
Luglio ricchissimo, e chi se lo aspettava!! Un sacco di titoli interessanti con una sovrabbondanza di romanzi rispetto ai saggi, ma va bene così. E anche questa volta la mia wishlist diventerà ancora più lunga!
Vediamoli insieme.

Beth Pickering, nota ornitologa, sta finalmente per acciuffare il famoso necrostornello pileato, quando il giovane prodigio Devon Lockley scende in picchiata e cattura sia il pennuto sia la sua attenzione.
Lockley sarà anche affascinante, ma si comporta come una canaglia. Beth non vuole lasciarsi irretire e, forte delle sue esperienze nello spietato campo dell’ornitologia, capisce di dover mantenere le distanze. Da parte sua, Lockley si invaghisce a prima vista di Beth Pickering: è bella, beneducata e capace di soggiogare un uccello rapace usando solo la sua intelligenza. È un angelo, tuttavia Devon sa che dovrebbe starle alla larga. L’annuncio che il titolo di Uccellatore dell’anno andrà a chi cattura il mitico caradrio taumaturgico costringe Beth e Devon a collaborare. Nel corso di dialoghi frizzanti, giochi di parole e continue avventure, la distanza tra di loro si riduce a un letto singolo. Eppure dovranno rischiare tutto per imparare ad avere fiducia l’uno nell’altra e contrastare le forze predatorie che mettono in pericolo la fauna magica.

Le indagini di Lady Hardcastle e di Florence, la sua cameriera.
Inghilterra, 1908. Quando Lady Emily Hardcastle e la sua cameriera Florence Armstrong si trasferiscono nel villaggio di Littleton Cotterell, cercano una vita più tranquilla. Quello che trovano è un cadavere appeso a una quercia nel bosco. La polizia locale è convinta di aver capito tutto. Lady Hardcastle è convinta del contrario. Con la mente acuta di una scienziata e la saggezza di chi ha girato il mondo – e ne è tornata con qualche cicatrice – Lady Hardcastle non riesce infatti a ignorare le incongruenze che gli altri preferiscono non vedere. E in questo è aiutata dalla pragmatica Florence, esperta di arti marziali nonché l’unica in grado di pettinare la sua padrona in modo adeguato. Poi, durante la festa per il fidanzamento della giovane Clarissa Farley-Stroud, un musicista viene trovato morto in biblioteca. E uno smeraldo di valore inestimabile – con una storia che attraversa il Nepal, l’India e i salotti dell’aristocrazia inglese – scompare nel nulla. Tra poliziotti incapaci, nobili decaduti, loschi mercanti d’arte e cittadini integerrimi, Lady Hardcastle e Florence si muovono con ironia tagliente e un metodo infallibile: osservare, dedurre, e non farsi mai ingannare dalle apparenze. E così, con l’aiuto di qualche bicchiere di brandy e di una buona dose di coraggio, si addentrano in un labirinto di menzogne, furti e omicidi e ne escono vincitrici. Perché anche i villaggi più sonnolenti hanno i loro scheletri. Ma Lady Hardcastle li trova sempre… di solito prima del tè delle cinque.

Nel XIII secolo, un’aria di rinnovamento spirituale attraversò l’Europa, guidato in gran parte da donne straordinarie che, pur fuori dai confini degli ordini religiosi tradizionali, cercarono un’unione profonda e personale con dio. Tra queste figure spicca Hadewijch d’Anversa, beghina, poetessa e mistica, la cui voce potente e appassionata emerge oggi come un tesoro spirituale poco conosciuto. Questo libro restituisce vita e spessore a un movimento spirituale spesso dimenticato: quello delle beghine, donne libere, intelligenti e visionarie, capaci di pensare dio oltre i limiti imposti dal loro tempo. Una meditazione sull’amore divino, una riflessione sull’esperienza mistica e un omaggio alla forza spirituale e intellettuale delle donne.

Mantova, 1612. Sul letto di morte, il medico ebreo Abraham Portaleone affida all’amico Alessandro Gonzaga un quaderno che rivela l’esistenza del Cuore di Salomone: un disco d’oro custodito per secoli e capace di evocare, attraverso un rituale antico, un sapere tanto potente da trascendere i confini tra ebraismo, cristianesimo e islam. Mantova, oggi. L’esperto di manoscritti Iacopo Aldrovandi rinviene il quaderno nella biblioteca di un nobile morto in circostanze poco chiare e comprende di trovarsi di fronte a una scoperta destinata a riscrivere la storia. La ricerca del manufatto trascina con sé anche Agata, una donna inquieta legata a Iacopo da una relazione fragile e intensa, che finirà col trovare in sé stessa una determinazione che ignorava di possedere. Tra frontespizi cifrati, enigmi cabalistici e lastre di piombo seicentesche, quella che sembrava un’indagine erudita si trasforma presto in un’avventura sconcertante. Da Mantova a Oxford, da Venezia a Granada, emerge un segreto che attraversa i secoli, su cui si allunga l’ombra minacciosa dei Figli di Sacromonte e che ha decretato la morte di chiunque vi si sia avvicinato. Il Cuore di Salomone è un thriller storico che parla del fascino irresistibile dei libri antichi, di tradizioni remote e misteriose e del confine sottile che separa il desiderio e l’ossessione per la conoscenza.

Mentre il loro amore cresce, la Storia accelera il proprio corso
Impero britannico, 1821
Bertram Norwood è disposto a sfidare il mare, un impero e il proprio destino pur di raggiungere l’Assam, una terra selvaggia dove sta per nascere una rivoluzione destinata a cambiare il mondo. È lì che incontra Seraphina Dankworth, figlia di uno dei più influenti coloni britannici. Cresciuta tra privilegi e certezze, Seraphina vede crollare il mondo in cui è sempre vissuta davanti a quel giovane inglese che sceglie di amare l’India invece di conquistarla.
Tra loro nasce un amore travolgente e proibito, capace di sfidare il potere di un impero.
Ma la Storia non conosce pietà. La guerra anglo-birmana incendia l’Assam, mentre la Compagnia delle Indie Orientali è pronta a sacrificare tutto in nome del profitto. Bertram e Seraphina dovranno scegliere se piegarsi al corso della Storia o combattere per l’unica cosa che nessun impero potrà mai sottomettere: il loro amore.
Sullo sfondo di un’India magnifica e indomita, dove il destino di uomini e nazioni si intreccia tra foreste inesplorate e fiumi maestosi, Le radici del tè e del destino è un grande romanzo storico di amore, avventura e libertà. Un’epopea di passioni, coraggio e speranza, ispirata alla straordinaria storia vera della pianta che cambiò per sempre il destino del tè e diede origine alle grandi miscele britanniche, tra cui il leggendario English Breakfast di Twinings.

Indispensabile per l’individuo e la società, ma talvolta anche temibile nemica, l’acqua ha alimentato per millenni credenze religiose e pratiche virtuali – dal battesimo cristiano al valore sacro del Gange nella tradizione induista – ed è stata un principio intellettuale – i filosofi greci la considerarono l’elemento costitutivo della realtà. Ma il cammino verso la sua comprensione scientifica è lungo e tormentato. Oggi conosciamo la struttura della molecola d’acqua e le sue proprietà chimico-fisiche, ma solo con la rivoluzione chimica tra Sette e Ottocento si giunse alla definizione della formula H2O, fondamento della chimica moderna. Un viaggio tra storia e scienza per riscoprire l’acqua come bene da gestire con responsabilità.

Un’analisi appassionante che si inserisce nel dibattito politico odierno chiamando in causa i grandi fatti della Storia e filtrandoli con la lente dello studioso che possiede il potere della narrazione.
«Nell’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica e della elezione dell’Assemblea Costituente, l’Italia è governata dagli eredi del neofascismo». A partire da questa considerazione Luciano Canfora, con la lucidità dello storico che lo contraddistingue e l’acume del filologo, ripercorre le tappe delle vicende politiche d’Italia alla luce del rapporto con gli Alleati. La sovranità limitata imposta dagli USA, a cui dal 1947 l’Italia è di fatto sottoposta, è alla base, secondo lo studioso, dell’attuale presa del potere da parte dei neofascisti. «Il post-fascismo atlantizzato e rinfrescato con lessico aggiornato (grondante «democrazia») si è prospettato come la “carta vincente” su cui ha puntato con successo, per i destini del nostro Paese, la Grande Potenza Tutrice». Dunque in queste pagine concentrate, ma dense, Canfora segue il tragitto che in ottant’anni ha riportato al potere i continuatori della Repubblica di Salò. E deduce come la presa del potere dei neofascisti oggi è l’atto finale della lunga lotta attorno alla Costituzione, tra chi voleva attuarla e chi voleva annullarne l’applicazione. In particolare relativamente all’articolo 3, che sancisce la uguaglianza sostanziale tra tutti i cittadini, e l’articolo 48, che fissa il principio del voto «uguale», cioè il contrario dei premi di maggioranza e del presidenzialismo che rammentano la Legge Acerbo del 1924 con cui Mussolini andò al potere.

Il thriller letterario che ha ammaliato pubblico e critica: un fenomeno editoriale internazionale da 700.000 copie vendute.
«Se state cercando un thriller che si legga come un romanzo letterario di alta classe, non cercate oltre. Scritto con una prosa essenziale e perturbante, Nero come il mare presenta personaggi così ben delineati che vi sembrerà di essere bloccati con loro sull’isola di Shearwater». – Marie Claire
«Al tempo stesso mystery avvincente, thriller psicologico e ode al mondo naturale scritta in modo squisito, Nero come il mare è un trionfo. McConaghy è magistrale nella sua abilità di mostrare le intricate connessioni tra la natura e il cuore umano, e in questo libro è al culmine delle sue capacità. Straordinario». – Hannah Kent
«Un romanzo mozzafiato fatto di romanticismo, mistero e colpi di scena. Vi sconvolgerà… Adoro questo libro». – Reese Witherspoon
«Affascinante, accattivante, con un ritmo serrato. Leggere questo romanzo incredibilmente evocativo e profondamente umano è come guardare le ultime persone sulla Terra mentre si preparano a lasciare una parte della loro anima nel posto più bello che abbiano mai conosciuto». – The Washington Post
Dominic Salt e i suoi tre figli sono i custodi di Shearwater, una piccola isola non lontana dall’Antartide. Sede del più grande deposito di semi del mondo, Shearwater un tempo ospitava un gruppo di ricercatori, ma a causa dell’innalzamento del livello del mare ora i Salt sono rimasti soli. L’isolamento li ha messi a dura prova, ma un giorno una terribile tempesta porta con sé Rowan, una donna in fin di vita che viene trascinata sulla spiaggia dalle onde. Dominic e i suoi figli cominciano a prendersene cura, e in loro germoglia l’idea che lei potrebbe essere proprio ciò di cui hanno bisogno. Dal canto suo Rowan, abituata a badare a se stessa, inizia a immaginare di poter tornare a condividere il futuro con qualcuno. Eppure, non dice tutta la verità sul motivo per cui è arrivata a Shearwater. E quando scopre che le radio sono state sabotate e una tomba è stata scavata di recente, si rende conto che anche Dominic nasconde dei segreti. Mentre le tempeste che si abbattono sull’isola si fanno sempre più violente, i due sono costretti a prendere una decisione: possono fidarsi l’uno dell’altra? E possono finalmente lasciarsi alle spalle le tragedie del passato per creare qualcosa di nuovo, insieme?

Una mummia maledetta. Un amuleto unico. Una Dea dimenticata.
«Una storia che unisce alle atmosfere gotiche tipiche dell’età vittoriana il fascino dell’antico Egitto.» – Booklist
«Enigmi, miti millenari ed emancipazione femminile sono gli ingredienti di questo romanzo imperdibile.» – Publishers Weekly
«Un romanzo inebriante.» – Emilia Hart
Londra, 1887. Intorno al sarcofago aperto, gli spettatori trattengono il fiato mentre l’antica mummia egizia viene lentamente sbendata. Tutti sono come incantati, tutti tranne Clementine Attrige, la figlia del rinomato egittologo che ha organizzato quell’evento. Pochi minuti prima ha tradotto i geroglifici tracciati su un amuleto emerso dalle bende e adesso è terrorizzata. Ma ormai è troppo tardi per fermare la profanazione della mummia… Egitto, 1892. Dopo la morte del padre e della madre e la grave malattia della sorella, Clementine ne è certa: quella notte di cinque anni addietro la sua famiglia è stata maledetta. È per questo che, dopo aver studiato il mito della dea citata nel sarcofago – Nefti, la custode delle anime –, si è messa in viaggio verso l’Egitto: forse, restituendo l’amuleto al luogo cui appartiene, la maledizione verrà spezzata e almeno sua sorella si salverà. Ma come scoprire il posto giusto? E perché a ogni suo passo sembra esserci qualcuno pronto a metterle i bastoni tra le ruote? Cercando disperatamente di portare a termine la sua missione, Clementine intreccerà il suo destino a quello dell’enigmatica Nefti e sarà costretta a chiedersi se il male che la perseguita venga davvero dagli dei e non siano invece coloro che consideriamo più vicini a essere in realtà i nostri nemici più spietati.

Per oltre un decennio Borges è stato professore di Letteratura inglese e nordamericana all’Università di Buenos Aires, incarico che aveva ottenuto presentando, anziché un folto curriculum, questa semplice dichiarazione: «Senza volerlo, mi sono qualificato per questo posto per tutta la vita». Il che già lascia intuire quanto poco ortodossi fossero i suoi corsi, tanto più che Borges non nascondeva di giudicare la letteratura «in un modo edonistico», sulla base cioè del piacere che suscitava in lui («leggere qualche pagina di Dickens … significa aver trovato un amico per tutta la vita» dichiara), ed esortava gli studenti a lasciare senza remore qualsiasi libro che trovassero noioso, perché la lettura «deve essere una forma di felicità». Per nostra fortuna il corso del 1966 è stato registrato e trascritto: potremo così ascoltare la viva voce di Borges mentre, incurante di steccati storiografici e teorie critiche, conduce gli studenti nel cuore delle opere più amate, abbandonandosi a una narrazione trascinante e contagiosamente appassionata e ricordandoci che solo la letteratura può aiutarci a interpretare la letteratura.

Dopo I delitti della Casa decagonale, un nuovo romanzo dal maestro del giallo giapponese.
Un gruppo di studenti appassionati di occulto, accompagnati da due giornalisti e una sensitiva, si reca nella città di Kamakura. Lí sorge un antico maniero famoso per la sua collezione di preziosi orologi e per essere, secondo le dicerie del posto, infestato dallo spettro di una ragazza, scomparsa in circostanze mai chiarite. Durante la permanenza, i visitatori organizzano delle sedute spiritiche per evocarne il fantasma e svelare il mistero intorno alla sua morte. Ma quando iniziano a indagare, uno dei presenti viene brutalmente ucciso e i sopravvissuti si rendono conto di essere intrappolati nella dimora con un killer. Riusciranno i superstiti, interpretando il ruolo dei detective, a risolvere l’enigma della «Casa degli orologi» prima che tutti gli ospiti della villa vengano assassinati?

Il terzo e ultimo capitolo di una delle saghe più appassionanti della letteratura. La leggenda di Artù raccontata dal maestro del romanzo storico.
«Il più grande scrittore contemporaneo di romanzi storici.» – The Washington Post
«Sembra di guardare Game of Thrones ma questa è Storia vera.» – The Observer
Ribellioni, tradimenti e inganni da parte di chi avrebbe dovuto amarlo e proteggerlo hanno corroso l’autorità di Artù, che ora appare più fragile che mai e i Sassoni si preparano a colpire, approfittando della sua vulnerabilità, pronti a trascinare di nuovo la Britannia nel caos della guerra. Per vincere quest’ultima battaglia, il re guerriero dovrà fare ricorso a tutta la sua abilità strategica, a ogni stilla di ardore e di coraggio che ancora possiede… Ma scoprirà presto che la minaccia contro cui dovrà combattere non arriva solo dal nemico più noto. Forze ancora più potenti e determinate sono decise a condurlo alla rovina: Mordred, ora adulto e legittimo erede al trono, trama nell’ombra, complottando con la sacerdotessa Nimue e la sua magia oscura. Questa volta, persino la leggendaria e !data spada Excalibur potrebbe non essere abbastanza affilata per salvare re Artù.

Due uomini in guerra, un impero diviso: tra spie, legioni in rivolta e un destino maledetto, la battaglia per Roma non è mai stata così avvincente.
«Un vero maestro del genere storico.» – The Times
«I suoi romanzi storici sono capolavori.» – Sunday Express
«Una lettura bellissima. Appassionante e piena d’azione.» – Ben Kane
«Avvincente e diretto.» – History Today
Due imperatori. Uno solo è destinato a cadere. Un grande romanzo storico Il legionario Marco Aquila e il suo superiore Rutilio Scauro hanno fermato l’avanzata nemica in Tracia, guadagnandosi il favore degli dèi a caro prezzo: il sangue dei loro uomini. Stremati dai duri scontri, ricevono l’incarico di smantellare una rete di spionaggio attiva nelle terre verso cui stanno marciando gli eserciti dell’imperatore Severo. Dare la caccia agli informatori che operano sotto il comando del loro acerrimo nemico Sartorius, braccio destro dell’usurpatore Nigro, non sarà semplice. Ma colpire la rete significherebbe depistare il nemico e infliggere un colpo decisivo all’imperatore che controlla le regioni a Oriente. La missione li espone a rischi enormi: un solo errore può costare loro la tortura e la morte. Anche in caso di successo, Marco e Scauro si ritroverebbero in prima linea in una battaglia furiosa contro legioni temprate dalla guerra, assetate di vendetta, in un sanguinoso scontro che deciderà il destino della fedeltà dell’Asia. Su Scauro, inoltre, incombe una maledizione: la sua fine coinciderà con la sua più grande vittoria.

A Verdigris, una cittadina in cui la pioggia non cessa mai e i vagoni del tram sono dotati di volontà propria, sembra che nulla possa più sorprendere gli abitanti. Anche la comparsa del Diavolo in persona passa quasi inosservata. Almeno finché le case non iniziano a marcire, i folletti domesctici incaricati della loro manutenzione non spariscono inspiegabilmente e anche i tentativi degli studiosi più eminenti di fermare il disfacimento della città non si rivelano vani. Eppure, il Diavolo non può prendersi il merito di tanta raffinata rovina. Ha ormai una concorrente temibile, che lo ammalia in una spirale di arguzia e bellezza: la visionaria Gwendolyn Gooch è tornata con un nuovo, infallibile progetto che questa volta non può che darle la gloria e il denaro che ha sempre desiderato. Così, le ultime speranze di Verdigris finiscono nelle mani meno rassicuranti che si possano immaginare: quelle del professor Green, un placido studioso che vorrebbe solo arrivare alla tanto agognata pensione senza ulteriori incidenti, e quelle della signora Bobkins, il famiglio dalle sembianze di un maiale, l’unica creatura che forse ha capito qualcosa.

Il mondo come non lo avete mai visto: raccontato attraverso le sue vie d’acqua. Dalle sponde del Nilo alle rive del Mississippi, i corsi d’acqua che hanno tracciato il cammino dell’umanità.
Fin dagli albori della storia umana, i corsi d’acqua hanno plasmato civiltà, culture e imperi. Dalle fertili sponde del Nilo, culla dell’Antico Egitto, alle imponenti vie d’acqua del Mississippi, cuore pulsante della frontiera americana, i fiumi hanno generato mondi interi: il Tigri e l’Eufrate della Mesopotamia, dove nacquero scrittura e città; l’immenso Gange, sacro e vitale per il subcontinente indiano; il Rio delle Amazzoni, il più grande del nostro Pianeta; e il Danubio, il corridoio d’incontri e scontri che da secoli collega l’Europa centrale ai Balcani. Piero Manetti racconta come questi fiumi — e molti altri — abbiano guidato migrazioni, favorito commerci, alimentato miti e determinato conflitti. Integrando ricerca storica e riflessioni sul rapporto tra uomo e natura, le grandi correnti fluviali diventano protagoniste silenziose del cammino dell’umanità. Un percorso che unisce epoche e continenti, rivelando il ruolo decisivo dell’acqua nel disegnare il nostro mondo. Tra gli argomenti trattati: Il Tigri e l’Eufrate, i fiumi gemelli; Dalla Mezzaluna fertile alle guerre del Golfo; Le civiltà della valle dell’Indo; Il Fiume Giallo e la civiltà del riso; Il commercio fluviale lungo la via della Seta; Il Gange, dall’Himalaya al golfo del Bengala; Il Mekong e la minaccia ambientale; Il Danubio, da Marco Aurelio alla Grande Guerra; Al confine tra Europa e Asia: geografia del Volga; Il Nilo, polmone verde nel deserto; Il cambiamento climatico e il Rio delle Amazzoni; Mississippi, nel cuore di un continente; Il Po: anatomia del più lungo fiume italiano.

Sapevate che per secoli la frutta è stata considerata pericolosa per la salute? Che i medici rinascimentali mettevano in guardia dal consumo di pesche e ciliegie? E allora, come siamo passati dalla diffidenza alla celebrazione della frutta, come indica il vecchio adagio ‘una mela al giorno leva il medico di torno’?
Tra segreti di corte, ricette e rivolte popolari, un libro appassionante che trasformerà ogni morso in una scoperta storica.
Nel Rinascimento la coltivazione della frutta era confinata agli orti dei monasteri e ai giardini delle ville signorili: un lusso aristocratico che, lungi dall’avere una funzione alimentare, serviva per ostentare raffinatezza. Dal canto loro, i ceti popolari, ossessionati dalla paura di patire la fame, al posto della frutta preferivano mangiare cereali e legumi, più nutrienti e sostanziosi. Al contempo, pere, mele e pesche venivano dipinte dalla dietetica come alimenti insidiosi per l’equilibrio degli umori del corpo. Fra Cinque e Seicento ha inizio la ‘rivincita’ della frutta: una lenta rivoluzione culturale in cui il gusto prende il sopravvento sulle prescrizioni mediche e poi le scoperte scientifiche sulla nutrizione smantellano antiche paure. Non è un caso che, nel Seicento, la rivolta di Masaniello a Napoli scoppiò per una questione legata al mercato della frutta, dimostrando quanto quel commercio fosse strategico. Poi la frutta prende il largo: i limoni di Sanremo e Amalfi nell’Ottocento conquistano il Nord Europa grazie a ferrovie a vapore; le arance siciliane sbarcano in America; l’Italia per decenni domina il commercio internazionale. Fino allo scenario attuale, con la mondializzazione che ha portato sulle nostre tavole mango e avocado tutto l’anno. La frutta che compriamo racchiude, dunque, secoli di storia: teorie mediche e dietetiche, innovazioni agricole, battaglie commerciali, mode e tendenze.

In un libro traboccante di storie, Paulina Bren concentra il suo talento di narratrice su quel famigerato chilometro quadrato di Lower Manhattan, raccontandoci l’avventura di una manciata di donne rivoluzionarie che osarono dare l’assalto a una delle ultime roccaforti maschili: la Borsa di New York.
Le pioniere della Borsa americana, le prime “lupe di Wall Street”, non potevano sapere chi e cosa le aspettava. A parte una maggioranza schiacciante di uomini poco disposti ad accoglierle a braccia aperte. Quel chilometro quadrato di Lower Manhattan era un mondo maschile: uomini che si incontravano per un drink nel club privato India House, uomini che si fermavano per strada a farsi lustrare le scarpe, uomini che spingevano carretti carichi di certificati azionari – splendidi documenti riccamente decorati – fino ai depositi sotterranei in cui sarebbero stati custoditi.
«Bren ha un vero talento per i dettagli memorabili. Le lupe di Wall Street è un incredibile inventario di “prime volte”: dalla prima donna operatrice di borsa alla prima socia di Goldman Sachs». – The Washington Post
«La storia delle pioniere che hanno infranto le barriere di Wall Street. In questo libro, scritto con eleganza e passione, l’autrice rende onore al coraggio e al talento di donne rivoluzionarie». – Kirkus Reviews
Regno maschile, club per soli uomini, territorio inesplorato: questo è il mondo della finanza a fine anni Sessanta. Se i lupi di Wall Street cominciano proprio ora ad affilare le zanne, delle lupe, invece, non c’è quasi traccia. La sola cosa femminile nei paraggi è la metafora secondo cui l’andamento del mercato segue gli orli delle gonne: tutti e due continuano inesorabilmente – vertiginosamente – a salire. Le prime donne arrivano in silenzio, un po’ di soppiatto, dal Queens o dal Bronx: sono segretarie e analiste, ragazze che desiderano essere indipendenti, pagarsi l’affitto. Poi, è il turno delle studentesse: da facoltà che non le vogliono, da università che le ammettono solo in numeri ridottissimi. E, una volta conquistato l’ambito titolo, la strada è comunque in salita. Qualcuna, invitata a parlare in uno di quei circoli che vieta l’accesso alle persone di sesso femminile, deve entrare dalla scala antincendio e, a conferenza finita, andarsene da dove è venuta. Qualcun’altra è oggetto di costanti avances, costretta a recarsi in ufficio scortata da poliziotti che allontanino la folla (e le mani) dei curiosi. Altre ancora nascondono il proprio nome dietro iniziali puntate, per non danneggiare ciò che faticosamente hanno costruito. Eppure, nonostante tutto, non smetteranno mai di puntare a quelle stanze che non sono progettate per loro.

Di umili origini contadine, Pietro Antonio Leo, bambino precoce di raro acume, trascende, grazie alla sua eccezionale forza di volontà, le tradizioni agricole dei genitori e dell’ambiente di Arbus, piccolo paese della Sardegna, per assurgere a professore di Medicina nella Cagliari sabauda. La sua indole avventurosa e indomita e lo spirito inquieto costantemente insoddisfatto lo condurranno a brillare in numerose città della terraferma e d’Oltralpe, non senza sacrificare gli affetti sardi. Fra sensi di colpa, amori, riconoscimenti internazionali e sacrifici, la vita di Pietro Antonio si dipana rapida incrociando a Parigi quella del capo carismatico della Sarda rivoluzione, Giovanni Maria Angioy, e degli altri patrioti sardi emigrati nella Parigi napoleonica. Il romanzo traghetta il lettore nel secolo dei Lumi seguendo il percorso di un bambino prodigioso e plusdotato che, sormontate le sofferenze legate al disagio della diversità, metterà a frutto i suoi numerosi talenti in altri Regni e all’estero. Un esempio da seguire per chi crede nei propri sogni.

In un mondo popolato di ombre e inganni, una donna deve sapere che non può fidarsi di nessuno, neanche di chi pensava di conoscere meglio di sé stessa.
Lui morse una fetta di torta piccadilly: la dolcezza serica della crema pasticcera, gli strati friabili di pasta gonfia, le cupe profondità delle spezie e l’asprezza del limone. Anche se non avessi letto gli aneddoti meno gentili sul suo conto, avrei capito che Mr Fielding doveva sforzarsi per tenere a freno i propri appetiti; il suo aspetto tradiva i piaceri in cui indulgeva. Pensai anche che un magistrato non fosse molto diverso da un romanziere: entrambi determinavano il fato dei protagonisti.
«Un mystery delizioso, di cui ho assaporato ogni colpo di scena. Assolutamente geniale!» – Jennifer Saint
«Come sempre, Laura Shepherd-Robinson si diverte a spiazzare i lettori con una storia ben costruita, piacevole e ricca di sorprese narrative». – The Times
«Un libro gustoso come le crostatine all’albicocca della pasticciera Hannah». – Daily Mirror
«Laura Shepherd-Robinson è una maestra del giallo in costume». – Literary Review
È un’estate complicata quella del 1749 per Hannah Cole. Ha appena riaperto la sua pasticceria a Piccadilly, nel cuore di Westminster, dopo la tragedia che ha spazzato via ogni certezza: il marito Jonas è stato trovato morto, vittima di un’aggressione ancora senza movente né colpevoli. Hannah è una vedova di quasi trent’anni e a ogni costo deve tenere a galla la sua attività: il lavoro non è soltanto sopravvivenza, è felicità; adora solleticare i peccati di gola dei suoi clienti, addolcire la loro vita. Ma i fornitori, uno dopo l’altro, le stanno voltando le spalle: chi vuole far credito a una donna? Poi, una mattina, in negozio si presenta un affascinante gentiluomo, tale William Devereux, che dice di essere vecchio amico del fu marito di Hannah, consulente di risparmi nonché portatore di ottime notizie: Jonas le ha lasciato una – provvidenziale – rendita. Inoltre, Devereux le magnifica le virtù di una nuova delizia italiana che chiamano gelato, e lei già s’immagina frotte di golosi alla sua porta. Ma i guai la ritrovano sempre: il tesoretto non passa inosservato e c’è chi sospetta sia frutto di attività illecite. Come Henry Fielding, celebre romanziere ma soprattutto magistrato inflessibile. Così, con l’aiuto di Devereux, Hannah si avventura tra vicoli, taverne e bische della Londra georgiana, pronta a rischiare tutto per salvare il suo gruzzolo e la sua libertà. In un mondo popolato di ombre e inganni, una donna deve sapere che non può fidarsi di nessuno, neanche di chi pensava di conoscere meglio di sé stessa. Lui morse una fetta di torta piccadilly: la dolcezza serica della crema pasticcera, gli strati friabili di pasta gonfia, le cupe profondità delle spezie e l’asprezza del limone. Anche se non avessi letto gli aneddoti meno gentili sul suo conto, avrei capito che Mr Fielding doveva sforzarsi per tenere a freno i propri appetiti; il suo aspetto tradiva i piaceri in cui indulgeva. Pensai anche che un magistrato non fosse molto diverso da un romanziere: entrambi determinavano il fato dei protagonisti.

Gli anni cupi stavano per arrivare, a presentare il conto di tutta quella gioia di vivere nell’incoscienza del futuro, tra fiumi di alcol e scazzottate notturne. Avrei passato anch’io, come tutti, i miei anni di fughe, miseria e incontri clandestini. Avrei atteso l’alba della grande vittoria, le speranze di un nuovo inizio, e il premio Nobel conferito a Hem alla fine di una carriera lunga e produttiva. Ma quella mattina, seduto al freddo sui gradini di Montmartre, non avevo alcuna idea di ciò che mi attendeva.
«Angelo Petrella non fa sconti e in ogni romanzo ci regala la sottile magia di girare pagina col cuore in gola per quello che potrà accadere». – Maurizio de Giovanni
«I suoi sono noir taglienti dal ritmo indiavolato». – Giancarlo De Cataldo
«Petrella è abilissimo nel costruire romanzi secondo i tempi di una tragedia greca classica». – Luca Crovi
Parigi, 1929. È un mattino di una primavera letargica e insolitamente fredda quello in cui il giovane Marcel, agente semplice di polizia e aspirante scrittore, è costretto a interrompere la sua ronda. Le grida di una donna che provengono da un vecchio palazzo popolare non possono essere ignorate e lo zelante novellino, insieme al suo collega, deve intervenire. Ma una volta sedata la lite furibonda tra un uomo e la sua cocotte, qualcosa trattiene Marcel: un gatto che gratta contro una porta chiusa e un odore dolciastro che filtra dalla soglia. Dietro quella porta, li accolgono una musica jazz che suona a vuoto e il corpo senza vita di una donna. Per i piani alti, il caso andrebbe archiviato come suicidio, anche se per Marcel troppe sono le incongruenze, troppo poco credibile la lettera d’addio, per tacere del volto esangue e magnetico di quella donna che gli chiede giustizia. Deciso a indagare da solo, si ritrova invischiato nella Parigi pulsante e scapestrata – tra atelier fumosi e caffè letterari, spettacoli sabotati dai surrealisti e lunghe notti per familiarizzare con le anime belle e inquiete di Man Ray e James Joyce, Kiki de Montparnasse e Henry Miller, Luis Buñuel e Zelda Fitzgerald. E poi c’è Ernest Hemingway, coi suoi baffoni, il viso bonario e lo sguardo indecifrabile, che ha mentito sul suo rapporto con la vittima: l’indiziato perfetto, se non fosse per quell’aura da scrittore affermato che colpisce Marcel proprio nel suo punto debole. Mentre la città danza sull’orlo degli anni Trenta ignara della catastrofe incombente, Marcel capisce che quello che sta seguendo è solo un filo nella trama di una ossessione letale. E che i nostri miti possono nascondere segreti oscuri, punti ciechi che non siamo disposti a illuminare.

Questo testo unico nel suo genere, fa scoprire tutti i benefici fisici, emotivi e spirituali delle foglie degli alberi. L’autrice si era infatti resa conto che pochi libri trattavano specificamente il loro utilizzo e ha quindi voluto approfondire la loro azione, creando al contempo un legame con le tradizioni antiche. In questa guida pratica e spirituale troverete ricette di tisane, decotti e rituali ispirati alle tradizioni stregonesche e druidiche. Attraverso 43 specie comuni di alberi emblematici, come il frassino (noto per le sue proprietà antinfiammatorie) o la betulla (dalle virtù depurative), l’autrice condivide conoscenze arcaiche, arricchite da quarant’anni di ricerche in omeopatia e fitoterapia. Il libro farà la felicità degli appassionati di medicine alternative, spiritualità e tradizioni ancestrali, alla ricerca di una profonda riconnessione con la natura. Un invito a riscoprire l’armonia dei cicli della vita e dell’universo. Il libro è interamente a colori.

La nuova Edizione Nazionale delle Opere di Ludovico Ariosto mira a valorizzare un grande classico della letteratura italiana del Rinascimento, perseguendo due obiettivi congiunti: offrire nuove edizioni critiche di tutte le opere ariostesche, attraverso una ricognizione organica della tradizione manoscritta e a stampa; proporre un apparato di commento scientificamente aggiornato e accessibile anche a lettori non specialisti, capace di illustrare il rapporto delle singole opere sia con i modelli classici sia con la cultura contemporanea.
Progettata in nove volumi (alcuni suddivisi in più tomi), l’Edizione Nazionale intende fornire un’immagine rinnovata di Ariosto in vista del quinto centenario della morte.
Il volume inaugura la nuova Edizione Nazionale delle Opere di Ludovico Ariosto, offrendo un’edizione critica e commentata delle sue lettere.
Basato sulla disamina dei manoscritti originali e su un’attenta contestualizzazione storica, il volume è uno strumento essenziale per rileggere la biografia e la personalità di Ariosto, dalle prime testimonianze di fine Quattrocento fino alle lettere dell’ultima stagione, in gran parte dedicate alla preparazione della terza edizione dell’Orlando furioso.

Tra le archeologie del pianeta, quella dell’Oriente antico è l’archeologia delle prime città, dei primi Stati territoriali, dei primi imperi della storia. I suoi cultori operano in territori ricchissimi di passato ma tormentati da contrasti e guerre senza fine nel presente, e in quasi due secoli hanno prodotto scoperte sensazionali, ultima delle quali quella italiana di Ebla, in Siria. Il volume raccoglie articoli e conferenze – alcune inedite – redatti dall’autore tra il 1969 e il 2020 sia sull’epocale ritrovamento di Ebla e su problemi dell’arte e della storia del Vicino Oriente antico, sia su temi attuali quali l’etica delle ricerche sul campo in regioni sconvolte da conflitti ricorrenti e su alcuni aspetti degli sviluppi delle ricerche archeologiche nel Vicino Oriente – da quelle ottocentesche di ispirazione biblica a quelle novecentesche di ispirazione storica, a quelle odierne di ispirazione globale. Una raccolta di saggi da cui emergono considerazioni e giudizi di uno dei maggiori protagonisti a livello internazionale dell’archeologia orientale.

Qual è il confine tra vero e falso? Oggi è una questione urgente, perché la capacità di discernimento è messa a dura prova dall’avvento dell’Intelligenza artificiale, che rende sempre più facile creare e diffondere contenuti ingannevoli: voci, immagini e video contraffatti. Il volume, tramite esempi e approfondimenti, offre una riflessione interdisciplinare sul tema: dalle letterature antiche alla storiografia, dall’epigrafia al diritto, dalla musicologia alla storia dell’arte, fino alle più recenti applicazioni dell’IA. Un viaggio tra epoche e discipline diverse per capire come il falso si costruisce, si riconosce e si affronta.

«Un prete che indaga su un mistero. Fa parte della vocazione, non credi?»
All’apparenza, l’antica abbazia di Sts Philip and James è un luogo di pace e di preghiera. Ma le sue mura secolari nascondono molti segreti. Forse anche un assassino. Il canonico Daniel Clement ha avuto momenti migliori nella sua vita e cosí, per riprendersi, decide di trascorrere un periodo di ritiro nel monastero in cui è stato novizio. Ben presto si accorge che le tensioni non mancano neppure in quello che dovrebbe essere un santuario dedicato al raccoglimento e alla spiritualità. Tra confratelli che covano sentimenti fin troppo mondani e rancori sgradevoli che riaffiorano dal passato, una morte improvvisa non può che sembrare sospetta. E Clement sente, in cuor suo, che si tratta di un omicidio. Scoprire il colpevole sarà, ancora una volta, suo dovere.

Sorprendente, ironico e profondo, La morte dell’autrice racconta la parabola di una donna emarginata che rischia tutto per farsi ascoltare, in una girandola di amore e perdita, successo e fallimento, e di universi che si mescolano e si confondono. Perché a volte la scrittura ha davvero il potere di cambiare il mondo.
Zelu è sempre stata la pecora nera della famiglia: mentre le sue sorelle hanno scelto carriere di successo, lei si è dedicata anima e corpo alla scrittura e, da quando un incidente l’ha costretta sulla sedia a rotelle, deve pure vivere coi genitori iperprotettivi e giudicanti. Senza lavoro, senza prospettive e con un manoscritto rifiutato per l’ennesima volta, Zelu decide di rischiare il tutto per tutto: scrivere il libro che ha nel cuore, non quello che pensa potrebbe vendere. Il risultato è molto diverso dai suoi precedenti: è un’epopea ambientata in un futuro dove androidi e intelligenza artificiale si fanno la guerra tra le rovine della civiltà umana. Quando Zelu condivide il suo strano scritto, non sa ancora che sta per intraprendere un viaggio straordinario. Da Chicago a Lagos fino ai confini dello spazio, il romanzo di Zelu cambierà non solo il destino dell’umanità, ma anche dei robot che verranno dopo.

Il secondo romanzo della saga fantasy con protagonista Rosa Lia, l’eroina alle prese con l’isola di Solea e una natura da difendere.
Misteri, magia e figure mitologiche fuori e dentro l’Accademia Floria, la «Hogwarts siciliana». È finita la scuola. Rosa Lia ha tredici anni e dieci mesi fa ha scoperto di essere una strega. Dopo la sua prima avventura, non vede l’ora di tornare a Floria, l’Accademia di Teatromagia e Botanica, per frequentare il secondo anno. Ma l’inizio dell’estate è tutt’altro che tranquillo. Odore di cenere nell’aria. Serpenti esotici avvistati nel centro della Città. Presenze misteriose al piano di sopra. Strane statue in cantina, e nuovi sospetti. L’Armata del Fuoco guidata dal temibile Cisnero – annunciano le Magare – ha ricominciato a minacciare i boschi dell’isola di Solea. Il pericolo, però, è più vicino di quanto sembri: Miro, uno dei compagni dell’Accademia che Rosa Lia più detesta, si è trasferito nel suo stesso condominio. Traditore o alleato? Da dove viene? E chi vive con lui? Tra tabù violati, nuovi poteri da padroneggiare e creature magiche imprevedibili, Rosa Lia sarà costretta a fidarsi proprio di chi credeva fosse suo nemico. Oltre alla guida silenziosa della madre, strega in incognito, ad aiutarla sarà la leggendaria Regina dei Serpenti. Attraverso di lei, Rosa Lia scoprirà una verità sul destino di sua nonna. E comprenderà che la magia cresce proprio dove si incrociano le ombre. E che senza le ombre non si riconoscerebbe la luce.

Tre donne. Un mondo di libri proibiti. Un manoscritto cifrato. Una catena di eventi lunga quattrocento anni.
Parigi, 1552. In un’epoca attraversata da tumulti, sospetti e conflitti, la stampa sta favorendo la circolazione di nuove idee in tutta Europa, minacciando l’autorità della Chiesa e scatenando una feroce ondata di roghi di libri e persecuzioni contro gli eretici. Quando Lysbette Angiers, una giovane che ha dovuto abbandonare la vita monastica, si presenta terrorizzata alla tipografia Le Soleil d’Or di Charlotte Guillard con un misterioso manoscritto, nessuna delle due donne può immaginare fino a che punto si spingerà il potere costituito per impedire la diffusione delle audaci visioni racchiuse in quelle pagine. New York, 1952. Milly Bennett conduce un’esistenza apparentemente ordinaria di casalinga, tra faccende domestiche e relazioni non sempre facili con i vicini di casa. Ma all’improvviso gli eventi prendono una piega del tutto inaspettata, proprio mentre in America, nell’era di McCarthy, cominciano a diffondersi le teorie del complotto. Le viene infatti affidato il compito di decifrare un misterioso manoscritto e questo la trascina suo malgrado in un vortice di pericoli che rischia di mandare in frantumi il suo mondo. Dalle insidiose strade della Parigi del Sedicesimo secolo agli ingannevoli sobborghi di Long Island, la posta in gioco non è mai stata così alta. A quattrocento anni di distanza, Milly, Lysbette e Charlotte combattono la stessa identica battaglia contro coloro che tentano in ogni modo di soffocare la libertà di espressione e di pensiero. Ispirato al caso vero ed enigmatico del manoscritto Voynich, Il libro delle parole proibite è un romanzo potente e drammatico: il racconto di una lotta senza tempo che echeggia attraverso i secoli e un tributo allo spirito indomito di chi, ieri come oggi, trova il coraggio di far ascoltare la propria voce.

Romanzo distopico e lirico al tempo stesso, Le stelle del cane è una storia sulla perdita, la solitudine, la bellezza fragile di un mondo che sembra sul punto di svanire. Un percorso intimo e avventuroso, un canto di resistenza e amore per la natura e per la vita quando tutto sembra perduto.
In un mondo devastato da una pandemia che ha cancellato quasi tutta l’umanità, Higg vive nell’hangar di un piccolo aeroporto su un altipiano di quello che una volta era il Colorado. Attorno solo desolazione, fattorie abbandonate e una grande pianura. Accompagnato da Jasper, il suo cane e copilota, tutti i giorni Higg sale a bordo di un Cessna del 1965 e vola fino alle pendici delle montagne. A terra lo aspetta Bangley, un vecchio che spara a vista su chiunque tenti di avvicinarsi. Insieme difendono il loro territorio minimo da sopravvissuti infetti e predoni. Ma se Bangler sembra essersi adattato a questa vita, Higg non si rassegna alla violenza ed è tormentato dai ricordi di quello che ha perduto. Quando l’angoscia lo opprime trova sollievo in cielo, alla ricerca di un barlume di speranza, o esplorando le foreste: la natura, pur ferita e mutilata, nella sua terrificante bellezza lo fa sentire ancora vivo. Spinto da un desiderio inesplicabile, un giorno Higg supera in volo il punto di non ritorno, il confine invisibile oltrepassato il quale non avrà più carburante per tornare a casa. Quel viaggio estremo lo porta a scoprire un luogo immerso in un tempo sospeso, un canyon in cui sembrano regnare l’abbondanza e la pace, dove un padre e una figlia lo costringeranno a fare i conti con le sue paure, il passato, un’ipotesi di futuro.

Alessandro Magno: un nome che, a distanza di millenni, evoca battaglie epiche, vicende appassionanti, campagne militari in grado di superare ogni immaginazione. Nato dall’ambizioso re Filippo II e dall’astuta principessa Olimpiade, il giovane principe è destinato a un futuro di gloria militare e politica: infatti, dopo la conquista delle poleis greche, la Macedonia è più potente che mai. Ma quando il padre è ucciso in una torbida congiura e Alessandro sale sul trono, la sua sete di conoscenza non si accontenta dell’Ellade. È questa la scintilla da cui parte la sua conquista dell’Asia, nella quale il sovrano riscrive i confini del mondo conosciuto, entrando non solo nella storia, ma anche nel mito. In una parola, diventando Magno. Appassionante come un kolossal, scritta come un romanzo e documentata con rigore, la biografia di Mariangela Galatea Vaglio narra la grandezza, l’intelligenza e l’umana fragilità del celebre condottiero.

Ci sono cose che si tramandano in silenzio, di madre in figlia, senza che nessuna delle due sappia bene come nominarle. Heather Christle ha impiegato una vita a capire che quello che portava dentro non era solo suo. “Tra i rododendri” è il racconto di come la letteratura e l’arte possano permetterci di abitare questo silenzio, facendoci entrare in connessione con ciò che si nasconde sotto la superficie. Al centro di questa storia c’è un viaggio a Londra, e poi altri viaggi – quasi sempre con sua madre, quasi sempre negli stessi luoghi. Per tutta la vita, Heather Christle ha continuato a tornare su un punto oscuro della sua storia, ad affrontarlo come poteva, cercando di comprenderlo e attraversarlo. Poi, un giorno, qualcosa si è incrinato: davanti a un vicolo vicino ai Kew Gardens, la madre le indica il posto in cui, da bambina, quell’oscurità è stata anche sua. Non è una rivelazione del tutto nuova, eppure questa volta quel ricordo arriva con una chiarezza impossibile da respingere. Da quel momento il ritorno in quei luoghi diventa un’occasione per interrogare la memoria, misurare la distanza tra madre e figlia e avvicinarsi, per frammenti, a ciò che entrambe hanno faticato a dire. Con Virginia Woolf come voce interiore e guida, Christle attraversa Londra, da Bloomsbury alla British Library, fino a Richmond, costruendo una geografia insieme reale e letteraria in cui questi spazi diventano varchi per leggere in modo nuovo la propria storia. “Tra i rododendri” non promette guarigione, né riconciliazione. Mostra invece con onestà come la letteratura, quando non consola e non semplifica, può trasformare il dolore in conoscenza. Può farsi tramite e illuminare quei nostri luoghi oscuri in cui il passato preme contro il presente fino a spaccarlo, come una radice contro la pietra.

È una mattina di fine dicembre del 1783, l’aria odora di neve, anche se i palermitani sanno che è solo un’impressione: a Palermo non nevica mai. Tra le mura del convento di San Francesco, accade qualcosa di insolito: la cella di fra’ Gerlando è rimasta chiusa, nessuno l’ha visto nemmeno al Mattutino. Dietro quella porta, l’orribile scoperta: il corpo esanime del frate, gli occhi strabuzzati dal terrore, il viso gonfio, una schiuma biancastra agli angoli della bocca. Per lo speziale non ci sono dubbi: è veleno. Anche se quell’uomo di Dio non pareva avere un nemico al mondo. A parte forse l’anziana donna con cui, il giorno prima, c’era stato un misterioso incontro, alla fine del quale il frate era apparso turbato. «Quella vecchia è la Morte» aveva commentato. Ma non è l’unico mistero, perché il nome del frate compare in una lista insieme a quello di un barone morto lo stesso giorno, con gli stessi sintomi. Lista che ora si trova nelle mani di Maurizio Belmonte, uomo di fiducia del Viceré, che non crede alle coincidenze e teme che anche altri siano in pericolo. Per le strade si sussurra di preghiere speciali. Preghiere che si pagano a peso d’oro e che, dicono, possono far ammalare. Possono uccidere. Ma Belmonte non crede nemmeno alle fatture, è uomo dei Lumi. Eppure i morti sono reali e ora anche la donna che ama, Sofia Schulz, la pittrice che ritrae i defunti dell’aristocrazia, sembra affetta da un morbo incurabile. Il veleno è l’arma di chi conosce la pazienza, e non richiede coraggio né la violenza di un attimo di follia. Belmonte dovrà immergersi nell’oscurità di un rancore coltivato nel silenzio, cercare la verità lì dove il sacro e il profano si confondono e un maleficio si paga come una messa.
«Sappiate allora che l’odio è un sentimento, ma la morte un vizio. E che, una volta preso, quel vizio non si dimentica».
«Nei suoi gialli storici, Silvana La Spina ha la capacità di ricreare un grande affresco isolano». la Repubblica
«La Spina è scrittrice sapiente, dotata di un’acuta sensibilità per le dimensioni sociali e il valore dei personaggi femminili». Il Sole 24 Ore

Nel suo mirabolante romanzo d’esordio, Matteo Mantoani dà vita a un personaggio dalla mente acuta e dalla lingua tagliente, incapace di accettare un torto e pronto a svelare l’inganno più sordido. Un libro sontuoso, che unisce l’accurata ricostruzione storica alle intriganti dinamiche di un mystery.
«Ed eccomi qua, con mercanzia acquistata a Venezia, un forziere con quattrocento ducati tra monete e lettere di cambio, e il cadavere scuoiato di una giovane avvolto in uno dei tappeti importati dal Turco. Torsten tiene le redini e sorride con aria baldanzosa, i bifolchi che fino a poco fa si accalcavano attorno al cadavere corrono ai lati del carro per arrivare in paese prima di noi. Per loro lo spettacolo è appena cominciato».
«Nobilhomo, mia signora, vi riverisco. Permettetemi di presentarmi: sono Gottlob Kramer, mercante di passaggio». Friuli, 1738. Dopo aver girovagato per l’Europa come mercante di chincaglierie e rimedi prodigiosi, l’audace quanto sfrontato Gottlob Kramer si ritrova vicino al paese d’origine, Orgnasso, un grumo di case abbarbicato tra i monti. Sulle rive del Meduna, un fiume modesto che diventa imponente solo se gonfiato dalle piogge, si imbatte in una scena raccapricciante: il cadavere di una donna è riverso a terra, con le sottane alzate, il cranio scuoiato e nel pugno una strana pietra. Se all’inizio tutto fa pensare a un annegamento accidentale, presto gli indizi condurranno Gottlob, aiutato dall’ingenuo figlio della vittima, a una scoperta ben più macabra e pericolosa. Mentre il mercante cerca di risolvere l’enigma, il passato si riversa sul presente e i fantasmi della sua giovinezza tornano a tormentarlo, riportandolo a un tempo in cui, ancora ragazzo, si destreggiava come apprendista nella spezieria della città di Steinbrueck.

Un Retelling in chiave dark. Una storia d’amore Enemies to Lovers che intreccia in una rivisitazione gotica di Cenerentola, una tensione inebriante, una passione proibita e un worldbuilding coinvolgente.
Rimasta orfana in gioventù, Samara è da anni sotto la tutela dei suoi tre orribili fratelli. Proprio quando pensa di non poter sopportare un’altra giornata di maltrattamenti, un bel principe chiede la sua mano. Ma durante il viaggio verso il suo nuovo regno, la carrozza viene assalita e Samara è costretta a seguire Lore, il temuto principe della Belladonna. Oscuro, enigmatico e avvolto da una magia velenosa, Lore sostiene che lei sia la chiave per spezzare una maledizione che lo tormenta da sette anni. Samara diffida, convinta che il principe elfico voglia punirla per un’antica ingiustizia da lei commessa. Eppure, tra foreste incantate e creature pericolose che si muovono nell’ombra, nascerà un bruciante desiderio impossibile da ignorare.

Nel I secolo d.C., la Britannia romana fu scossa da una delle più grandi rivolte contro il dominio imperiale. La tribù degli Iceni, alleata di Roma, versava regolarmente tributi all’Impero, ma continuava a essere guidata dai propri sovrani. Il re Prasutago, prima di morire, nel tentativo di garantire l’autonomia del regno aveva nominato le sue figlie coeredi insieme all’imperatore Nerone, ma le autorità romane ignorarono le sue volontà. Quando Boudicca, vedova del re, protestò per questa ingiustizia, “fu picchiata e le sue figlie stuprate” (Tacito, Ann. 14.31.2). Trattata come se fosse bottino di guerra, la regina guidò il proprio popolo in una ribellione destinata a lasciare un segno profondo nella storia dell’isola. Attraverso le fonti antiche e le più recenti ricerche storiche, questo libro ricostruisce la figura di Boudicca, le cause della ribellione e gli eventi che portarono migliaia di Britanni a sollevarsi contro Roma. Il ritratto avvincente di una donna divenuta leggenda e di un conflitto che mise alla prova il potere dell’Impero.

Il Brasile, luogo dell’immaginario esotico occidentale segnato da sempre dal cliché tropicale, illustra la sua vera identità nell’opera di Jorge Amado, scrittore simbolo della letteratura brasiliana. I suoi romanzi animano una cartografia letteraria che, partendo da Bahia, cuore afrobrasiliano ricco di contraddizioni coloniali, sincretismi religiosi e memorie della schiavitù, dipana un racconto che comprende l’intero paese, restituendo un Brasile reale e complesso e una storia che, attraversando il Novecento, ci aiuta a comprendere meglio, amandolo ancora di più, il Brasile della contemporaneità.
SEGUIMI SU INSTAGRAM, TIKTOK E FACEBOOK PER ESSERE SEMPRE AGGIORNATO SULLE NOVITA’!