling mitologico, Madeline Miller riporta alla luce un mito dimenticato e lo trasforma, insieme alle suggestive illustrazioni di Ambra Garlaschelli, in una storia inquietante e potentissima sul corpo, sulla libertà e sul coraggio di appartenere a se stessi.
Mestra, figlia del re di Tessaglia, assiste impotente al declino del padre, colpito da una fame insaziabile che divora ogni ricchezza, ogni affetto, ogni traccia di umanità. E quando ormai non resta più nulla, Erisittone arriva a vendere anche Mestra. Ma lei non è una ragazza come le altre. Dopo la violenza subita da Poseidone, scopre di possedere un dono straordinario: può assumere qualunque forma desideri – uomo o donna, cavallo o falco, levriero o mucca. E in ogni nuovo corpo trova per un istante una via di fuga, una diversa possibilità di esistere. Il padre, però, piega questo potere al proprio bisogno: la cede come sposa, come serva, come bestia da stalla; ogni volta Mestra cambia sembianze, scappa e torna da lui, nella speranza che il suo sacrificio possa spezzare la maledizione. Così, quello che era nato come un dono diventa una prigione, una feroce spirale di sfruttamento e dolore che rischia di annientarla. Finché la ragazza non comprende che la cosa più difficile non è trasformarsi, ma smettere di annullarsi pur di salvare chi ama.

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